UE: ALLARGAMENTO; A EST CANTIERI APERTI PER 20 ANNI
(ANSA) - BRUXELLES - '

Attenzione, lavori in corso'. Nei prossimi 20-30 anni, i cantieri per le nuove reti infrastrutturali spunteranno come funghi nei paesi dell'Est che da sabato entreranno nell'Ue.

Anche se parecchio e' stato fatto negli ultimi anni, il panorama che si presenta agli esperti di Bruxelles non e' certo allettante, visto che paesi come Polonia o la Repubblica Ceca hanno costruito la propria economia - inclusa la transizione verso il mercato avviata negli ultimi anni - basandosi sulle vecchie infrastrutture risalenti ai tempi del comunismo.

Gli investimenti necessari per i lavori - soprattutto strade, ferrovie, porti - rappresentano una sfida da far tremare i polsi a chiunque: anche alla Commissione Ue, le cui stime parlano di fondi pari a 90 miliardi di euro per i nuovi dieci paesi candidati.

Una montagna di soldi, da spendere per una lunga serie di iniziative che miglioreranno le comunicazioni sia in lungo e in largo all'interno dell'Est sia fra gli ex paesi comunisti e i Quindici.

Molti dei nuovi progetti fanno parte dei 30 programmi prioritari delle reti transeuropee per il trasporto (Ten) che qualche giorno fa hanno avuto il via libera dall'Europarlamento, e che - precisa la Commissione Ue - saranno per un 20% a carico del capitale privato, mentre per il resto saranno coperti dai bilanci comunitari
e nazionali.

Secondo i conti di Bruxelles, la costruzione delle nuove infrastrutture dovrebbe fra l'altro permettere la riduzione dell'inquinamento ambientale, problema particolarmente rilevante proprio in molti paesi dell'Est.

STRADE, TRENI. Quello delle strade, autostrade e linee ferroviarie e' uno dei capitoli che assorbira' gran parte dei finanziamenti disponibili.
Fra i progetti in cantiere, spiccano nuove autostrade (per esempio la Vienna-Gdansk, la Sofia-Salonicco, che attraversera' la Bulgaria, oppure il collegamento Grecia/Bulgaria-Sofia- Nadiac(Budapest)/Costanza) e nuove linee ferroviarie (Lione-Trieste/ Lubiana-Budapest, Danzica-Varsavia-Brno/Zilina e la linea del Baltico, Helsinki-Tatllin-Riga-Kaunas-Varsavia).

Anche se nessuno contesta la necessita' di nuove strade, la Commissione Ue stara' molto attenta a rafforzare le ferrovie anche al fine di evitare che il trasporto delle merci 'viaggi' ogni giorno di piu' su gomma, con le inevitabli ricadute ambientali.

Nei paesi dell'Europa centrale, oggi circa il 40% del trasporto merci avviene via treno, a fronte di un 14% nei Quindici.

In merito alle 'autostrade del mare', i nuovi stati Ue saranno coinvolti tramite la linea del Mar Baltico, che colleghera' gli Stati membri affacciati su quelle acque con l'Europa centrale e occidentale.

PROBLEMA SICUREZZA. Quello delle autostrade - e soprattutto delle strade - e' sicuramente uno dei problemi centrali per ammodernare le infrastrutture dell'Est, dove negli anni '90 c'e' stata da parte delle famiglie una vera corsa all'auto privata: l'acquisto del mezzo proprio e' infatti aumentato dell'80% in dieci anni, un dato che e' sensibilmente superiore per le nazioni baltiche.

Questo aspetto, assieme a quello dell'imperizia di molti guidatori, ha portato ad un aggravamento della mortalita' degli incidenti stradali nell'area.

All'interno dell'Ue la differenza tra il tasso minimo e massimo della mortalita' per incidenti stradali e' molto alto (fino a 11 volte), e in assoluto i tassi piu' alti si registrano proprio Lettonia e Lituania, seguiti dalla Russia.
L'allargamento dell'Ue portera' quindi a un aumento di tali differenze e a un peggioramento della media europea della mortalita' negli incidenti: e questo sara' uno dei pochi indicatori in cui l'arrivo dei paesi dell'Est si tradurra' per l'Ue nel suo insieme in qualcosa di peggio rispetto alla situazione pre-allargamento.
(ANSA). RIG
30/04/2004 14:07



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