di Massimo Fini
Si sono mai visti dei terroristi attaccati da decine di carri armati e di aerei 130H Spectre, con bilanci di centinaia di morti? No, non si sono mai visti. Eppure è quanto sta accadendo a Falluja, dove gli americani, dopo settimane di assedio, stanno attaccando e bombardando la città, e anche, sia pure in dimensioni minori, a Najaf. E allora smettiamola di mentire e di mentirci addosso dicendo che quella in Iraq è una lotta al terrorismo internazionale e quindi una legittima conseguenza all’attacco dell’11 settembre.

Quella in Iraq è una guerra a una popolazione che, nella sua maggioranza, sia nella componente sunnita (Falluja) che sciita (Najaf), non ci sta alla ‘liberazione’ americana. E non ci sta per la semplice ragione che è stata enunciata dal nunzio apostolico di Bagdad, che credo nessuno possa accusare di estremismo, anche se la tendenza ormai invalsa in Italia è di annoverare fra i criptoterroristi tutti quelli che sono contrari a questa guerra.
Ha detto il nunzio: «Il fatto è che gli iracheni non vogliono essere occupati da eserciti stranieri». E’ tanto stravagante e bizzarra questa ripulsa? E’ una cosa che può suonar così singolare a noi italiani che nella nostra storia siamo vissuti tante volte sotto il tallone di ferro di eserciti e governi stranieri si trattasse di francesi, spagnoli o tedeschi? Ha detto uno dei guerriglieri di Falluja all’inviato del Corriere della Sera, Claudio Lazzaro, entrato in città con la Croce Rossa: «Gli americani bombardano, ammazzano e poi dicono che ci vogliono insegnare la democrazia. Loro vogliono comandare, ma questa è casa nostra, siamo noi che dobbiamo decidere chi ci rappresenta». Non si sarebbe potuto dir meglio. E c’è anche da aggiungere che mentre il ricatto delle Falangi Verdi, oltre che turpe, è assolutamente inaccettabile — e non va accettato nemmeno nelle forme surrettizie, subdole, all’italiana che invece si van preparando — il merito del loro comunicato è del tutto condivisibile: «Annunciamo a voi e a tutti gli uomini liberi del mondo che la nostra è una causa giusta. Stiamo difendendo la nostra terra, il nostro onore e i nostri sacri valori, mentre le forze del male sono venute da oltre gli oceani per occupare la nostra terra. E’ dunque nostro diritto difendere le nostre terre e questo diritto è contemplato dalle leggi celesti e dalle leggi internazionali». Potrebbero essere, a parte qualche dettaglio, parole di un eroe del nostro Risorgimento. Parole sacrosante.

Massimo Fini
Fonte:Quotidiano.net
29.04.04