25 Aprile 1945 - 25 Aprile 2003
E, per non dimenticare...
di: Alberto B. Mariantoni
Cinquantotto anni fa, tra l'Aprile ed il Maggio 1945, volgeva al suo termine la fase europea del Secondo conflitto mondiale.
L'Italia e la Germania - e qualche mese dopo, il Giappone - sopraffatti militarmente da una coalizione di ben 51 Stati (i cosiddetti Paesi Alleati) e devastati dal soverchiante impiego di mezzi e di risorse materiali messi in campo dall'incontenibile macchina bellica statunitense, risultavano sconfitti.
Nonostante la disfatta militare e la capillare epurazione politica messa in atto in Europa dai vincitori, le idee che il Fascismo mussoliniano ed il Nazional-Socialismo hitleriano erano stati capaci di infondere nel cuore delle rispettive popolazioni, continuavano però ad essere e ad esistere in segreto, rappresentando così, in fieri, la più seria minaccia per le vecchie e stantie ideologie dell'Ottocento riportate in auge, con la forza delle armi, dagli eserciti Alleati e dalla restaurazione democratica.
Non dimentichiamo, infatti, che le idee rivendicate da Roma e da Berlino, tra gli anni '20 e '40, avevano già facilmente sottolineato i limiti del comunismo e della liberal-democrazia, smascherato il ruolo dell'URSS e rimesso drasticamente in discussione la dominazione del mondo da parte delle principali potenze demoplutocratiche e reazionarie dell'Occidente. Una battaglia che, il 10 giugno 1940, Mussolini definirà come " la lotta dei popoli poveri e numerosi di braccia contro gli affamatori che detengono ferocemente il monopolio di tutte le ricchezze di tutto l'oro della Terra ".
Non dimentichiamo, inoltre, che le idee espresse e divulgate in quell'epoca dai regimi dell'Asse, avevano suscitato l'entusiasmo ed acceso le nobili speranze della migliore gioventù europea e mediterranea (ed in molti casi mondiale) e conquistato alla loro causa, senza colpo ferire, la quasi totalità dei Paesi del vecchio Continente.
Non dimentichiamo, in fine, che per contrastare l'irresistibile ascesa di quelle idee, proteggere i loro biechi interessi economici ed imporre, contro ogni logica, la restaurazione dei vecchi regimi, le forze Alleate dovettero scatenare la Seconda guerra mondiale che provocherà, come sappiamo, all'incirca 52 milioni di morti.
La favola dell'Hitler guerrafondaio che avrebbe voluto la guerra ad ogni costo, può essere facilmente "smontata" dall'evidenza dei fatti...
"Si le citoyen ètait renseignè - scriveva in quell'epoca il pacifista ed antifascista francese George Demartial nel suo La Lègende des Dèmocraties pacifiques, Paris, P.U.F., 1939 - il saurait que le premier acte d'Hitler, en arrivant au pouvoir, fut de dèclarer "l'Allemagne toute prèteà dètruire ce qu'on lui avait laissè d'armes si les nations voisines procèdaient aussi radicalement à la mè me suppression " (discours du 17 mai 1933), qu'il proposa ensuite, non moins vainement, une limitation des armements, la renonciation ˆ l'artillerie lourde, aux tanks, aux bombardements aèriens et aux gaz, qu'il renouvela la proposition de soumettre a un rèfèrendum des peuples allemand et francais un projet d'entente pacifique, et qu'on lui rèpondit que ce serait contraire aux prèrogatives du Parlement francais, qu'il proposa enfin a la France de fixer l'armèe des deux Etats a 300.000 hommes, mais que par la fameuse note du 17 avril 1934, le Gouvernement de M. Doumergue (francais) refusa cet arrangement, qui aurait èvitè la reprise vertigineuse de la course aux armements et vraisemblablement modifiè l'histoire de ce temps".
Se questa opinione insospettabile non dovesse bastare, teniamo conto di due soli elementi: quello riguardante l'invasione della Polonia da parte delle forze del Reich e quello dell'effettivo inizio dell'offensiva tedesca contro la Francia e la Gran Bretagna.
L'invasione della Polonia
Senza rifare la storia del principio enunciato nel 1919 dall'allora Presidente degli Stati Uniti Thomas W. Wilson, relativo al diritto dei popoli di disporre liberamente della loro indipendenza e della loro autodeterminazione, diciamo che oggi come ieri, questo sacrosanto principio continua ad essere valido solo per certi popoli e non per altri, come i Tedeschi o i Palestinesi, senza parlare dei Curdi, degli Armeni, dei Crimei, dei Tibetani, dei Maori, dei Kanak, dei Ceceni, dei Corsi, dei Bretoni, dei Bosniaci, dei Baschi, dei Panamensi, degli Iracheni, dei Serbi, ecc.
Senza rifare la storia del referendum organizzato nel 1938 nella città libera di Danzica dalla SDN, con il controllo neutrale di osservatori Svizzeri, che confermerà, alla stragrande maggioranza, la volontà dei suoi abitanti di riunirsi con la madre patria tedesca, diciamo che il "valore" della democrazia, per i cosiddetti democratici, è soltanto un valore relativo: quando vincono loro, tutto va bene, quando vincono gli "altri" (vedi: il Fronte Islamico della Salvezza, in Algeria, nel 1989; il Front National di Le Pen in Francia nel 1984, nel 1995 e nel 2002; la vittoria del Polo della libertà, in Italia, nelle elezioni del 27 Marzo 1994; il Partito Nazional-Liberale di Haider qualche anno fa, in Austria) quei risultati non contano!
Senza rifare la storia a proposito dell'obbligo imposto alla Germania dagli Alleati (Versailles 1919) di cedere la Posnania, la Slesia ed una parte della Prussia Orientale alla Polonia. Senza rifare la storia del rifiuto polacco di ritirarsi dalla città di Danzica (Tedesca al 98% e che aveva liberamente votato la sua riunificazione con la madre patria) o di concedere un qualunque corridoio di accesso a quella città per riunirla fisicamente alla Germania contro adeguata compensazione territoriale o finanziaria (rifiuto che può essere così sintetizzato: dopo avere accettato il principio proposto da Berlino, i responsabili di Varsavia, incoraggiati da quelli di Parigi e di Londra, opporranno il loro veto e decreteranno la mobilitazione generale in Polonia). In fine, senza rifare la storia del Patto Germano-Sovietico dell'Agosto 1939, nè dell'invasione congiunta della Polonia da parte delle truppe tedesche (1 settembre 1939) e sovietiche (17 Settembre 1939), nè della spartizione della Polonia tra queste due potenze - ed ammesso e non concesso che quell'invasione non fosse giusta - i cosiddetti storici dell'antifascismo militante, oltre alla loro favola a proposito dell'"Hitler guerrafondaio", dovrebbero pure spiegarci la ragione per cui, la Francia e la Gran Bretagna, per difendere e proteggere ufficialmente il diritto all'indipendenza della "povera Polonia invasa", ritennero opportuno, nello stesso mese di Settembre 1939, dichiarare la guerra esclusivamente alla Germania, evitando di dichiararla all'URSS (l'altro Paese artefice della stessa occupazione) e, cosa più grave, dimenticando... l'altra metà della Polonia invasa ed annessa dai Sovietici nella stessa occasione. Un territorio rimasto annesso ed integrato all'URSS anche dopo la fine della Seconda guerra mondiale e tuttora facente parte integrante della C.S.I., nonostante il crollo del regime sovietico nel 1991!
L'altro punto da analizzare
Il secondo elemento di riflessione è quello relativo all'altra favola antifascista riguardante la volontà di Hitler di scatenare la guerra ad ogni costo, per imporre il suo dominio sul mondo e la schiavitù per tutti gli altri popoli della Terra.
Anche in questo caso, i soliti storici, quasi sempre "leggermente amnesici" quando si tratta di portare le prove delle loro gratuite affermazioni, dovrebbero pure spiegarci per quale ragione, la "potentissima Germania" che già dal 1938 voleva scatenare la guerra (sic!), dovette attendere ben otto mesi (tra il 1 Settembre del 1939 ed il Maggio del 1940), prima di potere lanciare le sue truppe contro la Francia e la Gran Bretagna, in Europa!
Se non fossero in malafede, i soliti storiciastri e pennivendoli di regime, avrebbero senz'altro "scoperto" che la Germania, dopo la dichiarazione di guerra da parte delle Francia e della Gran Bretagna, per potere contrastare quei due Imperi multinazionali e scatenare la sua controffensiva, era stata costretta a riconvertire in tutta fretta la totalità della sua industria nazionale.
La Germania, infatti, se nel 1939 fosse stata così forte militarmente come lo sarà invece nel Maggio del 1940, non solo avrebbe guadagnato otto mesi di preparazione militare rispetto ai suoi nemici, ma sarebbe stata addirittura in condizione di vincere la guerra!
Il razzismo & affini
E il razzismo... direte voi, ed i crimini contro l'umanità che vengono solitamente imputati al Fascismo ed al Nazional-Socialismo, non sono degli argomenti sufficienti per giustificare la quasi sessantennale persecuzione di queste due ideologie da parte antifascista?
Anche il questo caso, possiamo facilmente dimostrare che certe menzogne sono come "le coperte corte": quelle coperte, cioè, che quando riescono a coprire le spalle, lasciano scoperti i piedi, mentre quando riescono a coprire i piedi, lasciano inevitabilmente scoperte le spalle!
Prendiamo l'accusa di razzismo e, perchè no, di colonialismo.
Inutile, in questa sede, parlare del "razzismo fascista". Quando i Fascisti cantavano "Faccetta nera", proteggevano e sovvenzionavano in Italia i principali leaders nazionalisti arabi ed emettevano quotidianamente da Radio Bari per sostenere le giuste lotte di quei patrioti contro il colonialismo francese ed inglese nel Medioriente, le "vergini immacolate concezioni" della democratica Francia e della democratica Gran Bretagna occupavano, razziavano e sfruttavano, nello stesso periodo, la quasi totalità dei paesi del mondo, tenendo in segregazione e servaggio forzato più di un miliardo di esseri umani, rei soltanto di essere nati in quei luoghi o di avere avuto la sfortuna di vivere all'interno di quei territori!
Per capire il senso delle nostre affermazioni, diamo una rapida occhiata alla situazione coloniale della Francia (che con una popolazione autoctona di 38 milioni di abitanti, possedeva un impero coloniale di all'incirca 15 milioni di chilometri quadrati!) e della Gran Bretagna (che con una popolazione autoctona di 47 milioni di abitanti possedeva un impero di all'incirca 55 milioni di chilometri quadrati!) alla vigilia della Seconda guerra mondiale.
Le colonie francesi
L'espansione coloniale francese, giunta al suo apice nel 1931, può così riassumersi: Algeria (conquistata ed annessa tra il 1830 ed il 1870), Costa d'Avorio (1842), Gabon, Congo, Ubangui (1845-1900), Tahiti e la Polinesia ((1842-1887), Indocina (Cocincine, Cambogia, Annam, Tonkino e Laos tra il 1859 ed il 1893), Gibbuti (1862), Africa occidentale sub sahariana: Senegal, Niger, Guinea, Dahomey, ecc. (1880-1899), Tunisia (1881), Madagascar (1885), Marocco (1912) e, con l'autorizzazione della Società delle Nazioni (l'O.N.U. dell'epoca...), Siria, Libano, Camerun, Togo (1919).
Questo, naturalmente, senza parlare dei possedimenti francesi nell'oceano Pacifico (le isole di Clipperton, quelle di Wallis-et-Futuna e quelle della Nuova Caledonia), nell'Oceano Indiano (le isole Crozet, quella della Rèunion, le isole Comores, Kerguelem, la Nuova Amsterdam et Saint Paul), nell'oceano Atlantico (Saint-Pierre et Miquelon, la Guagalupe, la Martinique, la Guyana francese) o in India (Mahè, Karikal, Pondichèry, Yanaon, Chandernagor) o in Cina (Kuang-Cèù).
Le colonie inglesi
A sua volta, l'espansione coloniale Inglese negli anni '30, può così essere riassunta: Colonia del Capo in Sud Africa (1806-1815), Isole Maurice (1810), Singapore (1819), Gold Coast in Africa Occidentale (1821-1874), Australia (1825-1840), Nuova Zelanda (1840), Hong Kong (1842), India (1858), Nigeria (1861-1902), il "dominion" del Canada (1867), Malesia ed Isole Figi (1874), Egitto (1882), Somalia, Kenya, Uganda, Rodesia, ecc. in Africa Occidentale (1884-1902), Transvaal e Orange in Sud Africa (1899-1902) e, con l'autorizzazione della SDN, Palestina, Transgiordania, Iraq, Tanganika e Namibia. Questo, senza contare i possedimenti britannici nell'Oceano Pacifico (le isole Pitcairn, le isole Cook, le isole Phoenix e Tokelau, le isole Jarvis, Palmyra e Christmas, le isole Gilbert, Ellice, Nauru, Salomon, la Nuova Guinea, l'isola di Norfolk, l'arcipelago del Borneo), nell'Oceano Indiano (le isole Andaman, le Nicobar, Ceylon, le isole Laguedives, le Maldive, le Chagos, le Seychelles, Zanzibar, Socotra), nell'oceano Atlantico (Sant'Elena, Tristan da Cunha, South Georgia, Ascension, le isole Falkland, la Guyana britannica, Trinitè et Tobago, Grenade-Barbade, Dominique, Antigua, Barbuda, la Giamaica, le Bermude, le Bahamas, l'Honduras britannico). Senza parlare, naturalmente, dell'Irlanda, della Birmania, di Gibilterra, di Malta, di Cipro, della Gambia, della Sierra Leone, del Sudan, del Bechuannaland, del Barein, dello Yemen del Sud, del Kuwait, degli Emirati arabi, del Pakistan, di una parte dell'Afganistan, di Weihauwei e di tutti quei territori su cui, senza possederli, la corona d'Inghilterra esercitava delle forti influenze politiche e militari, come l'Iran, l'Arabia Saudita, l'Argentina, ecc.
Queste "vergini immacolate concezioni", nel 1936, dall'alto del loro "altruismo anticoloniale", ebbero addirittura la faccia tosta di accusare l'Italia fascista di colonialismo (in quanto quest'ultima, per delle ragioni che non staremo qui ad enumerare o a spiegare, aveva, in quel periodo, occupato ed annesso l'Etiopia) e di far votare contro di essa delle pesanti sanzioni economiche nel quadro della Società delle Nazioni di Ginevra. Sanzioni che " non dimentichiamolo " costrinsero l'Italia di Mussolini a rivedere radicalmente la sua politica nei confronti di Berlino e ad accettare, negli anni successivi, l'alleanza con il III Reich.
La "decolonizzazione"
Il loro "liberalismo", la loro "democrazia" ed il loro "rispetto" della libertà, dell'indipendenza, dell'autodeterminazione dei popoli e dei diritti umani lo abbiamo visto e potuto costatare dopo la fine della Seconda guerra mondiale.
La quasi totalitˆ delle colonie francesi e britanniche, per potere riconquistare la loro indipendenza ed accedere alla loro emancipazione politica e civile, furono costrette, tra il 1953 ed il 1965-68, ad intraprendere delle lunghe e sanguinose guerre di liberazione nazionale, con l'inevitabile "corollario" di distruzioni, devastazioni e, come al solito, qualche milione di morti...
Parliamo di oggi
Oggi che di colonie non si parla più e che il "colonialismo" è stato ufficialmente bandito dal vocabolario di questi Paesi, la Francia e la Gran Bretagna continuano impunemente ad imporre la loro tutela economica alla quasi totalità dei loro antichi possedimenti coloniali, nonchè ad occupare dei territori che fino a prova del contrario, geograficamente e storicamente, francesi e britannici non lo sono mai stati.
Nel caso della Francia: la Guadalupe, la Martinique, la Guyana Francese., la Rèunion, la Nuova Caledonia, la Polinesia Fr., Wallis-et-Futuna, le Terre australi e antartiche Fr. (Kerguelen), la Mayotte, Saint-Pierre-et-Miquelon, Saint-Paul. Una serie di possedimenti che vengono ufficialmente e pudicamente definiti "Territoires d'Outre Mer".
Nel caso dell'Inghilterra: l'Irlanda del Nord; le isole di Jersey, Guernesey, Aurigny e Sercq sulla costa francese; l'isola di Anguilla; l'arcipelago delle Bermude nel Golfo del Messico; le isole Falkland sulla costa argentina; le isole Cayman; Gibilterra in territorio spagnolo; Hong Kong in Cina (che è stata restituita soltanto nel 1997); nonchè l'isola di Man, l'isola di Montserrat, le isole Chagos, le isole Pitcairn, le isole di Sant'Elena, Tristan De Cunha e Ascension, le isole Sandwich, le isole Turks e Caicos, le isole Vergini (come Tortola, Anegada, Virgin Gorda), ecc.
L'amico Americano
Non parliamo dei "democratici" Stati Uniti che non hanno mai - dicono loro! - posseduto colonie nel corso della loro storia e che razzisti non lo sono mai stati!
In chiaro, questo vuole dire: tutela politica, economica e militare sull'Isola di Cuba dal 1898 al 1958; annessione di Guam, delle Filippine e di Porto Rico (1901); controllo economico e tutela militare su Santo Domingo (1905); intervento militare nel Messico (1914), tutela politica ed economica sull'isola di Haiti (dal 1915 ad oggi), su Panama (dal 1914 al 1999); sul Nicaragua (dal 1912 ad oggi), il tentativo di riconquista di Cuba nel 1961; l'intervento militare a Grenada nel 1953, i raid aerei contro la Libia nel 1986, la rioccupazione militare di Panama nel 1989, i bombardamenti a tappeto sull'Iraq nel 1991 e di quelli " intelligenti " sulla Serbia ed il Kossovo, ecc.
Non parliamo della "Conquista" del West (il Kentucky, l'Indiana, l'Illinois, il Tennessee, il Mississippi, il Wisconsin, il Minnesota, il Dakota, l'Arkansas, l'Oklahoma, il Kansas, il Nebraska, il Colorado, l'Arizona, lo Wyoming, il Montana, l'Idaho, l'Utah, il Nevada), tutti territori sottratti con l'inganno, la forza e la brutalità delle armi agli Indiani d'America ed annessi dagli Stati Uniti.
Non parliamo della altre "annessioni" territoriali: "l'acquisto" della Louisiana ai Francesi nel 1803 e della Florida agli Spagnoli nel 1819; "la cessione" dell'Oregon da parte dell'Inghilterra; il furto del Texas (1845), del Nuovo Messico e della California (1848) al Messico.
Vediamo adesso le loro "colonie" attuali.
Nel 1997, infatti, i territori extra americani che gli USA continuano ad occupare e sottomettere sono: Guam, le Marianne del Nord, le isole Marshall, la Micronesia, Palau, Porto Rico, le isole Samoa Orientali e le isole Vergini americane (Saint-Thomas, Sainte-Croix e Saint-John), nonchè l'isola di Diego Garcia (nell'Oceano Indiano), le isole Hawaii, il canale di Panama (quest'ultimo, solo amministrativamente e ufficialmente restituito, anche se le numerose basi militari statunitensi all'interno di questo paese continuano ad assicurare il suo stretto controllo strategico!).
Questo, senza contare le migliaia di basi militari americane disseminate nel mondo ed i Paesi su cui gli USA esercitano una precisa influenza politica, economica e militare, come l'Egitto, l'Arabia Saudita, il Kuwait, la Corea del Sud, Taiwan, l'Italia, la Germania, la Grecia, la Spagna, la Turchia, il Marocco, la Tunisia, la Giordania, diversi paesi dell'Africa Centrale, ecc.
Visto che stiamo parlando degli Stati Uniti, chi è a conoscenza, ad esempio, che questo Paese, durante tutto il XVIII¡ secolo ha semplicemente industrializzato l'istituzione della schiavit? importando al minor prezzo possibile milioni e milioni di Negri dall'Africa (il cosiddetto "legno di ebano"...)? Chi è al corrente che questi ultimi venivano sbarcati nei porti Americani di Charleston, Savannah, Wilmington, Providence, ecc., dove venivano "liberisticamente" commercializzati all'asta dai Puritani americani della Nuova Inghilterra (Boston, Salem, New London, ecc.) e, per la maggior parte, rivenduti, con immensi guadagni, ai piantatori di cotone ed all'aristocrazia "Bourbons" degli Stati del Sud?
Nel 1860, il numero complessivo di quegli schiavi ammontava a circa 4 milioni. Questo, naturalmente, senza tenere conto dei circa 2,5 milioni di morti, di stenti o di maltrattamenti, durante il loro trasferimento o durante la loro prigionia!
Gli stessi Puritani di cui sopra, dopo avere saturato il mercato del "legno di ebano" ed essersi arricchiti sulle spalle degli Stati Americani del Sud, propugneranno la liberazione degli Negri (anche perchè, si erano accorti che mantenere uno schiavo costava molto di più che sfruttare un semplice salariato!) e dopo una guerra sanguinosissima (la guerra di Secessione del 1861-1865) contro gli Stati Confederati, aboliranno ufficialmente la schiavitù nel 1865.
Diciamo ufficialmente, poichè, la discriminazione razziale contro i Negri sarà abolita, a livello Federale, soltanto nel 1962; mentre nello Stato del Mississippi, la segregazione scolastica durerà fino a tutto il 1964!
Non dimentichiamo, infatti, che persino durante la Seconda guerra mondiale, mentre la propaganda statunitense parlava del "razzismo" nazista e lo additava al pubblico ludibrio, nell'esercito degli Stati Uniti, i soldati negri americani, non solo non avevano il diritto di accedere alla scuola ufficiali o sottufficiali, ma erano inquadrati e combattevano all'interno di unità speciali, separate dalle altre, che erano comandate da ufficiali bianchi.
Non parliamo delle condizioni pietose e scandalose nelle quali, ancora oggi, la maggior parte dei Negri d'America (all'incirca 25 milioni) vivono, essendo per lo più "confinati" all'interno di veri e propri ghetti, tristi e miserabili, al margine della società reale e geograficamente situati quasi sempre alla periferia o nelle zone economicamente più povere e disagiate delle diverse città di questo Paese.
Le recenti rivolte di Negri ad Atlanta, Denver, La Vegas, Los Angeles, San Francisco, New York, ecc., largamente represse nel sangue dalla Polizia e dalla Guardia Nazionale americane, testimoniano - se ancora fosse necessario dimostrarlo - dell'ignobile condizione nella quale, nel Terzo millennio, sono ancora costrette a vivere quelle popolazioni.
Per restare nel tema, potremmo parlare della spregevole e turpe situazione sociale tuttora riservata agli Ispanici autoctoni del Sud degli Stati Uniti o agli immigrati Messicani o Latino-Americani. Ma limitiamoci, in questo contesto, a parlare dei soli Pellerossa, i famosi Indiani d'America...
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