Giovanni Daverio, direttore generale delle tematiche familiari del ministero del Welfare: un’iniziativa per ribadire che va restituita dignità al fondamento della nostra società. È l’evento che corona le nuove politiche: sovvenzioni per l’acquisto della prima casa, e per chi mette al mondo dei bambini, provvedimenti per la nascita di micro-nidi aziendali per evitare che le madri, dopo il parto, lascino il posto di lavoro

opo decenni in cui la famiglia (quella vera, tradizionale, composta da un uomo e una donna che si uniscono in matrimonio e danno vita a dei figli) è stata dimenticata, bistrattata e, in certi casi, anche offesa dalle politiche familiari di governi a tutto interessati fuorché alla difesa di questa fondamentale cellula della società, adesso, grazie alla presenza e agli sforzi della Lega Nord, le cose stanno cambiando.
Il nucleo familiare ha riacquistato finalmente il suo posto centrale nell’agenda del governo e il ministero del Welfare sta svolgendo un’opera assidua e proficua di rilancio e di difesa della famiglia. Ne parliamo con Giovanni Daverio, direttore generale delle Tematiche familiari e sociali e Tutela dei diritti dei minori del ministero del Lavoro.
Dottor Daverio, fra pochi giorni, il 15 maggio, si celebra la Giornata Internazionale della Famiglia. Una data che è soltanto la ciliegina sulla torta di numerose iniziative che vedono protagonista il ministero del Welfare?
«In molti casi le date celebrative servono ad attirare l’attenzione dei mass-media per un giorno e poi tutto finisce lì. In questo caso, invece, il 15 maggio resta una data importante che fa da corollario ai nostri continui sforzi in tema di difesa della famiglia. Noi, come sottolinea il ministro Maroni, all’interno del principio di sussidiarietà riteniamo la famiglia un soggetto sociale che svolge un ruolo centrale nell’azione di rafforzamento della coesione sociale e di contrasto ai fenomeni di disgregazione. Ed è proprio partendo da questa prospettiva che riteniamo indispensabile sviluppare azioni di sostegno alla famiglia, sia attraverso la realizzazione di servizi orientati in questo senso, sia attraverso l’attuazione di una politica fiscale che tenga conto di una logica familiare (obiettivo questo mai adottato nel nostro paese). In questa prospettiva sono state inserite o rinforzate misure di carattere finanziario».
Il governo ha perciò posto una “macropriorità” che riguarda proprio la famiglia, inserendola nel Libro Bianco sul Welfare?
«Esattamente. E tale “macropriorità” assume un aspetto trasversale all’interno di tutte le politiche sociali; definisce un nuovo percorso: riconoscere alla famiglia il ruolo di volano per lo sviluppo della coesione sociale, fattore decisivo per i processi di inclusione sociale delle persone a rischio e per il mantenimento delle relazioni tra le generazioni. In questo contesto un fattore rilevante è rappresentato dalla caduta del tasso di natalità: rilanciare la crescita demografica è una sfida da giocare a partire dal sostegno alla formazione di nuove famiglie, che dovranno essere capaci di partecipare attivamente alla definizione delle politiche, contribuendo alla individuazione dei bisogni ed alla prevenzione dei disagi, nonché alla messa a punto delle risposte di intervento. Ciò grazie ad una visione unitaria ed integrata che passa attraverso il sostegno alla natalità, alla genitorialità, alle giovani coppie, alla riforma del regime fiscale, alla promozione degli strumenti di conciliazione tra vita professionale e responsabilità familiari, allo sviluppo della rete di servizi diversificati e dislocati sul territorio, primo fra tutti lo sviluppo del sistema di servizi per la prima infanzia.
Ci riassume, in sintesi, i provvedimenti del ministero del Welfare a favore della famiglia?
«Abbiamo costituito l’Osservatorio nazionale sulla Famiglia, importante modello di sperimentazione costituito da 25 Comuni, rappresentativi di tutto il territorio nazionale, che si avvale del preziosissimo apporto delle associazioni familiari. L’Osservatorio opera coerentemente al principio di sussidiarietà orizzontale e verticale e diventerà il luogo privilegiato per lo scambio di conoscenze e per la realizzazione di un rete che ha il supporto di istituzioni centrali e locali, di esperti e di associazioni familiari. Abbiamo inoltre lanciato una campagna informativa per la valorizzazione del part-time, perché i dati parlano chiaro: una mamma su cinque, una volta avuto un figlio, si licenzia dal posto di lavoro. Il part-time può diventare quindi uno strumento strategico per la conciliazione dei tempi di lavoro e i tempi della famiglia».
Oltre al bonus di 1.000 euro per il secondo figlio (che Maroni vuole estendere anche al primo), sono stati stanziati importanti fondi per la realizzazioni degli asili-nidi aziendali?
«Con la Finanziaria del 2003 sono stati stanziati 10 milioni di euro per la realizzazione di asili nido e micro-nidi nei luoghi di lavoro attraverso un apposito fondo di rotazione, mentre altri 100 milioni di euro saranno trasferiti dal Fondo per gli asili nido istituito con la Finanziaria del 2002 alle Regioni, perché siano assegnati ai comuni per la realizzazione di asili-nido e micronidi nei luoghi di lavoro. I finanziamenti stanziati potranno essere richiesti direttamente al Ministero dalle singole imprese interessate. Inoltre il ministero del Welfare ha assegnato alle Regioni e alle Province autonome 161 milioni di euro in favore delle famiglie per l’acquisto della prima casa di abitazione e per il sostegno alla natalità».
Insomma il 2004, Anno Internazionale della Famiglia, viene celebrato con concretezza tipicamente padana e leghista grazie all’operato del ministero del Welfare?
«Ci siamo dati un traguardo ambizioso, che si insinua in modo significativo nel modo di vedere ed organizzare le politiche sociali modificando radicalmente l’approccio a queste tematiche. Penso che il nostro programma di lavoro possa rappresentare una straordinaria opportunità per diffondere una cultura positiva e “family friendly”. Contiamo quindi di poter progressivamente registrare una sempre più diffusa sensibilità ed una diversa attenzione nella prospettiva sinteticamente descritta».

Gianluca Savoini