Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 49/04 del 27 aprile 2004, San Pietro Canisio




Fariseismo contro il film di Mel Gibson
Il film di Mel Gibson "La Passione di Cristo" sta suscitando molte
polemiche. Ciò che colpisce, negli articoli e nei commenti pubblicati sui
giornali, è la critica ricorrente che viene fatta alla violenza del film. Si
tratta, secondo me, in molti casi, di una critica non sincera e spesso
dettata dai pregiudizi. Viene da chiedersi: ma dove erano i moralisti
anti-Passione quando certi cantanti di rock satanico venivano a suonare in
Italia con i loro show aggressivi e blasfemi? Dove erano, questi signori,
quando centinaia di film sanguinari e violenti riempivano gli schermi dei
nostri cinema? E perché questi improvvisati difensori della purezza e del
buon gusto non dicono nulla quando la pornografia (quella vera!) invade le
edicole, perfino sotto gli occhi dei bambini? Mi permetto di manifestare un
sospetto. "La Passione" di Mel Gibson suscita tante polemiche,
semplicemente, perché è un film che parla di Gesù. E questo dà fastidio.
L'ondata di moralismo anti-Passione è, in realtà, solo ipocrisia. Se,
davvero, vogliamo preoccuparci della violenza, facciamolo per quella
violenza stupida, commerciale e gratuita che viene costantemente proposta ai
giovani attraverso i mezzi di comunicazione più disparati: da certi video
musicali a certi videogiochi, da alcuni fumetti a certi cartoni animati.
Tutto questo è il segnale di un pericoloso rovesciamento culturale. E' una
metafora dei nostri tempi. Viviamo, sempre di più, in un mondo "al
contrario", dove la morte e la violenza, invece di impaurire, diventano
elementi d'attrazione. Pensiamo ai tanti film dell'orrore che hanno per
protagonisti mostri, demoni e maniaci assassini. Propongono una serie di
omicidi senza fine, nelle forme più orribili e brutali. L'aspetto più
inquietante di queste pellicole è che il male non viene mai sconfitto
definitivamente. Alla fine di ogni storia, riaffiora sempre. Il maniaco
assassino viene puntualmente ucciso in ogni film. Ma poi, alla fine, risorge
ed è pronto ad uccidere di nuovo. Tornerà nel film successivo e continuerà a
colpire, in una spirale di violenza senza fine. Il messaggio lanciato ai
giovani da certi film dell'orrore è profondamente pessimista. Spinge a
credere che il male non si possa sconfiggere una volta per tutte. E' un
concetto radicalmente anticristiano. L'idea della continua "resurrezione"
dell'assassino (e quindi, del male) sembra voler prendere il posto
dell'unica e vera resurrezione, che è quella annunciata da Gesù. Sembra
voler rappresentare la vittoria del pessimismo sull'ottimismo del Vangelo.
Ho citato questo esempio, tra i tanti che si potrebbero fare, per mettere in
luce il falso moralismo dei critici anti-Passione, perennemente urlanti
contro Mel Gibson e colpevolmente silenziosi di fronte ai vari film
sanguinari, dischi di rock satanico e programmi televisivi-spazzatura. Un
po' di coerenza in più, a volte, sarebbe utile.
(Articolo di Carlo Climati, fonte: www.carloclimati.com).

Ted Kennedy: Bush ha mentito
Negli ultimi mesi è divenuto sempre più chiaro che l¹amministrazione Bush ha
mentito sulla minaccia rappresentata per la nazione dal regime iracheno. A
un anno dall¹inizio della guerra gli americani continuano a chiedersi perché
l¹Amministrazione abbia deciso di intervenire in Iraq, sebbene questo Paese
non costituisse un pericolo reale, sebbene non possedesse armi nucleari,
chimiche o biologiche, sebbene non avesse concreti legami con Al Qaeda né
collegamenti con gli attacchi terroristici dell¹11 settembre. Tragicamente,
prendendo la decisione di entrare in guerra, l¹amministrazione Bush si è
aggrappata alla sua ostinata ideologia per occultare la fredda e dura
evidenza: l¹Iraq non rappresentava una minaccia immediata? Abbiamo
accresciuto l¹odio nei confronti dell¹America e contribuito a rendere la
guerra al terrorismo ancora più difficile da vincere?. L¹Iraq è il Vietnam
di George W. Bush?
(Dichiarazione di Edward Kennedy, da La Stampa del 7 aprile 2004).

Oriana Fallaci, la pasionaria mondialista
³Sinceramente non riusciamo a capire questo improvviso amore da parte di
alcuni leghisti per la sig.ra Oriana Fallaci. La sig.ra Fallaci rappresenta
il peggio del pensiero yankee-mondialista. In quanto Europei, in quanto
Trentino-Tirolesi, noi sentiamo di non dover schierarci nè con l'Islam,
culto a noi estraneo ed allogeno, nè con gli U$A, sponsor occulti della
invasione che minaccia di travolgerci. (Vedere i rapporti tra CIA e UCK in
Kossovo, tra CIA e Talebani in Afghanistan, tra CIA e Bin Laden...). Diciamo
pertanto nè con Washington nè con l'Islam. (?)²
(Comunicato della Gioventù Trentino Tirolese dell¹8.04.2004,
[email protected])

Record d¹affluenza di pubblico per La Passione di Cristo
La Passione di Cristo, un film che lo stesso regista Mel Gibson non
immaginava sarebbe potuto arrivare nelle sale cinematografiche di tutto il
mondo, sta battendo tutti i record di incassi. I dati ufficiali aggiornati
al 14 di aprile 2004 attestano un incasso negli Stati Uniti di 356.020.828
dollari e di 162.539.249 dollari nel resto del mondo dove il film sta
raggiungendo le sale cinematografiche per un totale di 518.560.077 dollari.
Tutto questo in poco più di un mese di programmazione. Il Paese dove il film
registra la più alta affluenza in termini percentuali è l'Italia. Uscito il
7 di aprile, nel giro di meno di una settimana al 13 di aprile ha già
incassato 14.600.000 dollari.
Cinetel che rileva i dati di incasso e affluenza per il 75% delle sale
cinematografiche italiane, ha riportato che solo nel ponte di Pasqua, 9-12
aprile il film di Mel Gibson ha incassato 8.014.587 Euro. Nessun film aveva
mai raggiunto una tale affluenza di pubblico in così pochi giorni e la
concorrenza sembra sbaragliata. Il film restaurato di Pierpaolo Pasolini, Il
Vangelo secondo Matteo, che era stato presentato come lo sfidante del film
di Gibson, risulta al 29° posto della graduatoria degli incassi pasquali con
24.000 Euro.
(Fonte: Agenzia Zenit del 18 aprile 2004)

Crimini democratici
Falluja, oltre 600 morti in una settimana - Oltre 600 iracheni, in
maggioranza donne, bambini e vecchi, sono rimasti uccisi per i bombardamenti
in corso da una settimana a Falluja, a ovest di Baghdad. Lo ha detto il
direttore di un ospedale della città.
(Ansa del 12 aprile 2004)
Iraq: Kut, iracheno picchiato a morte da soldati Usa - Un iracheno è
deceduto dopo essere stato picchiato a morte da soldati americani con il
manganello. L'uomo si era rifiutato di togliere dalla sua auto una
fotografia del leader radicale sciita Moqtada al Sadr. Lo rende noto la
polizia irachena secondo la quale l'uomo era stato arrestato ieri sera dai
soldati Usa che conducevano operazioni di ricerca in una strada del centro
di Kut (180 km a sud est di Baghdad).
(Ansa del 14 aprile 2004)

Ucciso un giovane italiano in Germania: soldato Usa sospettato del delitto
Un italiano di 18 anni è stato con una pugnalata e altri tre giovani sono
rimasti gravemente feriti durante una rissa la notte scorsa in una discoteca
a Wiesbaden, nell¹Assia in Germania. Un soldato americano di 23 anni
sospettato del delitto è stato arrestato dalla polizia. Secondo un primo
rapporto della polizia, un gruppo di tre soldati di colore americani avrebbe
ingaggiato verso lee 2,20 di notte una rissa con cinque ragazzi della vicina
Budenheim. I soldati farebbero parte delle forze armate Usa in stanza nella
regione e(?) Secondo alcuni testimoni oculari uno dei soldati usa avrebbe
dato una forte pacca sul sede alla ragazza di un tedesco. Al che l¹italiano
si sarebbe diretto verso gli americani. Nel corso del litigio scaturito, un
soldato americano avrebbe estratto un coltello e colpito quattro dei giovani
fra cui, a morte l¹italiano.(?)
(Da La stampa del 19 aprile 2004)

Cerimonia per il centenario della Sinagoga di Roma: Giovanni Paolo II invia
due cardinali
Giovanni Paolo II ha nominato due Cardinali che lo rappresenteranno nella
cerimonia del centenario della Sinagoga di Roma, che avrà luogo il prossimo
23 maggio. Si tratta del Cardinale Camillo Ruini, Vicario per la diocesi di
Roma e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e del Cardinale
Walter Kasper, Presidente della Commissione per i Rapporti religiosi con
l'Ebraismo. La notizia è stata diffusa nel tardo pomeriggio di martedì
scorso dal Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Joaquín
Navarro-Valls. Il Rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, aveva invitato il
Pontefice a fare ritorno per la seconda volta alla sinagoga della città
capitolina in occasione di questa celebrazione. Giovanni Paolo II ? [si recò
in visita] il 13 aprile del 1986 alla Sinagoga principale di Roma, dove si
riunisce la comunità ebraica più antica della Diaspora. In quell'occasione
pregò insieme all'allora Rabbino capo di Roma, il prof. Elio Toaff e a
Giacomo Saban, Presidente della Comunità Ebraica di Roma. Il 13 febbraio
2003, in occasione della prima visita di Riccardo Di Segni in Vaticano, in
qualità di Rabbino capo di Roma, Giovanni Paolo II ricordò che ?quella
storica e indimenticabile visita ha costituito un dono dell'Onnipotente, e
rappresenta una tappa importante sulla via dell'intesa tra gli Ebrei ed i
Cattolici¹
(Fonte: Zenit del 21 aprile 2004)

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