Guerre Dimenticate 7 - Uganda
SOLDATI FANTASMA: SCANDALO TRAVOLGE L'ESERCITO
7 Dicembre 2003
Scandalo nelle Forze per la difesa del popolo ugandese (UPDF ), l'esercito che dovrebbe occuparsi della tutela e protezione della popolazione soprattutto nei distretti del nord del Paese, nei quali spadroneggiano liberamente gli uomini della LRA (Armata di resistenza del Signore).
Circa sessanta ufficiali sono stati costretti a lasciare velocemente l'arma per aver mantenuto nell'elenco dell'organico delle proprie unità i nomi di soldati scomparsi anche da un decennio, allo scopo di intascarne le paghe.
Nel 1990 era avvenuta una fronda dall'esercito ugandese: circa quattromila soldati avevano disertato per formare l'Armata patriottica ruandese; molti dei nomi dei disertori, insieme a quelli di soldati defunti, erano ancora negli elenchi degli organici attivi. Alcuni ufficiali avevano tra i cento ed i trecento cosiddetti "soldati fantasma" per i quali ricevevano ed intascavano lo stipendio.
In un'intervista radiofonica il Presidente Museveni si è dichiarato "schoccato" per lo scandalo ed ha promesso che verrà fatta pulizia con la maggior velocità ed efficienza possibile; le indagini sui soldati fantasma proseguono e non è detto che alcuni di questi ufficiali non ricevano presto l'invito a comparire davanti alla Corte marziale.
Secondo il quotidiano di Kampala Ugandan Monitor, questa vicenda di corruzione va inscritta in un'operazione di pulizia più ampia all'interno dell'esercito; il Presidente Museveni si trova a dover affrontare pesanti accuse sia da parte della popolazione che della Comunità internzionale sulla condotta delle Forze armate ugandese: sul fronte interno l'incapacità di contrastare la LRA di Joseph Kony è talmente smaccata da far sospettare che vi sia una convenienza, da parte di frange dell'esercito stesso, a voler mantenere un clima di insicurezza e destabilizzazione.
Infatti sono molti gli episodi di saccheggi ed omicidi, avvenuti soprattutto nei campi profughi nei distretti del nord, che ospitano più di un milione di rifugiati ugandesi e provenienti dal sud del Sudan, per i quali forti sospetti ricadono sui militari che in teoria dovrebbero proteggere i civili dai ribelli.
Sul fronte internazionale l'esercito ugandese è sotto accusa per i saccheggi di materie prime in Repubblica Democratica del Congo, durante la terribile guerra durata cinque anni alla quale l'Uganda partecipò sia direttamente, sia indirettamente finanziando i ribelli del Movimento di Liberazione del Congo ostili al Presidente Cabila.
A giugno scorso il Governo ugandese aveva sacrificato il proprio capro espiatorio dimettendo il Comandante in capo dell'esercito, James Kazini, indicato come il responsabile dei saccheggi di minerali in RD Congo ed accusato, inoltre, di voler formare un "esercito nell'esercito", nominando come ufficiali amici e persone a lui fedeli.
Secondo alcuni commentatori il recente scandalo dei soldati fantasma sarebbe quindi un'ottima scusa per poter completare l'allontanamento degli ufficiali fedeli a Kazini; molti di questi sono tra gli accusati, infatti.
Dalle province del nord tenute sotto scacco dagli Olum ("erba" in lingua Acholi) della LRA, arrivano, inoltre, ulteriori pesanti accuse: l'esercito ancora oggi sconfinerebbe per delle razzie in RDCongo invece di compiere il proprio lavoro di difesa contro i ribelli. E l'ONU si è recentemente associata a queste accuse in un documento in cui viene evidenziato come il Governo di Museveni finanzi ancora milizie che nella RD Congo, molto poco pacificata, proseguono le razzie nelle regioni orientali: Ituri e Kivu.
E, appunto, la guerra di Kony per instaurare in Uganda un regime basato sull'applicazione dei dieci comandamenti cristiani prosegue indisturbata o addirittura favorita dalle polemiche e gli scandali in seno all'esercito: negli ultimi tre giorni gli Olum hanno ucciso altre sette persone in un paese a circa diciassette chilometri da Lira, capoluogo dell'omonimo distretto settentrionale.
Insomma: Museveni è impegnato a costruire un'immagine internazionale credibile per l'Uganda, proponendosi come figura diplomatica di riferimento nella regione; un esempio è il suo ruolo nella gestione della crisi in Burundi. Ma il suo lavoro rischia di essere travolto dai problemi interni del suo Paese: come può avere l'accredito ed il prestigio internazionale un Governo incapace di gestire corruzione, scandali ed una guerra civile che dura ormai da diciassette anni?
Fulvio Poglio