L’11 marzo 2004 sarà una data difficile da dimenticare per il sottoscritto, un giorno di morte per i fatti successi a Madrid, ma anche un giorno di dolore e stressante preoccupazione per ciò che è successo al Capo.
Mentre fuori dalla finestra, sui campi e lungo le strade cadeva forse l’ultima neve di questo strano inverno nel mio animo si faceva strada la paura di rimanere solo e spiazzato davanti ad un evento più volte ipotizzato nei mille discorsi di 15 anni di leghismo militante e fiero Padanismo: il giorno in cui il Capo non ci sarà più.
Ora che le condizioni dell’Umberto sembrano lentamente migliorare, ora che la paura pian piano lascia il posto ad una attesa carica di fiducia, ho scoperto (ma forse l’ho sempre saputo senza ammetterlo pienamente) che io, all’Umberto, gli voglio bene come ad si può voler bene ad un padre.
Il solo pensiero di “perderlo”, ieri mattina, mi ha fatto gelare il sangue nelle vene. E non importa se tutti voi penserete che io sia troppo mieloso o un esagerato sentimentalista: è così, credetemi.
Non appena letta la notizia è stato come perdere l’orientamento, una sensazione che si può provare solamente nel momento in cui si perde un punto di riferimento o una persona cara.
E’ stato grazie a lui se ho scoperto giovanissimo la politica attiva, quel coraggio che mi ha spinto a diventare RIAA nel lontano 1989. E’ stato grazie a lui se ho riacquistato la consapevolezza delle mie radici e l’orgoglio di essere LOMBARDO e PADANO. E pazienza se negli ultimi 2 anni mi sia trovato spesso in disaccordo con questo zuccone dai modi ruvidi e dalle scelte politiche spiazzanti, ora che rischiavo di trovarmi senza di lui…beh, ho avuto paura.
Forse perché, in fondo, l’Umberto somiglia tremendamente a mio padre nei modi e nei sorrisi…non so, questo essere tremendamente POPOLANO e GENUINO, uno di noi insomma sempre e comunque.
Ieri mattina ho ripensato alla velocità della luce a tutti i miei anni in Lega dietro a Umberto…le manifestazioni, i raduni, i comizi, i volantinaggi, gli adesivi, le scritte sui muri, i manifesti e l’odore di colla pazzesco che mi sentivo addosso per ore……
Scusate lo sfogo…è solo che, lo ripeto, io all’Umberto gli voglio bene. Nonostante tutto.




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