Morando: "Non dobbiamo isolare gli USA" - La Nazione, martedì 20 aprile 2004
L'esponente dell'area liberal Ds: "Ritirarsi ora sarebbe irresponsabile. Il comando militare potrebbe essere affidato anche alla Nato"
Il capo dei liberal ds Enrico Morando è pessimista sulla possibilità che in Iraq avvenga davvero quella "svolta" chiesta dalla Lista Prodi. Ma poiché è convinto che un ritiro del contingente italiano sarebbe foriero di sciagure globali, suggerisce di non fissarsi sul trasferimento all'Onu anche del comando militare.
Ovvero?
"Beh, la cosa davvero importante è che una nuova risoluzione del Consiglio di sicurezza fissi nell'Onu la fonte di legittimità del governo iracheno che si insedierà dopo il 30 giugno".
Gli Stati Uniti, dunque, potrebbero conservare il comando militare?
"Io considero questo un aspetto secondario, l'importante è che l'Onu assuma il controllo politico. Quanto a quello militare, vedrei favorevolmente anche l'entrata in scena della Nato".
Nell'Ulivo non tutti la pensano come lei...
"Chi dice ritiriamoci e basta è un irresponsabile. La comunità internazionale è vitalmente interessata ad evitare l'isolamento e la sconfitta degli Stati Uniti sullo scacchiere iracheno".
Vitalmente?
"Certo, e non solo perché il ritiro comporterebbe la fine di ogni speranza per il popolo iracheno".
Ma anche?
"Ma anche perché allora l'Iraq diventerebbe davvero quella centrale internazionale del terrorismo islamico che probabilmente non era prima della guerra".
Zapatero vi ha mollati...
"No, credo anzi che abbia disposto il ritiro delle truppe spagnole per far pressione sugli Stati Uniti".
Servirà a qualcosa?
"I segnali sono pochi incoraggianti. Bush sembra deciso a non modificare di una virgola la condotta americana e il fatto che abbia coperto le azioni militari di Israele allontana la possibilità che i paesi arabi moderati accettino di aderire a una coalizione opportunamente rivisitata".
E dunque?
"Dunque, non è detto che si debba attendere il 30 giugno per chiedere il ritiro delle truppe italiane. Il punto non è la data, ma la svolta. E quando apparirà chiaro che la svolta è impossibile, l'Italia dovrebbe minacciare il ritiro nella speranza di condizionare le scelte Usa".
E se non le condizionasse?
"Non ci resterebbe che ritirarci, ma sarebbe una sciagura per tutti".




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