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  1. #1
    Con l'Iraq che si ribella
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    Predefinito Comunismo, anticapitalismo ed efficienza

    Io credo che la principale preoccupazione nel corso dell'evoluzione sociale verso il comunismo debba essere quella di ottenere un affinamento ed un miglioramento crescente dell'efficienza e della qualità produttiva ed il concepimento di nuovi strumenti motivazionali di natura evoluta che siano alternativi al falso concetto capitalistico di soddisfazione dei bisogni superiori dell'uomo attraverso il possesso.

    Personalmente io credo che uno dei concetti più pericolosi insiti nel concetto di "uguaglianza" sia una sua interpretazione superficiale in termini di "livellamento"...

    ...mi spiego...

    ...al di là del tipo di società in cui si vive, ma in particolar modo in una società comunista, dovrebbe essere interesse della comunità stessa che le risorse produttive vengano veicolate in base meritocratica a chi è in grado di produrre con efficienza e qualità e che chi è più capace in un dato contesto svolga la sua funzione in tale contesto.

    La società capitalista è, al di là di ogni considerazione etica, altamente inefficiente sicuramente sotto quattro aspetti :
    a) Eccesso produttivo. La mancanza di un'informazione precisa sulle esigenze della comunità, unita all'interesse egoistico delle singole imprese a produrre e smerciare il più possibile comportano uno spreco di tempo, risorse e manodopera per produrre beni che talvolta rimangono inutilizzati o vengono persino distrutti!
    b) Incentivo all'inganno. L'impossibilità di mantenersi svolgendo determinate attività induce gli individui a scegliere il proprio percorso di crescita professionale in maniera inefficiente...cioè a scegliere in base alle prospettive economiche più che in base alla propria effettiva capacità in un determinato compito; questo comporta la tendenza dell'individuo ad ingannare chi lo valuta per ottenere tale risultato o declinazioni dello stesso.
    c) Ossessione per il possesso. L'ossessione per il possesso induce la follia nell'individuo inducendolo ad isolarsi dai suoi simili e a rinunciare a tutte le attività e alle gioie che sono connaturate alla sua natura animale e spirituale "sull'altare di Mammona".
    d) Restrizione del potenziale innovativo. L'interesse capitalistico a restringere la diffusione di determinate conoscenze (per poterle sfruttare) o di determinate tecnologie (per sfruttare tecnologie superate su cui si ha investito).

    Una società realmente alternativa a questa deve, a mio avviso, essere in grado di risolvere tali gravi inefficienze.

    D'altronde bisogna tenere conto del grave rischio a cui accennavo prima...il rischio dell'equiparazione dell'uguaglianza al livellamento.

    Io considero "uguaglianza" un concetto legato alla possibilità-esigenza di ciascun individuo di poter partire da zero allo stesso livello sin dal suo ingresso nella comunità :

    Il figlio di un padre abilissimo ed il figlio di un padre totalmente incapace devono avere le stesse opportunità di eccellere perchè, in natura, l'eccellenza non è innata (da un padre geniale e da una madre geniale non verrà necessariamente fuori un genio, anzi...), quindi deve esservi un perfetto ricambio nelle funzioni che segua il principio del merito assolutamente slegato da quello dell'ereditarietà e della raccomandazione.

    Per me, benchè una società comunista debba tendere ad ottimizzare i metodi educativi e valutativi del potenziale degli individui, "uguaglianza" non significa affatto dover sprecare risorse per cavare sangue dai sassi...se una persona è del tutto incapace a svolgere una mansione se la deve levare dalla testa o deve farla al più come hobby senza sprecare inutilmente risorse collettive.

    Ora...io credo che esistano persone naturalmente più inclini a svolgere le loro funzioni in modo efficiente e preciso, mentre altri sono più approssimativi ed inefficienti.

    Penso che ciò sia in larga parte dovuto all'incentivo all'inganno ed alla limitata capacità motivazionale del sistema capitalistico...ma in parte è dovuto al fatto che ci sono persone che si prendono a cuore il proprio mestiere qualunque esso sia e ci sono i fancazzisti.

    Io penso che sia nell'interesse della comunità che il numero di chi prende a cuore il proprio mestiere sia maggiore di quello dei fancazzisti e questo andrebbe ottenuto in vario modo :
    a) Trovando qualche "metodo psicologico-sociale" per premiare i meritevoli.
    b) Trovando qualche "metodo psicologico-sociale" per punire i fancazzisti ed indurli a modificare i loro comportamenti.
    c) Non equiparando i meritevoli ai fancazzisti, perchè equivale a giustizia equiparare ciò che è uguale e non equiparare ciò che è dissimile.

    Il rischio in una società che cerchi di superare il Capitalismo sarebbe proprio nell'incapacità di rispondere ai punti "a", "b" e "c" con soluzioni migliori di quelle poco efficienti trovate dal Capitalismo.

    Soprattutto i rischi di conseguire fallimenti sui rischi "b" e "c" sono evidenti...bisogna avere sempre chiaro che, una volta ottenuto un ottimo produttivo e divisi i tempi di produzione sull'intera manodopera potenziale, chi non ha voglia di lavorare il dovuto e che se ne frega di fare bene il proprio lavoro
    è un nemico della comunità ed un profittatore al pari di quanto non lo fossero i capitalisti!

    A quanto mi risulta ricerche dimostrano che le persone fanno l'80% del lavoro nel 20% del tempo, quindi questo significa che, svolgendo adeguatamente il proprio lavoro, si potrebbe fare il 100% del proprio lavoro nel 25% del tempo...

    ...questo comporterebbe che, in una società in cui si distribuisse al meglio il lavoro, sarebbe possibile fare efficacemente il proprio lavoro in poco tempo avendo tempo libero per sè...ma
    che chiunque lavori male ed in modo scazzato rema contro la comunità!

    Quindi io credo che una società che miri a superare il capitalismo debba primariamente superare i limiti di efficienza del capitalismo ed inoltre guadare con cura i rischi che una concezione banalizzante dell'egualitarismo potrebbe comportare.

    Voi cosa ne pensate?
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  2. #2
    Il vero è un momento del falso
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    ..bhè direi che il capitale giunto a questi livelli spersonalizza + che livellare le persone...in pratica non si impara più un mestiere, ma la tendenza crescente è quella di diventare dei semplici prestatori d'opera (il lavoro che tanto cerchiamo,ma che in spesso fa pù che schifo) in base alle esigenze della produzione, reale o fittizia che sia.

  3. #3
    Con l'Iraq che si ribella
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    In Origine Postato da vlad84
    ..bhè direi che il capitale giunto a questi livelli spersonalizza + che livellare le persone...in pratica non si impara più un mestiere, ma la tendenza crescente è quella di diventare dei semplici prestatori d'opera (il lavoro che tanto cerchiamo,ma che in spesso fa pù che schifo) in base alle esigenze della produzione, reale o fittizia che sia.
    Bè...infatti il rischio di livellamento delle persone non lo inserisco nelle inefficienze del capitalismo...quello che sottolinei tu credo che sia più nella sfera di ciò che io chiamo "incentivo all'inganno" :

    Per tirare a campare le persone fanno cose che gli fanno schifo e/o percui non sono minimamente portate...se non è spersonalizzante questo...
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

 

 

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