CACCIA AI TALEBANI
8 Aprile 2003
Le forze di sicurezza afghane hanno iniziato un'operazione di rastrellamento nel nord-ovest del paese alla ricerca di alcune centinaia di talebani. Secondo quanto riferito dal portavoce del governo della provincia di Herat, i nomi dei combattenti sono stati scoperti in seguito alla cattura, avvenuta la scorsa settimana nei pressi della provincia di Badghis, di cinque importanti comandanti talebani. Tra lista dei nomi, trovata nelle tasche dei cinque comandanti catturati, figurerebbe anche quello del mullah Badar, governatore di Badghis durante il governo talebano.
Lo scorso primo aprile, infatti, un gruppo di circa 500 ribelli talebani ha attaccato i villaggi di Akazia e Sipia, nei pressi della capitale della provincia di Badghis, Qalai-e-Naw. Secondo fonti governative 150 talebani sarebbero stati uccisi nel combattimento, 50 fatti prigionierie circa 300 sarebbero fuggiti sulle montagne, inoltre avrebbero perso la vita anche 11 soldati governativi mentre altri 7 sarebbero rimasti feriti.
Alle operazioni di pattugliamento stanno partecipando anche gli uomini di Ismail Khan, governatore della limitrofa provincia di Herat, che ha inviato a Badghis circa 300 uomini.
Le forze americane hanno inoltre iniziato un'operazione di pattugliamento nel distretto di Sangeen, nella provincia meridionale di Helmand. Tra gli obiettivi c'è la cattura di due importanti capi talebani, il Mullah Akhtar Mohammed, di recente segnalato nella zona con suo fratello Abul Hassan, e il Mullah Dadullah, che ha recentemente reso nota la riorganizzazione del gruppo talebano.
Anche la scorsa settimana gli scontri non sono mancati ed anzi hanno portato a due giorni di pesanti bombardamenti.
Martedì scorso, infatti, c'è stato uno scontro diretto tra le forze della coalizione e gruppi di sospetti combattenti talebani. La battaglia è scoppiata nella zona che in queste ultime settimane è stata teatro di frequenti attacchi contro obiettivi americani o governativi, quella del sud-ovest del paese. Gli scontri sono iniziati quando truppe del governo afghano sono state attaccate da un gruppo ribelle nei pressi di Spin Boldak.
Gli scontri con il gruppo ribelle, composto da circa 60 elementi, sono continuati nelle giornate seguenti. Tra mercoledì e giovedì le truppe afghane e americane sono entrate in un villaggio limitrofo riprendendo la battaglia, ma i ribelli sono riusciti a scappare sui monti di Tor Ghar, al confine con il Pakistan e la semiautonoma Tribal Belt (cintura tribale), e dopo alcune ore di combattimenti sono intervenute anche le forze di supporto aereo con jet da combattimento A-10 , elicotteri Apache, Thunderbolt II, AC-130, AV-8 Harriers, e bombardieri B-1.
L'operazione ha causato la morte di 8 persone tra le truppe ribelli e di 2 tra le fila dei soldati afghani, 15 talebani sono stati catturati.
La notizia è stata confermata anche dal portavoce delle forze Usa, colonnello Roger King, che ha inoltre reso noto che nelle 14 ore di bombardamento sono state sparate ben 16 tonnellate di bombe.
La riorganizzazione dei talebani, già resa nota in una recente intervista dal mullah Dadullah, è stata confermata anche da Khan Mohammed, comandante militare di Kandahar.
"Sei mesi fa gli attacchi erano sporadici. Ma oggi c'è una nuova riorganizzazione dei talebani".
"Hanno trovato spazi e fronti aperti. Sono meglio organizzati e stanno lentamente crescendo di numero".
Inoltre, in seguito all'uccisione dell'operatore umanitario della Croce Rossa Internazionale Ricardo Munguia, avvenuta pochi giorni fa, la commissione internazionale ha ordinato ai suoi collaboratori di non compiere spostamenti fino a nuove disposizioni. Ma anche questo rientrerebbe nei piani dei gruppi ribelli. Khalid Pashtoon, portavoce del governo di Kandahar, ha infatti dichiarato: "Questo è il loro obiettivo, far uscire gli operatori umanitari dal sud del paese affinchè la ricostruzione non vada avanti e il governo sia destabilizzato".
Inoltre Pashtoon, e con lui molti altri uomini del governo locale, sono convinti che il Pakistan dia rifugio ed aiuti ai gruppi talebani.
Khalid Khan, direttore degli affari esteri di Spin Boldak, ritiene che molti leaders e comandanti talebani abbiano trovato rifugio a Quetta, capitale della provincia di confine pakistana di Baluchistan. Benchè il Pakistan neghi ogni addebito, c'è chi ritiene che senza un aiuto ad alti livelli questi gruppi non avrebbero potuto operare.
M. Losciale
