'Zapatero poco intelligente', 'Obama inesperto': bufera sul pranzo 'in libertà' di Sarkozy. Che smentisce tutto
Inutile smentire, ormai ne parla anche il serissimo Financial Times. L'Eliseo contesta le ricostruzioni del pranzo con i parlamentari, ieri; parole mai dette quelle attribuite al presidente Nicolas Sarkozy. Ma talmente in linea con il personaggio, evidentemente, da risultare credibili agli occhi di buona parte della stampa europea. "Era un Nicolas Sarkozy al 200%, stranamente vicino alla sua caricatura", racconta a Liberation un politico che all'Eliseo c'era, a quel tavolo.
Il presidente si sarebbe lasciato andare ad una serie di giudizi poco diplomatici. Barack Obama? "Molto intelligente e carismatico, ma è eletto solo da due mesi e non ha mai gestito un ministero. Su un certo numero di cose non ha una posizione". Il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso? "Totalmente assente dal G20". Il cancelliere tedesco Angela Merkel? "Quando si è resa conto dello stato delle sue banche e della sua industria dell'auto si è unita alle mie posizioni". E José Luis Zapatero? "Forse non è molto intelligente, ma io ne conosco di molto intelligenti e che non sono stati al secondo turno delle elezioni presidenziali". Parole che hanno scatenato una bufera soprattutto in Spagna, dove persino i Popolari, all'oppozione, hanno difeso il loro odiato premier socialista: "Forse Sarkozy ha ragione, ma è pur sempre il nostro primo ministro", ha detto il portavoce del Pp Esteban Gonzalez Pons. Non proprio l'ideale per la visita di Sarkozy a Madrid il prossimo 27 aprile.
Fra i grandi della terra esce bene solo Berlusconi: "In democrazia - avrebbe detto Sarkozy - conta essere rieletto. Guardate Berlusconi, è stato rieletto tre volte".
Mentre i giornali, non solo francesi, cercano - e sembrano trovare nella testimonianza di un deputato Ump - conferme sul fatto che Sarkozy quelle parole le abbia pronunciate, gli osservatori più attenti leggono nel giudizio non esaltante su Obama un riflesso delle recenti frizioni fra Parigi e Washington sulle soluzioni per uscire dalla crisi economica, piuttosto che sull'adesione della Turchia all'Unione europea. Poi è arrivato il vertice Nato, con la richiesta francese di uno Stato maggiore unico per la difesa europea - proposta osteggiata da Gran Bretagna e Stati Uniti. E mentre da Praga Obama parlava di una nuova era di disarmo nucleare, un appunto riservato dell'Eliseo finiva su Le Figaro: su questo terreno - si leggeva - Parigi non accetta limitazioni da nessuno. I tempi in cui Sarkozy si definiva "il migliore amico" dell'America, insomma, sembrano lontani.
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=115077




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