AFGHANISTAN, ALTRI SEI BAMBINI UCCISI IN RAID USA
L’operazione "Valanga" delle forze armate Usa fa ancora strage di piccoli innocenti. Dopo i nove uccisi sabato durante un raid aereo sul villaggio di Hutala, altri sei piccoli cadaveri sono stati trovati sotto le macerie di un palazzo bombardato nei pressi della città di Gardez
10 dicembre – L’operazione "Valanga", lanciata nel fine settimana dalle forze armate statunitensi contro la resistenza taliban nelle province orientali dell’Afghanistan, si sta trasformando in una carneficina di bambini. Dopo i nove uccisi sabato durante un raid aereo sul villaggio di Hutala, nella provincia di Ghazni, altri sei piccoli cadaveri sono stati trovati sotto le macerie di un palazzo bombardato dai caccia Usa nei pressi della città di Gardez, nella vicina provincia di Paktia.
Il bombardamento, il cui obiettivo era il mullah Jilani, un comandante taliban che però tanto per cambiare non si trovava lì, risale alla notte di venerdì scorso, 5 dicembre. Solo stamane però il colonnello Bryan Hilferty, portavoce del contingente Usa in Afghanistan, ha reso noto che i soldati hanno trovato i corpi dei sei bambini, assieme a quelli di altri due civili adulti, sabato mattina durante la perlustrazione sul luogo del bombardamento, nel distretto di Sayed Karim, 35 chilometri a sud-est di Gardez.
L’azione di venerdì notte è stata condotta dagli statunitensi in rappresaglia a un attacco subito in zona subito prima. "Venerdì sera le nostre truppe – ha detto il colonnello Hilferty – erano state prese di mira da un fitto fuoco di mitragliatori mentre perlustravano il quartiere alla ricerca del mullah Jilani. Non avevamo nessun elemento per pensare che nell’edificio da cui provenivano gli spari si trovassero anche dei civili, quindi la reazione è scattata immediatamente con un attacco terrestre e aereo contro il palazzo. Nove militanti anti-coalizione sono stati catturati".
La zona in cui è successo questo ennesimo incidente è la roccaforte di Pacha Khan Zadran, detto “il nonno di ferro”: questo ottantasettenne è il più potente signore della guerra dell’Afghanistan sud-orientale. Nonostante le sue origini pashtun non è mai stato un alleato dei taliban, ma forse oggi le cose sono cambiate. In Afghanistan le alleanze mutano molto facilmente. Un giornale pachistano ha riferito lunedì che Zadran era stato fermato lo scorso mese dai militari pachistani mentre si recava nelle aree tribali, roccaforte di retrovia della resistenza taliban.
Nel fine settimana il comando militare statunitense ha dato il via nell’Afghanistan orientale all’offensiva militare più massiccia dalla fine della guerra del 2001. L’operazione "Avalanche" (valanga) impiega duemila soldati ed è volta a eliminare la resistenza dei taliban prima dell’arrivo dell’inverno, quando non sarà più possibile effettuare operazioni militari su vasta scala a causa del mal tempo e della neve. Finora però le vittime di questa nuova fase della guerra non sono stati i taliban, sempre scampati agli attacchi, ma solo bambini innocenti, quindici in due soli giorni. Queste azioni esasperano l’ostilità e il risentimento della popolazione civile nei confronti delle forze di occupazione Usa in una regione in cui l’influenza dei taliban e dei loro alleati, i miliziani integralisti di Gulbuddin Hekmatyar, è già molto forte.
Enrico Piovesana