INIBITO SIMBOLO E NOME ALLA DC




R.G.7852/2004
IL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA
SEZIONE TERZA
riunito in camera di consiglio e così composto:
dott-Giovanni Deodato Presidente
don.Roberto Martinelll Giudice
dott. Gianna Maria Zannella Giudice Relatore
Letto il reclamo proposto il 2.2.2004 dal Partito Politico CDU
Cristiani Democratici Uniti avverso l'ordinanza cautelare emessa il
20.5.2004 in corso di causa dal Giudice Istruttore del giudizio
n.r.g.6546172002 instaurato dal Partito della Democrazìa Cristiana
nei confronti dell'odiemo reclamante e nel quale sono intervenuti
volontariamente, Annibale Pizzi e Carmine Valle nonché Raffaele
Cerenza "ad adiuvandum" dell'attore, e Giuseppe Visconti "ad
adiuvandum" del convenuto;
lette le memorie depositate nella fase del reclamo dall'attore e
dagli intervenuti Pizzi, Valle_e Cerenza;
Letti gli atti;
Rilevato che :
-l'attore, nella citazione introduttiva del giudizio di merito ,ha
chiesto l'accertamento dell'inesistenza e dell'infondatezza detta
pretesa del
convenuto di ostacolare all'attore l'uso del nome "Democrazia
Cristiana" e del simbolo dello scudo crociato con la scritta
Libertas nell'ordinaria gestione del Partito e nelle operazioni
eletrorali ; nonché di inibire al convenuto "molestie emulative";
•il convenuto si è costituito ed ha chiesto dichiararsi
inammissibile ed improponibile, la citazione , per essere gli attori
carenti di legittimazione attiva ed in via riconvenzionale ha
chiesto che fosse innibito ai signori'







Sandri e Travagnin , costituitisi quali rispettivi segretario
politico ed amministrativo del Partito attore l'uso del simbolo
dello scudo crociato con scritta Libertas e di qualsiasi altro
simbolo confondibile in ogni occasione
politico-elettorale ed in ogni manifestazione pubblica e/privata ,
con qualunque mezzo di diffusione; che venisse inibito agli stessi
l'uso delle qualifiche predette ;
-con il ricorso depositato il 5.12,2003 il convenuto ha chiesto in
via cautelare , ex art. 700 c.p.c. , l'inibitoria oggetto della
domanda riconvenzionale nei confronti dell'attore , nonché
l'inibitoria a svolgere il congresso , motivate entrambe ,quanto
al "fumus boni iuris" . con le argomentazioni di cui alla comparsa e
con il "perìculum" nel ritardo con la celebrazione del congresso
della Democrazia Cristiana del 5-7.12.2003 ,che avrebbe potuto
Ingenerare confusione con l'attività politica svolta da anni dal
convenuto ;
-il Giudice Istruttore ha negato la cautela con l'ordinanza del
20.1.2004;
-avverso quest'ultima 11 CDU ha proposto reclamo , depositato il
2.2.2004, chiedendo la concessione della cautela già richiesta e
ponendo a fondamento del lamentato pericolo nel ritardo anche la
prossima scadenza elettorale per il rinnovo ,del Parlamento
Europeo , nella quaie il rischio di confusione e di perdita di parte
dell'elettorato da parte del CDU era concreto ed irreparabile;
-l'attore e gli intervenuti si sono difesi con argomentazioni
analoghe a quelle svolto nel merito;
Osserva.
1. Pregiudizialmente , la richiesta di ordine di integrazione del
contraddittorio avanzata dall'interveniente Cerenza nella memoria di
constituzione in fase di reclamo è Inammissibiie , in quanto l'art.
102 c.p.c. non è applicabile al procedimento cautelare , il quale
non si conclude con sentenza , onde non sì pone l'eventualità che la
pronuncia possa essere "inutillter data".







2. In seguito alla deliberazione del 18.1.1994 l'assemblea della
Democrazia Cristiana decise di mutare la propria denominazione In
Partito Popolare Italiano (doc. 1 del convenuto).
Onde , nella presente fase di delibazione sommaria della vicenda ,
deve ritenersi che l'Ente abbia inteso mutare la propria
denominazione e che quindi , il Partito Popolare Italiano non abbia
dato luogo ad un ente
diverso e nuovo , bensì abbia costituito la medesima associazione ,
in particolare il medesimo partito politico , pur avendo assunto
un'altra denominazione.
Detta deliberazione non è stata annullata nè sospesa ai sensi
dell'art. 23
c.c. , pacificamente ritenuto applicabile anche alle associazioni
non riconosciute ; onde essa non può in alcun modo essere censurata
in
questa sede.
Va pertanto ritenuta l'identità tra l'Ente denominato sino a quella
data "Democrazia Cristiana" ed il Partito Popolare Italiano,
In seguito , sono sorti dissidi Interni al Partito Popolare
Italiano , sfociati anche in azioni giudiziarie , in seguito ai
quali alcuni fuoriusciti dai partito hanno dato vita ai Cristiani
Democratici Unici -CDU - .
I leaders rispettivamente del PPI e del gruppo che avrebbe dopo poco
costituto II CDU , raggiunsero l'accordo del 14.7.95 (successivo
all'intesa
del 24.6.1995 ) in virtù del quale il primo avrebbe potuto
conservare la
denominazione suddetta ed il secondo il simbolo dello scudo crociato
(doc.4 e 5).
Quest'ultimo , nonché la scritta "libertas", compongono invero il
simbolo
grafico del CDU , come esposto nell'atto pubblico, redatto dal Notaio
Capecelatro portante l'atto costitutivo dei Cristiani Democratici
Uniti
(doc.6).
Risulta inoltre dai provvedimenti giurisdizionali prodotti in atti
(doc. 16 e
17) che è intervenuta transazione fi 12.10.99 tra il segretario
politico del
PPI , il tesoriere dello stesso , il suo predecessore ed il
segretario politico
del CDU ( a definizione del giudizio n.r.g.58293/95) in virtù della
quale le
formazioni politiche PPI e CDU si sono reciprocamente riconosciute
titolari

del partito "Democrazia Cristiana" , ivi comproso il nome ed il
simbolo dello scudo crociato con la scritta Libertas e sì sono
reciprocamente impegnate a proporre le azioni legali per impedire
che "nuove formazioni politiche o successive scissioni possano
fregiarsi del nome e del simbolo della Democrazia Cristiana".
Le vicende così riassunte consentono di ritenere , pur nella
presente fase cautelare , che il soggetto politico già denominato
Democrazia Cristiana abbia continuato ad agire ed operare senza
soluzione di continuità , pur con la sua mutata denominazione e con
la fuoriuscita di taluni suoi componenti , tanto da gestire In via
negoziale , avendone il relativo potere , anche l'uso della
denominazione e del simbolo in precedenza proprio della Democrazia
Cristiana.
Esse consentono viceversa di escludere invece che l'odierno attore
abbia autonomamente continuato l'attività politica della Democrazia
Cristiana sin dall'assemblea del 1994 e che abbia utilizzato II nome
della stessa ed i suoi simboli .
La continuità tra l'attività della Democrazia Cristiana ed il PPI,
da cui poi alcuni associati si sono distaccati per formare il CDU
consente di includere che quest'ultimo sia titolare del diritto ad
usare la denominazione in via esclusiva con il PPI
dell'espressione "Democrazia Cristiana". nonché i simboli che già
l'hanno caratterizzata , cioè lo scudo crociato.
La tutela del diritto al nome ed alla denominazione è pacificamente
assicurata anche agli Enti, ai sensi dell'art. 7 c.c.(Cass.
28.1.1997 n.832) ; anche i simboli grafici che li connotano sono
oggetto di tutela in quanto compongono l'identità personale
dell'Ente , quale espressione dì valori ideali e politici di cui
siano portatori , come nella specie , trattandosi di partiti
politici,
Nella specie , sussiste
pertamo II "fumus" del diritto fatto valere da! convenuto , odierno
reclamante .
2.Sussiste , altresì, il pericolo nel ritardo.




Invero l'uso della denominazione "Democrazia Cristiana'' e del
simbolo dello scudo crociato con la parola Libertas (già
concretizzatosi in occasione del congresso , doc. depositati da
parte convenuta il 5.12.03) , oltre a violare i suddetti diritti
spettanti al CDU , è idoneo a creare confusione nell'elettorato e
nell'opinione pubblica , atteso il notevole carattere distintivo dei
predetti simboli , appartenuti ad un partito che ha caratterizzato
la storia politica del Paese per molti decenni .fortemente connotato
politicamente ed usati tuttora dal partito convenuto .
Il reclamo va pertanto accolto , eccezione fatta per la domanda
inerente al
congresso , non più attuale.
3. La regolamentazione delle spese del procedimento cautelare viene
rimessa alla decisione nel merito.
p.t.m.
Letti gli artt 700 e 689 bis sgg. C.p-c,,
Inibisce al partito della Democrazia Cristiana , attore nel giudizio
di merito , l'uso del nome "Democrazia Cristiana" e del simbolo
dello scudo crociato con la scritta "Libertas" in qualsiasi
occasione politico-elettorale ,inerente a convegni , nonché in
qualsiasi manifestazione pubblica e/o privata , con qualsiasi mezzo
di comunicazione (stampa , televisione , radio, Internet);
rimette alla decisione di merito la statuizione sulle spese
processuali.
Si comunichi.
Roma , 7 aprile 2004.



SOLIDARIETA' DA PARTE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA EUROPEA ALLA DC



Caro amico,
ti siamo vicini in questo grave momento particolare che sta
attraversando il tuo partito,puoi contare sulla totale solidarietà
della Democrazia Cristiana Europea,nonchè sull'appoggio politico
della segreteria nazionale.
Il nostro Don Luigi Sturzo diceva:
NULLA SPERO,NULLA TEMO,NULLA DESIDERO
CHE SIA DELL'ORDINE DI QUESTO MONDO.
PARLO,SCRIVO,COMBATTO
PERCHE' SONO UN UOMO LIBERO
E PERCHE' HO DIFESO
E DIFENDERO' FINCHE' AVRO' FIATO
LA LIBERTA'.!!
Conserviamo la nostra personalità e il nostro patrimonio ideale nel
campo politico,più che conservare le nostre posizioni materiali.
Fai vincere il tuo futuro!!
Un abbraccio forte e un grosso augurio.

Il presidente della Democrazia Cristiana Europea.