Forse andrò controcorrente, forse qualcuno non capirà e proverò a spiegarmi. Proverò a spiegare perchè, con "frugalità" ma convinzione, vivrò il 25 aprile come giorno che è anche mio. Del resto tale data è un simbolo e, come tale, non può avere una e una sola lettura né alcuno è autorizzato a dirci, dal pulpito, quali significati può avere, oggi, una tale ricorrenza.

Oggi noi dovremmo vivere in un regime di democrazia e libertà, quindi di sovranità popolare e libertà d'espressione. E' sotto gli occhi di tutti come la sovranità popolare non sia che un semplice flatus vocis, una semplice paratia dietro cui si dibattono lobbies e oligarchie sovra-nazionali, sideralmente distanti dai luoghi, le comunità reali, ai quali noi vorremmo restituire la politica. Ed è sotto gli occhi di tutti come la libertà d'espressione sia sempre più tenue, sempre più ridotta in sostanza dalla cultura del "politicamente corretto" diffusa, viscidamente, dispiegando tutto l'arsenale mediatico, oltrechè giudiziario, che quest'epoca ha messo a disposizione di quel "legno storto" che è l'uomo.

Oggi, nonostante le forze politiche tutte convergano su tale forma di falsa democrazia liberale, si festeggia la liberazione dal fascismo, regime sotto il quale nessuno di noi, suppongo, gradirebbe vivere: un regime dove non vi era alcun costume politico fondante e fondamentale, dove le decisioni erano declamate dalla retorica roboante di un uomo che aveva deciso di statalizzare romanamente la persona umana, di un nazionalista incallito che umiliava quotidianamente i diritti dei nostri popoli e che ha voluto scorressero, nelle nostre terre, sangue e distruzione. Ebbene, in tutto ciò non posso riconoscermi: per promuovere la famiglia, l'indice demografico, il carattere etnico di una comunità politica, i valori sociali fondamentali indotti dall'appartenenza a una tradizione non serve e anzi non è utile una dittatura, che impone la Verità e non permette agli uomini di cercarla,riconoscerla e sentirsi ipso facto LIBERI attraverso Lei.

Non esiste potere politico legittimo che non nasca dall'anima delle comunità e che non venga esercitato e controllato dalle comunità stesse, la cui sovranità, autentico baluardo di libertà, non può essere in vendita al mercato dei diritti come avviene oggi. Questa è democrazia. Nè più né meno che tradizione, trasmissione di diritti politici da una generazione a quella successiva, conditio sine qua della possibilità di intuire un bene comune che non svilisca l'esercizio del potere e che non renda le nostre terre un deserto senz'anima e senza senso. E non c'è democrazia autentica se non c'è libertà d'espressione, se il potere giudiziario può intervenire con la forza a sottrarre un'opinione e relativo fautore al confronto politico ed elettorale. Oggi in italia questo è ancora possibile, perchè il codice penale rimane quello elaborato da un fascista in vista degli interessi e della pseudo-civiltà fascista. Ed è possibile quindi che, chi detiene potere, possa rivolgerlo contro gli interessi della sua stessa comunità, contro i diritti fondamentali dei suoi stessi concittadini.

Per questo le nostre terre hanno ancora bisogno di partigiani. Perchè i fascisti esistono ancora, e sono coloro che non vogliono rinunciare al DOMINIO dello Stato sulle comunità locali, coloro che non vogliono rinunciare a riconoscere la natura "sacra" di un semplice artificio storico, coloro che non hanno a cuore la verità ma il mito con cui infatuare le masse, coloro che non accettano il confronto con chi si ribella, pacificamente e democraticamente, a politiche che stanno assassinando l'Europa, coloro per cui la libertà è la volgare e innocua possibilità per l'uomo di non assumersi doveri sociali e politici, in perfetta coerenza con la natura non-democratica del potere. Invece libertà è voler vedere, voler esprimersi e voler costruire uno spazio migliore nell'interesse di chi ci seguirà. Libertà è, oggi, volersi fare partigiani,partigiani verdi, impugnare quindi la propria coscienza e la propria onestà contro i nuovi fascisti mascherati dall'ipocrisia e quindi ancora più pericolosi e subdoli.

E' con questo spirito che vivrò il 25 aprile: rammemorando come ci sono beni irrinunciabili che non sono stati ancora oggetto di conquista come i celebratori tipici vorrebbero farci credere, ma beni e valori che rimangono, ancora, impegno e programma per il futuro.

W IL "25 APRILE" ! W LA LIBERTA'! W LA PADANIA!