ESALTANTE RADUNO A LITTORIA DEI COMBATTENTI DELL’ONORE



Ritrovata l’unità dell’UNCRSI nella condanna dei rinnegati e nella riaffermazione dell’Ideale





Si è conclusa a Littoria il 18 aprile scorso la due giorni indetta dall’Unione Nazionale Combattenti della RSI in un clima di entusiasmo che da anni non si riscontrava in questo ambiente. Frutto che molti nodi giunti al pettine sono stati finalmente tagliati.

Il giorno 17 aprile è stato quello dedicato al ricordo. Ben tre le cerimonie organizzate nel corso della giornata.

In mattinata ci si è recati a S. Angelo in Formis (Caserta) per deporre una corona al Sacrario dell’Armata Silente, in quel luogo dove nel lontano 1944 alcuni ragazzi della RSI vennero fucilati dall’invasore angloamericano. Il maltempo ha guastato non poco la celebrazione, tanto che la messa si è svolta in una chiesa vicina. Ma anche in questa occasione di “ripiego” l’atmosfera che regnava era solenne. Bellissime le parole di Mario Coen Belinfanti, reduce della RSI e Dirigente Nazionale della Fiamma Tricolore, che ha letto alla presenza del Sindaco e di alcuni alunni delle scuole del paese la Preghiera del Legionario.

Nel primo pomeriggio la partenza per il Campo della Memoria di Nettuno (Roma). Qui una numerose persone già attendevano l’arrivo degli aderenti all’UNCRSI. Deposizione di una corona e lettura della Preghiera del Marinaio.

Infine, la giornata si è conclusa con una breve sosta al cippo che ricorda il sacrificio di Aldo Bormida, volontario studente ventenne di Torino, caduto in combattimento lungo le sponde del Canale Mussolini il 30 gennaio 1944.

La mattina del 18 aprile è stata la volta dell’Assemblea Nazionale dell’UNCRSI. Una grande assemblea soprattutto per le posizioni adottate da tutti gli intervenuti che hanno suscitato, specialmente tra i giovani della Fiamma Tricolore delle Federazioni di Frosinone, Littoria e Roma – le uniche comunità giovanili a partecipare alla manifestazione – grande ammirazione ed entusiasmo.

Dopo il bel discorso commemorativo del Vicepresidente Nazionale Ajmone Finestra si è passati alla lettura di alcuni messaggi giunti all’UNCRSI in occasione del raduno. Erano messaggi di noti esponenti di Alleanza Nazionale.

Come per incanto però, pian piano, ogni volta che si faceva il nome di un Onorevole, si alzava tra i convenuti un mormorio sempre più forte, fino alla pronuncia del nome del Ministro Tremaglia che era accompagnato addirittura da alcuni fischi.

Un reduce si alzava e protestava per questi messaggi di propaganda politica e dai banchi dei giovani si sentì un grido che gelò tutti: «Non siamo il male assoluto!».

Dal banco della Vicepresidenza, in evidente difficoltà a gestire la situazione, intervenne il Sen. Finestra riaffermando la scelta dell’onore, la fedeltà agli Ideali della RSI di tutta l’UNCRSI ma pronunciò una frase che non passò inosservata: «Non bisogna dare peso a cere parole e capire quando queste sono pronunciate in un determinato contesto».

Queste parole vennero apprese tra i convenuti come una sorta di “giustificazionismo” all’infamia di Gerusalemme e contribuirono ad aumentare lo sdegno tra tutti i convenuti.

Fu la volta degli interventi. La parola per prima a Giacomo Passarani di Rieti, Milite della GNR. Va a lui il merito di aver indirizzato l’assemblea verso una resa dei conti contro chi, dopo aver tradito, si atteggiava ancora ad interprete dei valori della RSI.

Passarani attaccò violentemente Fini e i suoi compagni ricevendo un’ovazione tra tutti i presenti.

La Vicepresidenza, ormai in balia degli eventi, cercò di calmare gli animi e pilotare le discussioni verso altri lidi, ma non fece altro che peggiorare la sua situazione.

Si disse che l’UNCRSI non doveva fare politica, la politica doveva restare fuori. Si disse che l’unico obbiettivo dell’Unione era quello del riconoscimento giuridico dei combattenti della RSI (un riconoscimento che nessuno ha ancora detto è solo simbolico e che ridicolmente rinuncia a priori ad ogni sostegno finanziario!).

Fu la goccia che fece traboccare il vaso. Intervenne un camerata dell’alta Italia che sdegnato rivolse delle accuse scottanti alla Vicepresidenza: «Avete detto che qui non si fa politica. Ma voi per sessant’anni avete fatto politica. Fino a ieri avete chiesto i voti. Per sessant’anni siete stati eletti Senatori e Deputati con i voti dei combattenti della RSI! Come vi permettete di dire che qui non si fa politica?».

L’assemblea scoppiò in un fragoroso applauso mentre tra i presenti alte grida contro AN si levavano. L’intervento del ricercatore Daniele Lembo caricò tutti: «Lasciamo perdere Tremaglia! Orami è anziano e, si sa, gli anziani…».

Il secondo siluro contro chi manteneva due piedi in una stessa scarpa venne da un reduce di Anzio: «Avete detto che l’obbiettivo dell’UNCRSI è quello del riconoscimento giuridico dei combattenti della Repubblica Sociale. Ebbene noi ce ne freghiamo di questo riconoscimento! Quale è il prezzo che dobbiamo pagare per questo riconoscimento? Quale circoncisione dobbiamo fare? Ieri abbiamo commemorato i camerati fucilati a S. Angelo in Formis dagli invasori angloamericani, ebbene, quei ragazzi chiesero di andare a combattere, non di essere “riconosciuti”!».

Anche qui grandi applausi ed abbracci tra i presenti. Quanta gioia a queste parole che la facevano finita con le ambiguità, con i traditori, con i viscidi che nell’ombra strisciavano, con gli utili sciocchi ed ingenui del sistema.

Mai da dieci anni a questa parte si era avuta una unità dei combattenti della RSI su posizioni così nette, mai una riunione era terminata tra abbracci con così tanti entusiasmi. L’unità era stata finalmente ritrovata nella condanna inequivocabile dei traditori, nell’affermazione dell’attualità degli ideali della RSI, nell’incompatibilità di appartenere all’UNCRSI e nello stesso tempo sostenere AN!!!

L’assemblea si è conclusa con l’intervento del Dott. Pietro Cappellari, iscritto a “Continuità Ideale” e giovane Dirigente Nazionale della Fiamma Tricolore. Al termine dell’intervento numerosi reduci si sono stretti attorno al Dirigente della Fiamma abbracciandolo e complimentandosi per le parole dette.

Di fronte a tutti gli interventi la Vicepresidenza non ha potuto far altro che avallare le risoluzioni portate dai convenuti.

Infine, l’assemblea si è sciolta e si è formato un corteo che ha portato al Monumento ai Caduti di Littoria una corona. Presenti il Segretario Nazionale della Fiamma Tricolore Prof. Luca Romagnoli e diversi Dirigenti Nazionali della FT, unico movimento politico partecipante al raduno.

Poi ognuno è tornato verso i luoghi di provenienza, felice che l’UNCRSI abbia ritrovato la sua unità e si sia fatta finalmente chiarezza. Adesso il testimone, pulito dalle incrostazioni di chi lo voleva sotterrare per “opportunità politica”, può essere trasmesso ai giovani. Quei giovani che sono accorsi all’appello dell’UNCRSI, quei giovani nel cui cuore non smetterà mai di ardere una fiamma tricolore, la fiamma dei combattenti della RSI!