Melfi, manganelli sugli operai
La Fiat chiama, la polizia bastona. Ieri mattina le forze dell'ordine hanno caricato i lavoratori dello stabilimento di Melfi - fiore all'occhiello del Lingotto - in lotta da una settimana contro le condizioni di sfruttamento selvaggio a cui l'azienda li costringe, con orari e salari peggiori di quelli praticati negli altri stabilimenti della multinazionale torinese. Sono almeno dieci gli operai feriti e tre i poliziotti. E' la prima volta da decenni che in Italia non si assisteva a una carica di questo genere davanti a una fabbrica. Durissima la reazione della Fiom e della Cgil, dei partiti d'opposizione e dei movimenti e delle organizzazioni che aderiscono al Social forum europeo. Grazie alle cariche, in mattinata due pullman pieni di capetti e crumiri (su 4 mila che si sarebbero dovuti recare al lavoro) sono riusciti a violare il blocco operaio, mentre nel pomeriggio un altro pullman è stato costretto a fare dietrofront. La risposta solidale dei lavoratori, a partire da Mirafiori e dagli altri insediamenti Fiat, è arrivata immediata e spontanea dalle fabbriche del Nord, del Centro e del Sud Italia, mentre per domani la Fiom ha indetto uno sciopero generale di tutto il settore metalmeccanico. Il governo rivendica l'assalto poliziesco di Melfi in nome dell'ordine pubblico da tutelare e si rifiuta di svolgere un ruolo attivo nel conflitto che divide l'azienda dai lavoratori. Il modello Melfi non regge più. Basta una protesta dei lavoratori a determinare il blocco di tutti gli altri stabilimenti. E' la prima volta che lo stabilimento modello rompe in modo così compatto e determinato la pace sociale durata 10 lunghi anni, sotto la minaccia del licenziamento e con una gestione autoritaria e antisindacale a cui la Fiat non sembra disposta a rinunciare, coprendosi dietro l'ennesimo accordo separato con Fim, Uilm e Fismic. Una vicenda che divide i sindacati dei meccanici, mentre nella tarda serata di ieri prendeva corpo l'ipotesi di una mediazione confederale.
http://www.ilmanifesto.it/oggi/art7.html
FIAT MELFI: BERTINOTTI, NO A DIVERSITA' RISPETTO A MIRAFIORI
Roma - "La Fiat deve riconoscere che fare di Melfi un modello di governo assolutistico in cui i lavoratori devono fare tutti i sacrifici è sbagliato. Bisogna fare i conti anche con le esigenze dei lavoratori. In fabbrica c'è una grande unità dei lavoratori su rivendicazioni elementari: a uguale lavoro" deve corrispondere "uguale salario. Non si capisce, infatti, perché a Melfi, facendo lo stesso lavoro, si debbano prendere meno soldi che a Mirafiori e, in più, fare turni disumani. Ecco, contro questa rivendicazione giustissima si è scatenata non solo la Fiat, ma anche le cariche della polizia, del tutto insensatamente". Lo ha detto a Montecitorio il segretario di Rifondazione Comunista, Fausto Bertinotti.
http://www.liberazione.it/notizia.asp?id=2048




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