All’attenzione della Gentile Signora Francesca Caprini





e, per conoscenza, al:



- Direttore de “L’Unità”

- Direttivo dei Democratici di Sinistra – Sezione di Nettuno

- agenzie e organi di stampa nazionali







Prot./n.: L09/04/Dipstoria Nettuno, 2 maggio 2004







Oggetto: precisazioni e rettifiche su quanto scritto su “L’Unità”



Gentile Sig.ra Francesca Caprini,

in merito al Vostro articolo comparso su “L’Unità” il 28 aprile scorso dal titolo Nettuno celebra i Caduti della Repubblica di Salò, sono spiacente di segnalarVi un grossolano errore che, ammettendo la Vostra buona fede, compare inavvertitamente in esso, frutto, evidentemente, di una ignoranza di fondo. Ignoranza nel senso almirantiano del termine, ossia da “ignorare”.

Verso la fine di esso si afferma che mio padre sarebbe niente meno che “un reduce della Decima Flottiglia Mass – l’organizzazione militare della Repubblica di Salò”, artefice della traslazione dal Cimitero del Verano di “sei suoi compagni”.

A parte il fatto che l’unità in cui avrebbe militato mio padre si scrive MAS e non “Mass” – sembra l’abbreviazione di mass…oneria – a parte il fatto che i caduti traslati nel Sacrario sono sette e non sei, a parte il fatto che se così fosse quei caduti sarebbero “suoi camerati” e non “suoi compagni”, sono spiacente di comunicarVi che mio padre non è “un reduce” per il semplice fatto che è nato nel 1946.

Mi dispiace perchè so che questa rivelazione provocherebbe, se diffusa, un terremoto nelle coscienze di chi scambia il Vostro giornale per il Santo Vangelo, anche se in verità, lo ammetto, questi sono sempre di meno e, almeno sembra, l’autorità di Sacro Testo è attribuita ultimamente solo all’edizione domenicale.

Penso che grazie alla Vostra opera di “evangelizzazione” mio padre ormai sarà sempre “un reduce della Decima Flottiglia Mass [sic!]” e neanche l’esibizione del suo certificato anagrafico potrà convincere gli “evangelizzati” de “L’Unità” del contrario. Sicuramente, diranno, è un certificato falso, opera dei revisionisti “nazifascisti”.

Capisco il Vostro benevolo intento, come può un giovane laureato essere interessato alla storia della RSI? Essere un revisionista delle tesi della vulgata antifascista consolidate da cinquant’anni di predicazione marxista? Come può questo ragazzo non essere come i suoi “compagni” che – invece di perdere tempo con queste nostalgiche apologie di fascismo (come sono state sapientemente definite dalla classe proletaria della Sezione di Nettuno dei DS) – si “fanno le canne” in quei meravigliosi “laboratori culturali” che sono i centri sociali?

Il “male” deve essere alla radice, deve essere nell’educazione di base! Questo ragazzo deve essere sfuggito all’evangelizzazione del PCI! Certamente deve essere figlio di un fascista!

E il cerchio, secondo Voi, si chiude…

Ma purtroppo mio padre non è come Voi dite, anzi non la pensa assolutamente come me e l’unica tessera che ha in tasca è quella del Milan Club “Franco Baresi” di Nettuno di cui è il Presidente.

Lo so. Lo so. In questo impegno borghese dalla “puzza berlusconiana” potrebbe essere celata una sua militanza “nazifascista”. Infatti, non era il rosso-nero il colore che compariva sugli scudetti dei quei “tagliagole” delle Brigate Nere? Non era Franco il cognome di quel feroce dittatore reazionario spagnolo?

Ma c’è di più e questo Voi non lo sapete. Infatti, Voi e i compagni di Nettuno, stranamente, non avete nemmeno visto ciò per cui avete scritto tanto e tanto ha stimolato la Vostra fervida fantasia: l’Albo d’Oro. Sbirciando nell’Albo d’Oro dei Caduti e Dispersi della RSI, rimanga un segreto tra noi, vi compaiono i nomi di un certo Bares assassinato dai partigiani a Roncade il 10 maggio 1945 e di un certo Baressi assassinato dai partigiani a Dignano l’11 maggio 1945. Entrambi uccisi a guerra finita, ma non è necessario farlo sapere…

E visto che nella Vostra immensa cultura militare, MAS è divenuto “Mass”, che ci vuole a fare diventare Bares e Baressi in “Baresi”.

Quanti spunti per il Vostro prossimo articolo su mio padre, vero?



Infine, mi permetto di informarVi di una notizia degna dell’OVRA: sugli elenchi telefonici della Telecom compaiono i nomi di noti fascisti! E chi sa se un controllo incrociato con i caduti contenuti nell’Albo d’Oro non venga fuori un’inquietante relazione tra i due elenchi? Che sia in atto un golpe?



Non pretendo un Vostro ringraziamento, ma almeno la prossima volta che la mia famiglia avrà l’onore di essere citata sul Vangelo Vi pregherei di contattarmi. Almeno risparmiereste le brutte figure che in teologia sono un vero e proprio bùmerang.

Mettendomi a Vostra più completa disposizione per ogni informazione che desidererete, Vi i invio distinti saluti.