Sto seguendo con attenzione le vicende del video che ritrae marine nell'intento di infliggere torture a prigionieri iracheni. Aspetto con ansia una interpretazione dei fatti che possa concordare con quanto sto pensando. Si tratta infatti di un video e di immagini che potrebbero nella nostra mente circoscrivere tale fenomeno ad una particolare situazione, quella che vedeva impegnata il Gen. Janice Karpinski e i suoi decerebrati marine. E' il circoscrivere che mi turba. Non vorrei che tutta la sistematica e quotidiana attività di tortura e sevizie inflitta ai prigionieri iracheni da parte delle truppe di invasione e occupazione finisse con il venir circoscritta e calmierata da queste immagini, da questo episodio. Che l'azione delle truppe straniere in Iraq sia stata e lo sia tuttora un'azione criminale condotta nel disprezzo delle leggi internazionali è cosa nota a tutti, come dovrebbe esserlo il fatto delle torture inflitte e del disprezzo razzista riversato sugli iracheni. In sintesi non ci sarebbe stato bisogno delle foto per capire quello che è accaduto. Non c'è bisogno di una foto per immaginarci la testa di un bambino iracheno esplosa sotto il colpo mirato e preciso di un cecchino delle famose squadre della morte (che come sappiamo hanno sparato in modo mirato a Falluja su tutto ciò che si muoveva). Non c'è bisogno di fotografie per capire quello che si doveva già sapere.
Di tutti gli articoli usciti sull'argomento, ho preferito quello di Massimo Mazzucco, pubblicato su www.luogocomune.net (ho tolto le foto che potrete vedere sull'articolo originale, aggiungendo però un link ad una pagina che riporta foto significative relative a quell'episodio).

VERGOGNA A STELLE E STRISCE - Il video che inchioda i Marines torturatori
di Massimo Mazzucco

30.4.04 - No, non è un Cristo qualunque, di quegli altarini con le lucine che si vedono in giro un pò dappertutto nei paesi d’Italia. Quello nella foto è un qualunque povero cristo - un iracheno in carne e ossa, nello specifico - torturato per puro divertimento dai marines, che lo tengono prigioniero ad Abu Ghraib, la temutissima prigione di Baghdad ai tempi di Saddam (e ora, si immagina, tristemente rimpianta).

Sta in piedi su uno scatolone, incappucciato, con dei fili elettrici collegati alle estremità (all’interno le immagini complete), e il divertimento, per i marines, consiste nel vedere quanto tempo riesce a stare in piedi, senza cadere dallo scatolone. Se infatti ciò accadesse, verrebbe subito punito con una scarica elettrica che gli attraversa il corpo da parte a parte. I suoi compagni più fortunati, invece, sono stato obbligati a posare nudi, per l’obbiettivo dei marines trionfanti, nell’atto – ci si illude solo simulato – di sodomizzarsi a vicenda, in posizioni da orgia omosessuale.

Ma non basta. La ciliegina arriva quando scopriamo che il generale di brigata responsabile della prigione, che rischia ora la corte marziale, ...

... si chiama Janice. Janice Karpinski. Ovvero, una donna. Le immagini che la inchiodano ci sono giunte grazie ad un video, girato probabilmente da qualcuno dei marines stessi, che è poi riuscito a trafugarlo per farlo giungere alla CBS, la rete americana che ne ha messo in onda alcuni spezzoni. Ne abbiamo decine e decine, di sequenze di quel genere – dicono alla CBS - ma ci è parso che un paio di episodi potessero bastare.

Concordo in pieno:

Ora, mentre il generale Kimmit, attuale comandante delle forze militari in Iraq, si è detto ovviamente “esterrefatto” dalla scoperta, si è subito affrettato a far sapere che si tratta di un caso isolato, e che di certo i suoi ragazzi non sono tutti così.

Resterebbero però da spiegare un paio di cose: uno, perchè mai venti marines su venti – tutti quelli in dotazione alla prigione (escluso forse quello che ha trafugato il video) - partecipassero regolarmente ai giochini di società della signora Karpinski, ogni giorno all’ora del thè. Cos’è, si sono presi tutti contemporaneamente un rarissimo virus che si credeva estinto?

Due, che cosa mai viene messo, nella testa dei ragazzi in partenza per l’Iraq, per arrivare ad odiare, disprezzare ed umiliare in quella maniera un’altro essere umano, senza provare – come mostrano le immagini – non solo rimorso, ma nemmeno una lontana ombra di compassione.

E resta poi, a questo punto, da cercare di immaginare che cos’altro stia succedendo, in Iraq, all’insaputa di tutti noi, visto che episodi del genere, contariamente a quanto vorrebbe farci credere il buon Kimmit, non sono quasi mai “casi isolati”, ma piuttosto casi sintomatici, indicativi di uno stato diffuso e difficilmente correggibile: la cosiddetta punta dell’iceberg.

Non dimentichiamo infine, cari “patrioti”, che noi di questi signori siamo ufficialmente i migliori alleati sul campo.

Mi vergogno io per chi ha votato il governo che ci ha portato fino qui, per chi lo ha sostenuto, e soprattutto per chi ancora oggi rinuncia – pensando esclusivamente ai “cazzi suoi” - a protestare davvero, come l’Italia sa benissimo fare, quando lo vuole, affinchè ci si dissoci una volta per tutte – con chiarezza e senza ambiguità - da questa operazione di criminaltà organizzata a livello internazionale.

Lo ha fatto la Spagna, e mica gli hanno tirato la bomba atomica. Anzi, molti li rispettano pure, da quel giorno.

Massimo Mazzucco

Fonte: BBC Londra http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/3672117.stm

Ecco la novità di queste ore: saltano ora fuori, grazie al Daily Mirror di Londra, immagini di soldati di sua maestà britannica (la maiuscola gliela rimetteremo quando sarà intervenuta di persona a regolare la faccenda) ad urinare con disprezzo su un prigioniero iracheno incappucciato.



Tocca a Blair dirsi "allibito", e tocca a noi - sempre di più - dissociarci da questa gente. Noi non siamo fatti così.

http://news.bbc.co.uk/1/hi/uk_politics/3675215.stm

Link articolo originale: qui

Per chi vuol vedere altre immagini consiglio la seguente pagina:
http://www.thememoryhole.org/war/iraqis_tortured/

Per il filmato: Army Probes POW Abuse (su http://www.cbsnews.com)