di Elizabeth Schulte - Socialist worker on line (06/02/04)
http://www.socialistworker.org/2004-..._05_Kerry.shtm
Traduzione a cura di Alex Lattanzio

John Kerry è in testa nell'investitura del Partito Democratico. Secondo l'establishment democratico e i media, la chiave del successo del senatore del Massachusetts é la sua "eligibilità". In altre parole, anche se si fa un pò di retorica liberale qui e là, Kerry é un candidato di cui né George W. Bush, né i suoi consiglieri non possono dire che è "troppo radicale".
In realtà, Kerry é un iniziato, un uomo di Washington (cioè un membro dell'establishment) nella sua integralità. Possiede tutto quello che l'America delle multinazionali - e del Partito Democratico - vuole vedere alla Casa Bianca.
Elizabeth Schulte esamina il passato (putrido) di John Kerry.
”Un uomo caratterizzato dai suoi conflitti interni", tale é il ritratto dato dal Boston Globe in una serie di cinque articoli apparsi nel giugno 2003. "Il super-eroe del Vietnam é divenuto un oppositore della guerra; il ribelle liberal dai capelli irsuti divenne un accusatore..." si poteva leggere sul Globe.
Avete l'impressione d'avere già letto ciò? Qualcuno non aveva scritto un libro su un tale soggetto, nel 1800: Il Dottor Jekyll e Mister Hyde? In 19 anni di carriera politica e d'uomo di Washington, Kerry non ha mai lasciato che un principio gli sbarrasse la strada. Ha costruito la sua carriera fluttuando tra l'ala conservatrice del Partito Democratico e la sua ala liberale. È perché, la settimana scorsa a Greenville (S.C), Kerry dichiarava che avrebbe fatto di tutto affinché Bush "risponda" della guerra in Irak. Ma per rispondere a delle critiche da parte dei Repubblicani, avrebbe anche ben potuto dire: "Ho votato per il più importante budget della difesa della storia degli USA".
Kerry ha adottato durante la sua carriera politica delle posizioni liberali che ha rinnegato qualche anno dopo. Dal 1984, data in cui ha vinto la sua prima elezione a senatore del Massachusetts, ha sostenuto delle proposte che chiedevano l'abbandono di certi armamenti, i bombardieri B1 e B2, gli elicotteri Apaches e i missili Patriot. Kerry dice ora che le sue prese di posizioni erano pessime: "Penso, dice, che certune fossero stupide in ragione del contesto internazionale in cui ci troviamo e dato quello che ho capito in seguito".

Negli anni '80, Kerry ha vivamente criticato l'ordine dato da Ronald Reagan d'invadere la piccola isola di Grenada (1983). Oggi, pretende di non aver trovato necessario attaccare questo paese, ma che avrebbe sostenuto l'invasione "in cuor suo". "Non mi sono mai opposto in pubblico" dice.
Nel 1990, Kerry votò contro la risoluzione del Congresso che autorizzava una azione militare contro l'Irak. Ma, dopo la vittoria-lampo degli USA, rientrò nella sua veste e ne divenne un fervente partigiano. Il suo segretariato che non riusciva a seguirlo nelle sue giravolte, inviava ai suoi elettori delle e-mail che esponevano le sue due posizioni... anche nell'ottobre 2002, ma in senso inverso: Kerry votò al Congresso l'autorizzazione d'invadere l'Irak, per in seguito, criticare la guerra.
Kerry, si oppone al Patriot Act che schiaccia le libertà civili, ma ha votato per questa legge nel 2001. "Siamo un paese della legge e delle libertà" dice, "è il momento di finirla con l'era Ashcroft". (...)
Kerry ha ugualmente sostenuto il programma di "riforme sociali" che ha devastato i diritti sociali di milioni di poveri o li ha obbligati a accettare dei lavori sotto-pagati. Si può anche mettere a suo credito l'aiuto che ha dato alla legge sul crimine di Bill Clinton nel 1994 che ha esteso la pena di morte a livello federale e che ha permesso di trovare i crediti per reclutare 100.000 poliziotti supplementari.
Nel 1994, ha alzato di una spanna la sua retorica conservatrice dopo la vittoria dei Repubblicani nelle elezioni al Congresso, pretendendo che i Democratici siano stati puniti per aver proposto delle politiche troppo liberali, come le cure mediche universali.

Kerry ha sempre avuta la pessima abitudine di distorcere la verità mettendo avanti le sue vedute progressiste. Nella campagna del 1984, i suoi prospetti descrivevano come aveva "sostenuto la lotta per il diritto di voto nel Sud", dando l'impressione che si fosse recato sul posto. In realtà, i suoi sforzi per registrare gli elettori neri del Mississipi non hanno mai superato il campus dell'Università di Yale.
Quando ha bisogno di mobilitare un auditorio anti-guerra, Kerry mette avanti il suo statuto di Veterano della guerra in Vietnam, rientrato a casa per opporsi. Dopo aver effettuato due soggiorni in Vietnam, aderì all'organizzazione del Vietnam Veterans Against War (VVAW). Ma, non è mai stato, poco che importi, un radical. Nel gennaio 1991, ha rifiutato d'intervenire alla riunione della VVAW dove dei soldati descrivevano le atrocità alle quali avevano assistito in Vietnam. Al contrario, accettò di comparire davanti la Commissione del Congresso - ben coperto dai media - e fu alla testa d'una manifestazione nello stesso anno a Washington durante cui i Veterani gettarono le loro medaglie sulla Casa Bianca. Lui, conservò le sue, gettando le medaglie che gli avevano dato altri.
Qualche mese dopo, avendo acquisito una certa notorietà, abbandonò l'organizzazione. Spiegando tale decisione in quanto il programma della VVAW era sempre più confuso e andava oltre la semplice rivendicazione di fermare la guerra. In una intervista col Boston Phoenix, disse che c'erano "troppi discorsi sui problemi sociali". Come con il suo "Sì", l'anno scorso, alla guerra di Bush in Irak, Kerry ha gettato dietro di sé il passato anti-guerra che pretende di aver avuto.
Questo uomo non è una alternativa (...)

Benché la fortuna della famiglia Kerry sia nata quando era adolescente, John fu iscritto nei collegi svizzeri e della Nuova Inghilterra per perseguire i suoi studi. Andò all'Università di Yale dove divenne membro - come George Bush - della società elitaria Skulls and Bones. Conta tra i suoi amici intimi Fred Smith, fondatore del Federal Express e Richard Pershing, nipote del famoso generale della Prima guerra mondiale. Ha corteggiato Janet Auchincloss, la sorellastra di Jacqueline Kennedy, e ha accompagnato JFK al momento della sua uscita in mare nella baia di Narragansett.
Oggi, Kerry é il membro del Congresso più ricco. La sua fortuna é valutata pari a 550 milioni di dollari, secondo la rivista Forbes. Ciò è dovuta in grande parte alla fortuna della moglie, Teresa Heinz, vedova del senatore Repubblicano John Heinz, re del ketchup.
Certo le leggi federali limitano l'ammontare che Kerry può prelevare dalla fortuna della moglie per finanziare la sua campagna, ma quest'ultima può comprare spazi pubblicitari... a condizione di non menzionare il nome del candidato. E Teresa non è la sola conoscenza che si incarica dei "suoi interessi speciali" a Washington. Secondo il Center for Responsive Politics, in questo periodo elettorale, Kerry ha ottenuto 531.521 dollari dall'industria medica. Facendolo uno dei quattro più importanti destinatari di tali fondi dopo Bush, Howard Dean e Joe Liberman.
Kerry è stato tra i dieci beneficiari dei fondi accordati dalle industrie dell'automobile e aeronautica, totalizzando 87.925 di dollari. Inutile dire che il candidato Kerry é membro della Commissione senatoriale sul Commercio, la Scienza e i Trasporti che legifera su tutto ciò che concerne tali industrie.

Traduzione (dall'inglese): Xavière Jardez per AFI N°98
Traduzione di Alessandro Lattanzio