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  1. #1
    Cina = Zind
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    Exclamation 20 aprile 1889 - 20 aprile 2004



    20 aprile 1889 - 20 aprile 2004

  2. #2
    Cina = Zind
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    Invito quelli per cui questa data ha un significato, a lasciare la loro firma di saluto.

    Mille di questi giorni, Padre.

  3. #3
    Enclave MUSSOLINISTA
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    Predefinito Rivedere, ripensare la storia

    20 aprile 1889 - 20 aprile 2004

  4. #4
    Paul Atreides
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    In ricordo del Suo centoquindicesimo genetliaco

  5. #5
    cricetoso
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    Chi compie gli anni?

  6. #6
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    Predefinito Per mille anni !!!

    A.H. per mille anni !!!
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  7. #7
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    Aaaah, auguri allora

    smrt Hitler, podudlaj mi ga

  8. #8
    suum cuique
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    2 aprile 1945

    Se siamo destinati ad essere sconfitti in questa guerra, la nostra sconfitta sarà estrema e completa. I nostri nemici hanno proclamato i loro obbiettivi in modo tale da non lasciarci illusioni riguardo alle loro intenzioni. Ebrei, russi bolscevichi e il branco di sciacalli che li segue alle calcagna guaendo... sappiamo che nessuno di loro deporrà le armi finché non avrà distrutto e annientato la Germania Nazionalsocialista riducendola a un cumulo di rovine. In un conflitto spaventevole come questo, in una guerra nella quale si affrontano due ideologie cosí completamente inconciliabili, l'esito non può consistere inevitabilmente che nella distruzione totale di una parte o dell'altra. É una lotta che deve essere condotta da entrambi i lati, finché gli avversari non siano completamente esausti; e dal canto nostro, sappiamo che continueremo a batterci finché la vittoria non sia stata conseguita o finché l'ultima goccia di sangue non sia stata versata.

    È un pensiero crudele. Mi colma di orrore il pensare al nostro Reich fatto a pezzi dai vincitori, alle nostre popolazioni esposte agli eccessi selvaggi dei bolscevichi e dei gangsters americani. Anche questa prospettiva, tuttavia, non scuote la mia fede invincibile nel futuro del popolo tedesco. Quanto piú soffriremo, tanto piú gloriosa sarà la risurrezione dell'eterna Germania! Questa caratteristica dello spirito tedesco, di piombare nel letargo quando sembra certo che sia in gioco l'esistenza stessa della nazione, ci sarà utilissima una volta di piú. Ma per quanto mi concerne personalmente, io non potrei sopportare di vivere in Germania durante il periodo di transizione che seguirebbe alla sconfitta del Terzo Reich. Le ignominie e il tradimento che sperimentammo nel 1918 non sarebbero nulla in confronto a quanto possiamo aspettarci ora. È al di là di ogni comprensione il fatto che possa accadere una cosa simile dopo dodici anni di Nazionalsocialismo. La mia immaginazione indietreggia all'idea di una Germania privata d'ora innanzi di quella élite che l'ha condotta ai culmini dell'eroismo, di una Germania costretta a voltolarsi per anni e anni nel fango.

    Quale consiglio possiamo dare, allora, quali norme di comportamento possiamo raccomandare a coloro che sopravviveranno con lo spirito senza macchia e il cuore indomito? Battuto, lasciato solo a cercare la salvezza, isolato come una sentinella nelle cupe tenebre della notte, il popolo tedesco dovrà fare spontaneamente tutto il possibile per rispettare le leggi razziali che noi gli abbiamo dato. In un mondo che va diventando sempre piú . perverso a causa del virus ebraico, un popolo rimasto immune a tale virus deve, alla lunga, riemergere alla supremazia. Da questo punto di vista, il Nazionalsocialismo può a buon diritto pretendere l'eterna gratitudine del popolo per avere eliminato gli ebrei dalla Germania e dall'Europa Centrale.

    La seconda preoccupazione della Germania postbellica dovrebbe essere quella di conservare indissolubile l'unione di tutte le razze tedesche. Solo quando siamo uniti le nostre qualità si espandono in. tutta la loro portata; solo quando cessiamo di essere prussiani, bavaresi, austriaci, renani e diveniamo semplicemente tedeschi. I prussiani furono i primi a unire i tedeschi in un solo Reich sotto la guida di Bismarck e cosí facendo diedero al popolo tedesco il modo di dimostrare che esso era il primo popolo d'Europa. Io stesso, riunendoli tutti nel Terzo Reich, li ho incamminati sulla via di divenire gli architetti di una nuova Europa. Qualsiasi cosa ci riservi il futuro, i popoli tedeschi devono ricordare come sia essenziale respingere tutti quegli elementi i quali provocano discordia tra loro e adottare instancabilmente ogni provvedimento che giovi a mantenere la loro unità.

    Per quanto concerne i paesi stranieri, non è possibile stabilire rigide norme, poiché la situazione è soggetta a mutamenti continui. Vent'anni or sono , scrissi che esistevano due sole possibili alleate in . Europa per la Germania... l'Inghilterra e l'Italia. Lo svolgersi degli eventi durante questo periodo non è stato tale da consentire l'attuazione di una politica che sarebbe stata la logica conseguenza della mia asserzione. Gli inglesi esercitavano ancora il potere imperiale, ma non possedevano piú le qualità indispensabili alla conservazione del loro impero. Sembrava che dominassero il mondo; in realtà, . erano dominati tutti dagli ebrei. L'Italia aveva tentato di emulare l'antica Roma. Possedeva tutte le ambizioni dei romani, ma le mancavano i due complementi essenziali che sono uno spirito deciso e la forza materiale. La sola buona carta che possedesse era la guida di un autentico romano. Quale tragedia per quell'uomo! E quale tragedia per quel paese! Per i popoli, come per gli individui, è tragico avere ambizioni e non possedere né i mezzi essenziali per realizzarle né la minima speranza di assicurarseli.

    Rimane cosí la Francia. Vent'anni fa scrissi quel che pensavo della Francia. Essa è stata ed è la nemica mortale del popolo tedesco. La sua costante degenerazione e le sue frequenti crises de nerfs ci hanno indotto a volte a minimizzare l'importanza delle sue azioni. Se essa dovesse continuare a indebolirsi, come sembra probabile, questo non sarà motivo sufficiente perché noi nutriamo una minore diffidenza nei suoi riguardi. La potenza militare della Francia non é altro ormai che un ricordo, e, esclusivamente da questo punto di vista, si può essere certissimi che essa non ci causerà mai piú . un solo momento d'ansia. Quale che possa esserne l'esito, questa guerra ha per lo meno collocato la Francia nella categoria alla quale essa appartiene, quello di una Potenza di quinto ordine. Ciononostante, grazie alle sue illimitate capacità di corruzione e alla sua bravura inimitabile nell'arte del ricatto, la Francia può ancora costituire per noi una fonte di pericolo. La nostra parola d'ordine deve essere pertanto: diffidenza e vigilanza. Badino i tedeschi a non lasciarsi mai incantare dalla voce di questa sirena!

    Mentre, quindi, non è possibile aderire a princípi rigidi nei rapporti con i paesi stranieri e occorre essere sempre pronti ad adattare la propria politica alle mutevoli condizioni, si può ciononostante affermare con fiducia che la Germania troverà sempre gli amici piú sicuri tra quei popoli i quali si oppongono attivamente al contagio ebreo. Io sono certo che i giapponesi, i cinesi e i popoli dell'Islam ci saranno sempre piú vicini che, ad esempio, la Francia, benché siamo legati da vincoli di sangue. È una tragedia che la Francia abbia continuamente degenerato `nel corso dei secoli e che le sue classi superiori siano state pervertite dagli ebrei. La Francia è ora condannata all'adozione di una politica ebraica.

    Con la sconfitta del Reich e con l'imminente emergere dei nazionalismi asiatico, africano e forse anche sud-americano, rimarranno nel mondo due sole grandi Potenze in grado di affrontarsi: gli Stati Uniti e la Russia Sovietica. Le leggi storiche e geografiche costringeranno queste due Potenze a una prova di forza, o militare, o nei campi dell'economia e dell'ideologia. Queste stesse leggi rendono inevitabile che entrambe le Potenze divengano nemiche dell'Europa. Ed è altrettanto certo che tutte e due le Potenze riterranno prima o poi opportuno cercare l'appoggio dell'unica grande nazione superstite dell'Europa, la Germania. Io afferma con tutta l'energia di cui sono capace che i tedeschi devono evitare, a qualunque costo, di fare la parte della pedina nell'uno o nell'altro campo.

    Nelle presenti circostanze è difficile dire quale alternativa sarebbe, dal punto di vista ideologico; piú dannosa per noi, se l'americanismo dominato dagli ebrei o il bolscevismo. È possibile che sotto la pressione esercitata dagli eventi, i russi si sbarazzino completamente dal marxismo ebraico; solo per reincarnare il panslavismo nella sua forma piú crudele e feroce. In quanto agli americani, se non riusciranno al piú presto a liberarsi dal giogo dell'ebraismo di New York (dotato della stessa intelligenza d'una scimmia che sega il ramo sul quale sta appollaiata), ebbene, non passerà molto tempo e coleranno a picco, prima ancora di aver raggiunto l'età matura. Il fatto. che essi associno il possesso di una cosí vasta forma materiale a una cosí sconfinata mancanza di intelligenza evoca l'immagine di un fanciullo ammalato di elefantiasi. È lecito domandarsi se non si tratti semplicemente di un caso di civiltà effimera, destinata a svanire con la stessa rapidità con la quale è sorta.

    Se l'America del Nord non riuscirà a creare una dottrina meno puerile di quella che le serve attualmente come una sorta di vade mecum morale e che è basata su princípi maestosi ma chimerici e sulla cosiddetta scienza cristiana, è dubbio che essa possa rimanere a lungo un continente popolato in misura predominante dalla razza bianca. Apparirà ben presto palese che questo gigante dai piedi d'argilla, dopo la sua ascesa spettacolare, conserva appena quel tanto di forza bastante a determinarne il crollo. E quale splendida occasione offrirà alla razza gialla questo sfacelo improvviso! Dal punto di vista sia della giustizia, sia della storia, gli appartenenti alla razza gialla potranno giustificare la loro invasione del continente americano esattamente con le stesse argomentazioni (o con la stessa mancanza di argomentazioni) degli europei del sedicesimo secolo. Le masse enormi e denutrite di quelle popolazioni conferiranno loro l'unico diritto riconosciuto dalla storia - il diritto dei popoli affamati di placare la loro fame - sempre purché tale pretesa sia ben spalleggiata dalla forza!

    E cosí, in questo mondo crudele in cui ci hanno nuovamente precipitato due grandi guerre, appare ovvio che i soli popoli bianchi i quali abbiano qualche probabilità di sopravvivenza e di prosperità sono quelli che sanno come soffrire e che ancora conservano il coraggio di battersi, anche quando la situazione è disperata, fino alla morte. E i soli popoli che avranno il diritto di rivendicare queste doti saranno quelli dimostratisi capaci di sradicare dalla propria struttura il veleno mortale dell'ebraismo.


    H.H S.H

  9. #9
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  10. #10
    cricetoso
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