"Su spie Kgb sapevo ma mi confusi"
Mitrokhin, Prodi difende sue "amnesie"
"Quando mi fu sottoposto il dossier Mitrokhin, si chiamava Impedian". Così Romano Prodi, giustifica la sua "amnesia" sul dossier reso pubblico dall'ex archivista del Kgb. Quindi solo un franitendimento sul nome dell'elenco che svelava le spie italiane al soldo dei sovietici sarebbe alla base della frase di Prodi: "Nessuno me ne aveva mai parlato". In realtà il generale Siracusa aveva chiesto all'ex premier disposizione in merito all'indagine.
Il generale Siracusa, che dirigeva il Sismi, e il ministro della Difesa Beniamino Andreatta, avevano fatto "l'esame della situazione" in maniera molto approfondita e "a me venne consegnato il referto, che all' epoca non vi erano elementi per inviare tutto all'autorità giudiziaria, però si sarebbe proseguito per vedere se se ne potevano trovare
in futuro".
Romano Prodi, davanti alla commissione d'inchiesta parlamentare sul dossier Mitrokhin ricorda l'unico momento in cui ebbe notizia dell'inchiesta avviata dagli inglesi sull'allora dossier Impedian, nome che copriva quello che si sarebbe rivelato successivamente come il dossier Mitrokhin, dal nome dell'archivista del Kgb, transfuga all'ovest, che consegnò agli inglesi una vasta documentazione riguardante la rete spionistica russa in Occidente, Italia compresa.
"Il generale Siracusa mi parlò di un'indagine in corso e mi chiese di continuare ad indagare: e io gli dissi, procedete, andate avanti: cosa altro potevo fare?". In sostanza Prodi, che ha iniziato alle 11,30 leggendo una dettagliata e puntigliosa memoria che ricostruisce il modo in cui il governo, e lui personalmente, venne informato, afferma di aver incoraggiato la richiesta del Sismi di andare avanti e di approfondire le notizie fino ad allora ricevute dal servizio inglese. Elemento centrale è che all' epoca quella
documentazione era rubricata sotto il nome di 'dossier Impedian' e che comunque lui ebbe da Siracusa, il 30 ottobre 1996, un'informazione generica nell' ambito di un colloquio che avrebbe toccato anche altri elementi, tra cui anche la possibile destinazione del generale, che era stato sostituito il 18 ottobre alla guida del Sismi.
Siracusa, dopo il colloquio con Andreatta - riferisce Prodi - al quale mostrò la documentazione inglese, un colloquio durato circa due ore, decise di comune accordo con il ministro di recarsi dal presidente del Consiglio per informarlo della questione.Durante questo lasso di tempo tra il 2 e il 30 ottobre 1996 matura il cambio al vertice del Sismi e quindi l'incontro del 30, nato per illustrare al presidente del Consiglio la questione Impedian, diventa anche l'occasione per parlare della futura destinazione di Siracusa.
"In definitiva - ha detto Prodi - fu un incontro che avevamo cercato in due, io e Siracusa: io per rassicurarlo nel momento in cui stava per essere sostituito alla direzione del Sismi, lui per riferirmi della vicenda, allora conosciuta sotto il nome di Impedian. Così, molto naturalmente, si spiega il fatto che per quel colloquio, ciascuno dal suo punto di vista, ha dato due motivazioni diverse".
Prodi ha infatti tra l'altro spiegato di aver sentito parlare di un dossier Mitrokhin solo nel '99, quando fu pubblicato il libro dello storico inglese Andrew, che dava conto della vicenda. Questa diversa denominazione data alla documentazione inglese, Impedian e poi Mitrokhin, spiega, secondo Prodi, alcune precisazioni fatte al momento in cui, sulla stampa, esplose la vicenda.
Afferma Prodi nella sua memoria, letta in apertura dell'audizione: "Il 5 ottobre del '99 affermai, in buona sostanza, che in tutto il periodo in cui ero stato presidente del Consiglio mai mi era stata data notizia del dossier Mitrokhin. A cinque anni di distanza e sulla base di tutto quello che da allora ho e abbiamo saputo, posso confermare che quelle parole erano pienamente giustificate. Mai, infatti, nei due anni e mezzo a Palazzo Chigi, mi fu detto alcunché di una vicenda chiamata Mitrokhin".


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