Centinaia di fotografie esposte al padiglione dell’artigianato
Una mostra sugli orrori del gulag
Nel suo viaggio iniziato due anni fa, la mostra itinerante sui lager dell’ex Unione Sovietica è arrivata a Sassari su iniziativa dell’assessorato ai beni e alle attività culturali della Provincia. Per ospitarla sono state scelte le sale del padiglione dell’Artigianato sardo, ai giardini pubblici, dove nel pomeriggio di ieri è stata ufficialmente inaugurata e rimarrà aperta al pubblico fino al 19 maggio.
La mostra, la cui realizzazione è dovuta alla fondazione Giangiacomo Feltrinelli, in collaborazione con il Centro studi memorial di Mosca e l’Archivio di Stato della Federazione russa, rappresenta il primo documento ufficiale sui lager sovietici e sui drammi che in essi si consumarono. Drammi che spesso videro come vittime cittadini italiani, fra i quali non mancarono anche numerosi sardi. Ed è appunto della presenza di documenti relativi alle vittime italiane che l’esposizione si è arricchita in questi ultimi tempi, al suo arrivo in Sardegna.
Oggi, inoltre, è possibile “visitare” l’esposizione anche attraverso un sito internet. «La mostra che volentieri presentiamo Ñ ha esordito l’assessore alla cultura della Provincia, Antonio Dore Ñ è un appello alla memoria. Un impegno perché la memoria del secolo XX non si disperda, non si attenui e non svanisca». E sicuramente le foto, che lungo le pareti delle sale del padiglione accompagnano il visitatore, non consentono in alcun modo di restare indifferenti di fronte all’immane tragedia che milioni di individui sono stati costretti a subire in nome di un’ideologia, che per molti ha costituito una sorta di filtro che conduceva alla giustificazione.
«Se lo sterminio nazista Ñ ha proseguito l’assessore Antonio Dore Ñ è giustamente apparso l’esito inevitabile di alcune premesse, la barbarie comunista è sembrata ad alcuni il frutto malvagio della propaganda, o una caduta eretica o errore o deviazione rispetto alla progressiva carica di bene e di umanità che il tempo avrebbe sanato e risanato».
E invece fu questo l’errore; mentre l’orrore di quanto succedeva è documentato in maniera straziante in questa mostra, che soprattutto i giovani devono visitare.
G. F.
08 maggio 2002
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p.s. oltre alle mostre itineranti (importanti ma effimere) sarebbe opportuno:
1-istituire un "giorno della rimembranza" per ricordare le vittime del comunismo nel mondo
2-fondare musei sui crimini del comunismo nelle principali città italiane




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