Bolzoni: "Ci si aspetta un brutto botto da un momento all’altro"






Il maresciallo mi ha notificato un avviso di indagine nei miei confronti, invitandomi a nominare un avvocato di fiducia, per l’ipotesi di reato di “procacciamento di atti riservati”.
In due occasioni, tra il 15 e il 17 aprile, davanti ad altri colleghi della RAI ho chiesto prima all’addetto stampa della Pubblica Informazione della brigata Ariete, colonnello Giuseppe Perrone, e poi al comandante del reggimento bersaglieri, Luigi Scollo, documenti, rapporti non classificati sugli avvenimenti della battaglia dei ponti a Nassiriya, scontri avvenuti all’inizio di aprile. Ho insistito coi due, sostenendo che attraverso quella documentazione si sarebbe avvalorata ancora di più la loro versione dei fatti. Poi, non me ne sono più occupato, ma ho fatto resoconti non proprio lusinghieri, stando al loro giudizio, su questa brigata e sul loro lavoro di controllo del territorio, che in effetti è inesistente".
“Per esempio – ha sottolineato il giornalista - fanno dei posti di blocco volanti e poi fuggono appena sentono odore di pericolo, contrariamente ai carabinieri e alle altre brigate che svolgono con esperienza la loro missione. Queste corrispondenze probabilmente non gli sono piaciute!
Qui, in effetti, il clima esterno è davvero cambiato. La popolazione irachena adesso è ostile. La gente con cui prima passeggiavo ora fa finta addirittura di non riconoscermi, Spesso i ragazzi tirano pietre agli incroci, appena vedono macchine di soldati o degli occidentali. Nella settimana scorsa ci sono stati sei attentati in sei giorni e l’Ufficio della Pubblica Informazione che non ce li ha mai comunicati.
Noi spesso sapevamo le notizie attraverso le agenzie di Roma, mentre qui cadevano dalle nuvole! Sapevamo a volte qualcosa solo dai carabinieri oggetti di colpi di mortaio. Nel gennaio scorso c’era stato un attentato alla CPA ( il comando civile provvisorio) e il comandante della brigata Sassari, Bruno Stano, aveva chiesto ufficialmente al governatore Bourne di trasferire la CPA in un posto più sicuro,perché erano stati annunciati altri attentati e si preoccupava dei suoi soldati. Attentati che sono poi avvenuti ( il 4 gennaio, sbato notte e martedì scorso). L’atteggiamento di questa brigata Ariete è invece insensibile, tanto che sono esposti ai quattro venti, aspettando i colpi di mortaio. E’ inutile insomma che siano lì con la CPA, sono obiettivamente un bersaglio facile.
“La situazione – conclude Bolzoni - qui è davvero molto delicata, scivolosa, e ci si aspetta un brutto botto da un momento all’altro,mentre i nostri affrontano in maniera burocratica la situazione, non c’è più la flessibilità e l’operatività come invece le precedenti brigate Sassari e Garibaldi avevano mostrato".


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Saluti