Unirsi per annientare i partiti italiani.
Tracciare una linea netta di demarcazione, aldilà della quale si ergono con la loro minacciosa arroganza e il potere distruttivo le varie sigle politiche italiane tenacemente capeggiate dagli ascari nostrani.
Da questa parte ci siamo noi: il mondo nazionalitario.Una presenza certamente composita ma ben definita configurabile all’interno di un progetto perfettamente condiviso pur con le sue sfumature.Le varie sigle rappresentano le rispettive identità essendo le sintesi di molteplici individualità che esprimono e determinano le scelte caratterizzanti le strategie d’azione. Lo spazio a nostra disposizione nell’ambiente rivendicazionistico sardo è praticamente illimitato.
L’entrata del psd’az nell’ambiente nazionalitario non deve essere considerata come un avvicinamento di Sardigna Natzione verso il carattere moderato e unionista dello stesso, ma al contrario una ricollocazione di questo verso posizioni che furono alla base della sua genesi.Tuttavia l’assestamento interno di questo partito non ci consente ancora di escluderne l’attitudine tendenzialmente mutevole, spesso fautrice di esperienze che si sono dimostrate deleterie per la sua stessa esistenza
Però non significa che non debba essere apprezzato lo sforzo di questo partito che ha evitato l’ ennesimo rischio di annessione a qui partiti italiani che rappresentano per noi tutto quello che vogliamo combattere.
Lo sforzo andava sostenuto, se non altro per erodere il potere degli italianisti che mirano ad impossessarsi del patrimonio storico - culturale del psd’z per avvalorare la tesi secondo cui in Sardegna: solo il centrosinistra può contenere e istituzionalizzare le rivendicazioni identitarie.La storia ci ha insegnato quanto esse siano avulse dal loro patrimonio ideologico come a quello del centrodestra, ma per entrambi costituisce un elemento utile (degno di contesa) ai fini del rafforzamento delle coalizioni attraverso il consenso elettorale . Tutto ciò avrebbe portato ad una vistosa lacerazione nella linea di demarcazione sopraccitata, la quale invece prevede una netta distinzione in quanto entrambi i lati sono espressione di interessi che fanno riferimento a due popoli diversi, quello sottomesso e
l’altro colonizzatore. Uscire dalla logica dei proclami per riempire di contenuti concreti i nostri presupposti di lotta non vuole dire che si accetta una commistione e ancor meno una fusione, ma significa creare quelle condizioni di crescita dell’ambiente identitario che rimane non solo il nostro punto di riferimento, ma anche l’humus vitale da cui la nostra stessa natura rivoluzionaria non può prescindere, e sul quale siamo chiamati a contribuire tutti , preservandolo da attacchi esterni, ma sopratutto da lotte fratricide che fanno il gioco dei nostri nemici. L’energia che la forza delle nostre idee emana deve essere spesa unicamente per annientarli. Farlo con la giusta sinergia , prima che loro ci distruggano! Parlo dei PARTITI ITALIANI. Essi sono potenti, utilizzano strumenti che noi non possediamo, questa volta sono decisi ad eliminare le ultime sacche di resistenza che sono ancora presenti in questa terra dopo 3400 anni.
Farci la guerra adesso significherebbe destinare all’estinzione un intero popolo.
Abbiamo il dovere di accogliere chiunque voglia combattere per la nostra causa.
Giudicheremo alla fine della battaglia chi è stato il più valoroso
Cossu Sergio
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