Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 17
  1. #1
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Obama e ultradestra meno lontani

    Obama e ultradestra meno lontani
    Le svolte in politica estera del presidente americano convergono con quelle di Pat Buchanan

    Azione, 10 agosto 2009


    Ha certamente molti nemici e critici, ma Barack Obama è popolare, e molto più di quanto si creda. E dopo il disastro annunciato della guerra irachena non poteva essere che così, persino se guardiamo a destra della destra, l’angolo degli isolazionisti americani, nel cui seggio più alto risiede un vecchio e coraggioso combattente, Patrick J. Buchanan.
    Già accusato di xenofobia (dopo la pubblicazione di State of Emergency, un libro del 2007 in cui l’anziano repubblicano spiega che nel 2050 gli americani di origine europea saranno una minoranza a casa loro) anche Pat Buchanan è indotto a simpatizzare – su determinati problemi – per Barack Obama.
    Vale sicuramente la pena di osservare questa simpatia molto condizionata e assolutamente circoscritta, la quale smentisce tra l’altro luoghi comuni circa l’integrale ignoranza che del mondo avrebbero gli americani. Nel marzo 2003 – invasione dell’Iraq – ignoranza ed arroganza ci furono certamente, ma esse furono denunciate col massimo del vigore negli stessi Stati Uniti, più precisamente dalla rivista «The American Conservative», fondata nel 2002 (alla vigilia dell’invasione irachena e contro questa decisione) da Buchanan. Da allora questo periodico è il massimo punto di riferimento della «destra anti-guerra», tradizionalista e «paleoconservatrice» (in polemica con i «neo-conservatori » consiglieri del Presidente GeorgeW. Bush).

    Iraq, punto di convergenza fra Obama e Buchanan

    Quel conflitto sarà ricordato come un momento cruciale della storia mondiale, e come un momento della verità della storia americana.
    A sinistra Hillary Clinton era su posizioni radicali. Aveva sostenuto la campagna di bombardamenti su Baghdad del dicembre del 1998, dicendo già allora quanto avrebbe più o meno ripetuto l’11 ottobre del 2002 (votando la Iraq War Resolution, la risoluzione che autorizzò il Presidente George W. Bush a invadere l’Iraq). E cioè che si trattava di smantellare laboratori in grado di sviluppare armi pericolosissime. (Meno di una settimana prima, il 7 ottobre del 2002, usciva il primo numero di «The American Conservative»)
    Ma la Iraq War Resolution fu votata anche da John Kerry, il candidato presidenziale democratico del 2004. Kerry, una figura piuttosto mediocre, andò anche oltre, con una dichiarazione doppiamente grottesca. Nel 2006, mentre una colata di piombo fuso israeliano sommergeva il Libano, John Kerry si schierò a spada tratta con Gerusalemme, sostenendo che se il Presidente George W. Bush non avesse fatto l’errore di invadere l’Iraq, ora ci sarebbero state truppe disponibili per combattere il terrorismo in Libano.
    Davanti a simili dichiarazioni, davanti ad atteggiamenti così apertamente incoerenti, personaggi come Barack Obama e Pat Buchanan (tra i pochissimi che si fossero opposti alla guerra in Iraq e allo spietato bombardamento del Libano) non potevano non riscuotere simpatie. E non potevano non finire con l’incrociare le loro strade.
    Che cos’hanno in comune il 44.mo presidente degli Stati Uniti Barack Obama (eletto il 4 novembre 2008 in pieno collasso economico provocato dalla crisi finanziaria e sulla scia dell’impopolarità della guerra irachena) e Pat Buchanan?
    Figlio di un immigrato musulmano keniota, Obama è l’avvocato nero dei diritti civili, che con l’orgogliosamente bianco (a volte in modo controverso) e cattolico tradizionalista Pat Buchanan condivide una sola cosa: la coerenza nell’opporsi al disastro iracheno e alla politica estera di George W. Bush e dei suoi «neoconservatori».
    Figlio dunque di un immigrato africano islamico (e di un’americana bianca), Obama ha vissuto alle Hawaii e poi, per quattro anni, a Giacarta (il secondo marito della madre viene dall’Indonesia, altro paese largamentemusulmano). In questo modo il futuro presidente (cresciuto come un cristiano e frequentatore della scuola cattolica secolare di Giacarta) sviluppò ampie vedute, scagliandosi quindi contro la prospettiva di un’invasione dell’Iraq mesi prima che questa fosse lanciata. Ma Obama non arrivò mai a fare di questa posizione anti-guerra una crociata, come invece avvenne con Pat Buchanan.
    Ed ecco come i sentieri di questi due uomini così diversi tra loro si sono incrociati. Un sostegno di Buchanan ad Obama arriva immediatamente: il 23 gennaio 2009 il vecchio conservatore pubblica un articolo dal titolo: «A Neo-Reaganite Inaugural», nel quale sostiene che – in occasione del giuramento presidenziale – il nuovo leader degli Stati Uniti avrebbe tenuto un discorso «neo-reaganiano», volto a difendere i valori fondanti del Paese.

    La guerra non necessaria

    Il 4 giugno 2009 il cliccatissimo blog di Pat Buchanan ospita un articolo di LaurenceM. Vance, un noto giornalista di sinistra, grande sostenitore di Barack Obama (al punto da definire l’avversario di Obama nella corsa alla Casa Bianca – John McCain – come un «criminale di guerra»).
    Sia Vance sia Buchanan sono convinti che i neo-conservatori abbiano trasformato la vecchia repubblica americana in un «impero », un concetto da entrambi aborrito.
    Dunque Laurence M. Vance pubblica l’articolo «Buchanan’s Necessary Book» sul blog di Pat Buchanan, definendo le differenze tra la sinistra liberal (incarnata da se stesso) e il vecchio conservatore.
    Buchanan è un cattolico tradizionalista – scrive Laurence M. Vance – io sono protestante; Buchanan è un conservatore, io sono un libertario; Buchanan è un protezionista, io sono un freetrader (fautore degli scambi commerciali internazionali ostile al protezionismo); Buchanan disprezza Wal-Mart (una corporazione pubblica americana che dirige una vasta catena di grandi magazzini che vendono a prezzi scontati), io ci spendo la maggior parte del mio tempo libero; tra i padri fondatori, Buchanan ama Alexander Hamilton (fondatore del partito federalista) io amo Thomas Jefferson (piuttosto controverso per il suo amore per i tagliatori di teste della rivoluzione francese); Buchanan favorisce un governo limitato a politiche conservatrici e repubblicane, io favorisco un governo il più limitato possibile.
    Qual è dunque, si chiede Laurence M. Vance dopo questo elenco, il punto di contatto tra me è Buchanan? La risposta è nel titolo dell’articolo: «Il necessario libro di Buchanan». E di cosa parla questo libro? La risposta è ancora una volta in un titolo, quello del volume del vecchio conservatore: Churchill, Hitler, and The Unnecessary War: How Britain Lost Its Empire and the West Lost the World. In questo caso si parla della Seconda guerra mondiale (causata dal trattato di Versailles del 1919) ma il riferimento al conflitto iracheno è trasparente. Anzi, trasparente è l’attacco di Buchanan e Vance all’intera politica estera dei neoconservatori: non solo l’Iraq, ma anche l’Afghanistan, l’«atteggiamento da cowboy» verso l’Iran (quando i neocons dicevano: «le signorine si fermano a Baghdad, gli uomini vanno a Teheran») e verso la Russia (lo scudo spaziale e la guerra per procura in Georgia nell’agosto 2008).

    Il nodo iraniano e l’asse con la Cina

    Il mondo si muove verso la formazione di blocchi regionali (come l’Europa, un’Unione con grandi ragioni e precedenti storici e culturali, e che al nazionalista Buchanan purtroppo non piace) in reciproca collaborazione, e Obama si muove su questa scia.
    Ed ecco – a parte la crisi finanziaria – i cinque principali problemi ereditati dalla precedente amminstrazione di cui si sta occupando Obama: il dialogo con l’Iran, il tamponamento del disastro afghano, l’interruzione degli insediamenti etnici ebraici in terre popolate da arabi, il reset delle relazione con la Russia, l’asse con la Cina per il governo dell’economia.
    Le risposte che il presidente degli Stati Uniti intende dare a questi problemi hanno il pieno sostegno di Pat Buchanan, come si evince leggendo anche il suo articolo «Outlasting the Ayatollahs » (16 giugno 2009). Scrive Buchanan: «La politica di Obama di allungare una mano aperta all’Iran sta funzionando e non deve essere abbandonata a causa dei sinistri avvenimenti di Teheran ». I «sinistri avvenimenti» cui si riferisce Pat Buchanan sono i sanguinosi disordini nella capitale iraniana, seguiti alla rielezione del presidente Ahmadinejad dopo il voto dello scorso 12 giugno.
    Ecco dunque l’inedita convergenza seguita all’era neo-conservatrice: la sinistra di Barack Obama e la «vecchia destra» di Pat Buchanan non si stanno combattendo ferocemente, anzi, sulla politica estera la pensano proprio allo stesso modo. Una simile convergenza non poteva che avvenire davanti alla catastrofe del «peggior presidente della storia degli Stati Uniti d’America»: George W. Bush.


    http://epaper.azione.ch/ee/azion/_ma...-08-10-015.pdf
    SADNESS IS REBELLION

  2. #2
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Obama e ultradestra meno lontani

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Buchanan è un cattolico tradizionalista – scrive Laurence M. Vance – io sono protestante; Buchanan è un conservatore, io sono un libertario; Buchanan è un protezionista, io sono un freetrader (fautore degli scambi commerciali internazionali ostile al protezionismo); Buchanan disprezza Wal-Mart (una corporazione pubblica americana che dirige una vasta catena di grandi magazzini che vendono a prezzi scontati), io ci spendo la maggior parte del mio tempo libero; tra i padri fondatori, Buchanan ama Alexander Hamilton (fondatore del partito federalista) io amo Thomas Jefferson (piuttosto controverso per il suo amore per i tagliatori di teste della rivoluzione francese); Buchanan favorisce un governo limitato a politiche conservatrici e repubblicane, io favorisco un governo il più limitato possibile.
    Ho postato questo articolo perchè conteneva degli spunti su Buchanan a mio avviso molto interessanti. E' degno di nota il parallelo tra l'"ultradestra" di Buchanan (che poi sarebbe il conservatorismo) e la sinistra libertarian di Vance.

    Beh, a parte l'Iraq, differenza più netta non potrebbe esserci. La cosa che mi ha colpito è che le posizioni a confronto ricalcano pressocchè identicamente la contrapposizione tra "comunitari" e "liberal", esposta da Marcello Veneziani nell'omonimo libro. Ormai le tradizionali categorie partitiche dicono poco in termini di ideologia e la destra e la sinistra contemporanee sono diventate davvero delle scatole vuote da riempire all'occasione secondo l'utilità del momento.

    Riflettiamo sulle posizioni di Buchanan:

    - cattolico tradizionalista
    - conservatore
    - protezionista
    - contrario a Wal-Mart (grandi magazzini)
    - legato ad Alexander Hamilton (fondatore del partito federalista)
    - a favore di un governo limitato a politiche conservatrici e repubblicane (specificazione d'obbligo)


    Cosa di tutto ciò collega il nostro ai leaders attuali del Partito repubblicano? Praticamente nulla.

    I conservatori odierni sono in genere:

    - protestanti evangelical
    - neoconservatori e/o libertari
    - per il libero commercio
    - a favore di Wal-Mart
    - legati a Thomas Jefferson
    - a favore di un governo limitato (e basta)

    Questo quadro li mette - a prescindere da Bush e dal presunto "fondamentalismo" - molto più in sintonia con l'odiata sinistra, che non con i conservatori genuini. Per questo si utilizza per loro il curioso termine di "ultradestra". Quale ultradestra? E' la destra originaria, la destra rimasta destra.
    Ultima modifica di Florian; 22-10-09 alle 15:19
    SADNESS IS REBELLION

  3. #3
    direttamente dall'Inferno
    Data Registrazione
    19 Jan 2007
    Località
    nel girone che preferite
    Messaggi
    37,207
     Likes dati
    1,323
     Like avuti
    11,201
    Mentioned
    351 Post(s)
    Tagged
    26 Thread(s)

    Predefinito Rif: Obama e ultradestra meno lontani

    boh,non so quanto i Goppers oggi possano seguitare ad essere libertari e a favore del governo minimo senza rischiare una crisi d'identità....

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    10,854
     Likes dati
    0
     Like avuti
    16
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Obama e ultradestra meno lontani

    Interessanti le osservazioni di Florian, non è scritto da nessuna parte che la Destra è liberale, liberista e libertaria sempre e comunque. La Destra di Buchanan è protezionista perché rappresenta l'America profonda con il suo patriottismo e il suo nazionalismo e per questi è meno aperta alla globalizzazione e alla dislocazione.
    Eppure Ron Paul - appoggiato da Buchanan e dai patrioti americani ma che piace anche ai liberali-liberisti-libertari - è l'opposto dello "statalismo" e del "socialismo" obamiano e ha accusato anche i repubblicani con l'avvento del neoconservatorismo di aver sostenuto la mano pesante del governo come la sinistra liberal. Questo aspetto vorremmo capirlo meglio..
    Comunque Buchanan per l'onor del vero ha criticato Obama per il boicottaggio del governo de facto in Honduras e il sostegno al filo-chavista Zelaya.

    carlomartello

  5. #5
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Obama e ultradestra meno lontani

    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Interessanti le osservazioni di Florian, non è scritto da nessuna parte che la Destra è liberale, liberista e libertaria sempre e comunque. La Destra di Buchanan è protezionista perché rappresenta l'America profonda con il suo patriottismo e il suo nazionalismo e per questi è meno aperta alla globalizzazione e alla dislocazione.
    Eppure Ron Paul - appoggiato da Buchanan e dai patrioti americani ma che piace anche ai liberali-liberisti-libertari - è l'opposto dello "statalismo" e del "socialismo" obamiano e ha accusato anche i repubblicani con l'avvento del neoconservatorismo di aver sostenuto la mano pesante del governo come la sinistra liberal. Questo aspetto vorremmo capirlo meglio..
    Comunque Buchanan per l'onor del vero ha criticato Obama per il boicottaggio del governo de facto in Honduras e il sostegno al filo-chavista Zelaya.

    carlomartello
    Buchanan è un protezionista, un nazionalista economico che dice "Comprate americano"; Ron Paul è invece convintamente a favore del libero commercio. Entrambi concordano però sull'idea di un governo minimo e sull'isolazionismo.
    Ultima modifica di Florian; 22-10-09 alle 14:43
    SADNESS IS REBELLION

  6. #6
    Mé rèste ü bergamàsch
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Messaggi
    13,036
     Likes dati
    0
     Like avuti
    23
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Obama e ultradestra meno lontani

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Iraq, punto di convergenza fra Obama e Buchanan
    Ah sì? Dall'Iraq con Baracca non è ancora andato via un soldato e quando gli americani cominceranno lentamente a ritirarsi lo faranno secondo un calendario deciso a suo tempo dal governo iracheno e da Bush stilato alla conclusione del surge di Petraeus. In Afghanistan ha raddoppiato il contingente militare rispetto a quando si è insediato e ora sta valutando di mandare altri 40 mila uomini oltre a quelli già chiesti ai paesi Nato: non ci sarà nè un disimpegno nè una riduzione di truppe da quella che ha definito lui stesso una "guerra giusta". Tornando all'Iraq, sì certo si dice fosse sfavorevole quando però non era ancora senatore; poi nei fatti ha votato nel maggio 2005 a favore del finanziamento da 82 miliardi di dollari per la guerra e nel 2006 quello di 94,5 miliardi. Soltanto nel maggio 2007 è arrivato il primo no, che a dicembre è diventato astensione e nel 2008 è tornato ad essere un sì alla guerra e alla legge specale del Senato che affidava ai militari altri 162 miliardi; un no l'aveva votato al surge di Petraeus, cioè l'unica cosa sensata e esatta fatta in sei anni e che ha sostanzialmente posto fine alla guerra civile ("un successo al di là delle più rosee aspettative", dichiarò più tardi). Tanto per gradire si potrebbe parlare del Pakistan (da inizio mandato quasi cinquanta attacchi con droni e circa 500 morti accettati tra i più civili), ma tutto questo non mi sembra proprio che vada sotto la definizione di isolazionismo conservatore alla Pat o Ron.
    Ultima modifica di Bèrghem; 23-10-09 alle 09:38
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  7. #7
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Obama e ultradestra meno lontani

    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Ah sì? Dall'Iraq con Baracca non è ancora andato via un soldato e quando gli americani cominceranno lentamente a ritirarsi lo faranno secondo un calendario deciso a suo tempo dal governo iracheno e da Bush stilato alla conclusione del surge di Petraeus. In Afghanistan ha raddoppiato il contingente militare rispetto a quando si è insediato e ora sta valutando di mandare altri 40 mila uomini oltre a quelli già chiesti ai paesi Nato: non ci sarà nè un disimpegno nè una riduzione di truppe da quella che ha definito lui stesso una "guerra giusta". Tornando all'Iraq, sì certo si dice fosse sfavorevole quando però non era ancora senatore; poi nei fatti ha votato nel maggio 2005 a favore del finanziamento da 82 miliardi di dollari per la guerra e nel 2006 quello di 94,5 miliardi. Soltanto nel maggio 2007 è arrivato il primo no, che a dicembre è diventato astensione e nel 2008 è tornato ad essere un sì alla guerra e alla legge specale del Senato che affidava ai militari altri 162 miliardi; un no l'aveva votato al surge di Petraeus, cioè l'unica cosa sensata e esatta fatta in sei anni e che ha sostanzialmente posto fine alla guerra civile ("un successo al di là delle più rosee aspettative", dichiarò più tardi). Tanto per gradire si potrebbe parlare del Pakistan (da inizio mandato quasi cinquanta attacchi con droni e circa 500 morti accettati tra i più civili), ma tutto questo non mi sembra proprio che vada sotto la definizione di isolazionismo conservatore alla Pat o Ron.
    Infatti è come dici tu. L'articolo in questione è un po' forzato nella sua tesi pro-Obama, io l'ho postato comunque perchè conteneva delle informazioni interessanti riguardo Pat Buchanan.
    SADNESS IS REBELLION

  8. #8
    Conservatorismo e Libertà
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    17,354
     Likes dati
    159
     Like avuti
    515
    Mentioned
    14 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito Rif: Obama e ultradestra meno lontani

    Spero di non creare scandalo quando affermo che la scelta isolazionista da parte americana porterebbe solo sventura e insicurezza a tutto il resto dell'Occidente, lasciando campo libero alle forze nemiche esterne (in primis i cosiddetti Stati Canaglia sostenitori del terrorismo, senza dimenticare le potenze geostrategicamente più rilevanti).

    L'internazionalismo da tempo ha "contagiato" la quasi totalità dei Repubblicani; non si tratta a mio parere di un "tradimento" della destra, ma la presa d'atto che l'America non può richiudersi in se stessa, e sperare che nel mondo non prendano poi forma gravi minacce, destinate a destabilizzare il campo occidentale.

    Se l'America diviene un'isola chiusa, rischia di fare la fine dell'Unione Sovietica, crollata anche a causa dell'asfissia del campo socialista, sopraffatto dalle soverchianti forze culturali, politiche ed economiche occidentali, espressione di un mondo aperto, libero, dinamico, sempre più globalizzato ed interdipendente.

    E a proposito di globalizzazione, pare francamente difficile che gli Stati Uniti, primatisti nel campo delle scienze, delle tecnologie, degli armamenti militari, e in molte altre cose, si ritraggano improvvisamente, lasciando l'egemonia globale ad altri. Gli Stati Uniti hanno un ruolo nel mondo; si tratta di un ruolo irrinunciabile, a meno di ipotizzare una nuova era di caos e distruzione.

    Se la scelta isolazionista pare coerente all'interno della destra nazionalista americana, che si rifà a tradizioni storiche antiche (il discorso di Winthrop sulle virtù e la città sopra la collina, il Model Treaty di Adams, la Lettera di Commiato di Washington), nel mondo contemporaneo non è possibile immaginare una America ritratta e rinunciataria.

    Ciò non significa, ovviamente, porre l'accento sulla libertà e sulla democrazia fino a sostenere i programmi degli ultraliberisti e libertari(tantomeno in campo strettamente etico e morale). Significa riconoscere solamente che noi abbiamo bisogno dell'America, e che l'America ha bisogno di noi, per non soccombere.

  9. #9
    Ritorno a Strapaese
    Data Registrazione
    21 May 2009
    Messaggi
    4,756
     Likes dati
    0
     Like avuti
    33
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Obama e ultradestra meno lontani

    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    Spero di non creare scandalo quando affermo che la scelta isolazionista da parte americana porterebbe solo sventura e insicurezza a tutto il resto dell'Occidente, lasciando campo libero alle forze nemiche esterne (in primis i cosiddetti Stati Canaglia sostenitori del terrorismo, senza dimenticare le potenze geostrategicamente più rilevanti).

    L'internazionalismo da tempo ha "contagiato" la quasi totalità dei Repubblicani; non si tratta a mio parere di un "tradimento" della destra, ma la presa d'atto che l'America non può richiudersi in se stessa, e sperare che nel mondo non prendano poi forma gravi minacce, destinate a destabilizzare il campo occidentale.

    Se l'America diviene un'isola chiusa, rischia di fare la fine dell'Unione Sovietica, crollata anche a causa dell'asfissia del campo socialista, sopraffatto dalle soverchianti forze culturali, politiche ed economiche occidentali, espressione di un mondo aperto, libero, dinamico, sempre più globalizzato ed interdipendente.

    E a proposito di globalizzazione, pare francamente difficile che gli Stati Uniti, primatisti nel campo delle scienze, delle tecnologie, degli armamenti militari, e in molte altre cose, si ritraggano improvvisamente, lasciando l'egemonia globale ad altri. Gli Stati Uniti hanno un ruolo nel mondo; si tratta di un ruolo irrinunciabile, a meno di ipotizzare una nuova era di caos e distruzione.

    Se la scelta isolazionista pare coerente all'interno della destra nazionalista americana, che si rifà a tradizioni storiche antiche (il discorso di Winthrop sulle virtù e la città sopra la collina, il Model Treaty di Adams, la Lettera di Commiato di Washington), nel mondo contemporaneo non è possibile immaginare una America ritratta e rinunciataria.

    Ciò non significa, ovviamente, porre l'accento sulla libertà e sulla democrazia fino a sostenere i programmi degli ultraliberisti e libertari(tantomeno in campo strettamente etico e morale). Significa riconoscere solamente che noi abbiamo bisogno dell'America, e che l'America ha bisogno di noi, per non soccombere.
    Cavolate, anzi, sarebbe una liberazione, ma non sono così ingenuo da credere che accada...
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  10. #10
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Obama e ultradestra meno lontani

    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    Spero di non creare scandalo quando affermo che la scelta isolazionista da parte americana porterebbe solo sventura e insicurezza a tutto il resto dell'Occidente, lasciando campo libero alle forze nemiche esterne (in primis i cosiddetti Stati Canaglia sostenitori del terrorismo, senza dimenticare le potenze geostrategicamente più rilevanti).
    Francamente non credo più alla storiella dell'Occidente buono minacciato dalle canaglie. I cattivi sono tra noi, se non siamo addirittura noi, e trovarci continuamente dei nemici all'esterno non aiuta.

    L'internazionalismo da tempo ha "contagiato" la quasi totalità dei Repubblicani;
    Sì.

    non si tratta a mio parere di un "tradimento" della destra,
    Beh, se guardiamo alle sue posizioni originarie, se non è stato un "tradimento" è stato di sicuro un "dietrofront".

    ma la presa d'atto che l'America non può richiudersi in se stessa
    Perchè no?

    , e sperare che nel mondo non prendano poi forma gravi minacce, destinate a destabilizzare il campo occidentale.
    Ripeto che la minaccia vera è a casa nostra, è il nostro malato stile di vita. Nessuna potenza straniera ha finora destabilizzato l'Occidente, ma è stato l'Occidente a destabilizzare il mondo.

    Se l'America diviene un'isola chiusa, rischia di fare la fine dell'Unione Sovietica, crollata anche a causa dell'asfissia del campo socialista,
    Non vedo relazione tra isolazionismo e socialismo.

    sopraffatto dalle soverchianti forze culturali, politiche ed economiche occidentali, espressione di un mondo aperto, libero, dinamico, sempre più globalizzato ed interdipendente.
    Dài, non mettiamoci a fare gli apologeti di questa civiltà marcia e decadente!

    E a proposito di globalizzazione, pare francamente difficile che gli Stati Uniti, primatisti nel campo delle scienze, delle tecnologie, degli armamenti militari, e in molte altre cose, si ritraggano improvvisamente, lasciando l'egemonia globale ad altri.
    Se gli USA si ritirassero non lascerebbero l'egemonia a nessuno. Il mondo non sarebbe più dominato da un'iperpotenza (già non lo è più), ma diverrebbe multipolare.

    Gli Stati Uniti hanno un ruolo nel mondo; si tratta di un ruolo irrinunciabile, a meno di ipotizzare una nuova era di caos e distruzione.
    Chi gli ha dato questo ruolo? Perchè è irrinunciabile? E chi ha detto che senza di mezzo gli USA vi sarebbe caos e distruzione? Mi sembra esagerato ipotizzare ciò.

    Se la scelta isolazionista pare coerente all'interno della destra nazionalista americana, che si rifà a tradizioni storiche antiche (il discorso di Winthrop sulle virtù e la città sopra la collina, il Model Treaty di Adams, la Lettera di Commiato di Washington), nel mondo contemporaneo non è possibile immaginare una America ritratta e rinunciataria.
    Per un' America che fa un passo indietro ci sarebbero altre potenze che farebbero un passo avanti. E non sarebbe un male.

    Ciò non significa, ovviamente, porre l'accento sulla libertà e sulla democrazia fino a sostenere i programmi degli ultraliberisti e libertari(tantomeno in campo strettamente etico e morale). Significa riconoscere solamente che noi abbiamo bisogno dell'America, e che l'America ha bisogno di noi, per non soccombere.
    Io penso che con un'America più tranquilla ed occupata ai casi suoi nessuno soccomberà. Nè loro, nè tantomeno noi.
    SADNESS IS REBELLION

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 12
    Ultimo Messaggio: 17-04-11, 11:41
  2. ESTERI / Krauthammer: Obama ascolta tutti meno che Israele
    Di Florian nel forum Liberalismo e Libertarismo
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 09-06-09, 19:13
  3. Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 06-05-09, 02:55
  4. Risposte: 50
    Ultimo Messaggio: 26-04-09, 13:14
  5. Più democrazia, meno nemici. Obama presenta Hillary e Gates.
    Di Lisergic nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 05-12-08, 15:08

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito