BEN NOTI NEI PALAZZI ROMANI
E PURE AL SANTO PADRE
Chissà per quali ragioni di Stato, la stampa italiana ha censurato le strette parentele di quel ciccione con la barba che si chiama Moqtada Sadr, nuova stella dell’espansionismo scita nel mondo islamico e oltre, anche lui sedicente erede del profeta Maometto. Parentele varie e importanti di sangue e di politica, che non dovrebbero essere sconosciute ai nostri servizi d’intelligence né al “partito iraniano” che attraversa Palazzo Chigi e Farnesina.
Intanto c’è Zohreh, sorella gemella del padre defunto. Zia Zohreh non è altri che la moglie del presidente dell’Iran Mohammed Khatami. Insomma è la first lady di quel Paese. Sarebbe interessante sapere che cosa pensano Khatami e la moglie delle gesta di questo nipote scapestrato.
Quelli che comandano nel mondo scita sono sempre gli stessi (esattamente come ai vertici Usa) passandosi il potere tra parenti. Il giovane Moqtada trae la sua missione politica e religiosa da uno zio, morto anche lui, anzi sparito. Era nientemeno che il celebre Imam Moussa Sadr fatto ammazzare proprio in Italia dal nostro amico colonnello Gheddafi. I retroscena della scomparsa dell’Imam è un classico negli archivi dei servizi segreti del mondo intero. Moussa Sadr, con soldi iraniani e siriani, aveva fondato il movimento armato di Amal nel Libano del sud, del quale era leader assoluto. Nell’operazione volle entrare anche Gheddafi, acquistando una caratura con soldi che, però, a parere del colonnello, furono male investiti.
Il creditore insolvente fu punito con la pena capitale, come avviene normalmente nei giri di mafia e camorra. A quanto dicono, Moussa Sadr fu catturato e fatto sparire da agenti libici nel 1978: non in Libia, come si crede, ma sulla strada tra Roma e l’aeroporto di Fiumicino. A Beirut sono ancora infuriati e periodicamente ne chiedono notizie. Dubitiamo che l’Italia abbia protestato con il regime libico per questo omicidio sul suo territorio.
Il potere di Moussa Sadr passò quindi nelle mani di un personaggio potente e da noi molto accreditato. Il rispettabilissimo Nabih Berri, attuale presidente del Parlamento libanese e amico di Pierferdinando Casini che lo ha accolto a Montecitorio il 18 settembre scorso, quando Berri venne ricevuto anche dal Papa a Castelgandolfo.
Secondo la stampa internazionale, le bande armate di “Ciccia bomba” Moqtada Sadr che hanno attaccato il contingente italiano a Nassiryia sono state create con gruppi di miliziani sciti venuti dal Libano e dall’Iran. Qualcuno, del “partito iraniano” o meno, nei vari palazzi romani sui due lati del Tevere, avrebbe forse dovuto chiederne conto a zio Berri, a zio Khatami, insomma a questa grande famiglia di persone per bene.
........per me sarà pure delle parti di Afragola.............
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