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  1. #1
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    Arrow Riflessioni sulla scuola e sul lavoro.

    Ho sentito criticare da alcuni camerati le parole di Tremonti sulla mobilità del lavoro dicendo che bisogna “mettersi in gioco”, che il posto di lavoro sicuro è in qualche modo un qualcosa “da comunisti”. Ma, detto fra noi, da quando in qua si crede all’equazione liberismo=meritocrazia? Pensavo che concordassimo tutti nel dire che il capitalismo è da biasimare non perché produce disuguaglianze, ma perché favorisce l'ascesa di tipi umani inferiori.

    Non capisco perché bisogna dividersi tra social-statalisti che “i privati evadono”, e liberal-liberisti che “l’impiego pubblico è parassitario”, dato che sono ambedue affermazioni abbastanza fondate. Ha ragione Brunetta a bacchettare il pubblico e i sindacati, e ha ragione Tremonti a dire che la mobilità cotanto elogiata dai global (mondialisti, o no?) non permette di programmare un futuro, e quindi di costruire una famiglia, colonna portante della società. Mi si potrebbe obbiettare che quella della famiglia non è solo una mera questione economica, ma di mentalità, e risponderei: "anche".
    Cogliere le contraddizioni e le sfumature dell’occidente progressista, liberal-democratico, e mondialista, ed essere bilanciati nei giudizi, è importante (non parlo cosi per fare il rivoluzzzionario da due soldi, ma fatemi chiamare per una buona volta le cose con il loro nome).

    All'origine del caos in cui si trova la scuola e il mondo del lavoro (ma ora mi soffermo sulla scuola) ci sono sempre loro, i comunisti, ex-comunisti e mai-stati-comunisti(a braccetto con la mentalità consumista materialista dei loro dubbi 'nemici' liberal-borghesi).

    La riforma Berlinguer e il '68 in particolare hanno trasformato la scuola, il tempio del sapere:

    - In una marcia roccaforte postcomunista, consegnando l'egemonia culturale italiana definitivamente e saldamente nelle mani della più viscida sinistra.
    - In una fabbrica di generosi stipendi per sporchi parassiti statali, che costruiscono ad hoc un indefinito numero di corsi utili solo ad assicurargli gli stipendi.
    - In una fabbrica di titoli di laurea inutili e di laureati inutili; e poi ci sono "lavori che noi italiani non vogliamo più fare" (ma questa è un'altra storia), e pluri-laureati che fanno i commessi.
    - In un mercato che vende un prodotto di consumo di massa, l'obbiettivo non è elevare l'uomo, l'obbiettivo è vendere a più consumatori possibili una conoscenza che spesso non serve realmente alla società, all'individuo, a nessuno, se non agli schifosi baronetti che la vendono.

    La selezione, la gerarchia e il merito delle scuole della gloriosa riforma Gentile, volte realmente ad elevare l'uomo e a formare una efficiente classe dirigente sono stati affossati dall'odierna scuola di massa.
    Gli stessi uomini che scelsero l'antifascismo, e quelli che ricostruirono l'Italia dopo la guerra, con tutti i loro difetti, erano cresciuti nelle scuole fasciste ed erano persone competenti. Chi si trova a gestire compiti importanti oggi invece, si è formato nelle scuole post-sessantottine del sei politico.

    Ma che ci volete fare, la scuola è un "diritto di tutti". Come il sogno americano è alla portata di tutti. Il risultato: ancora sovversione, pioggia sul bagnato, la plebe al potere, e i migliori... dove sono?
    Ultima modifica di Orco Bisorco; 20-10-09 alle 02:31

  2. #2
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    Predefinito Rif: Riflessioni sulla scuola e sul lavoro.

    Praticamente è un commento al 3D sulle dichiarazioni di Tremonti, ma avevo voglia di fare un discorso più ampio.

  3. #3
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    Thumbs up Rif: Riflessioni sulla scuola e sul lavoro.

    Complimenti per l'articolo, è bello e lo condivido.
    Forse un po' di fissazione con il comunismo, se proprio bisogna essere critici, ma coglie esattamente il punto.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Riflessioni sulla scuola e sul lavoro.

    ecco, il problema è proprio quello, che la scuola è un diritto di tutti. non dovrebbe esserlo.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Riflessioni sulla scuola e sul lavoro.

    Citazione Originariamente Scritto da Angelus Mortis Visualizza Messaggio
    Ho sentito criticare da alcuni camerati le parole di Tremonti sulla mobilità del lavoro dicendo che bisogna “mettersi in gioco”, che il posto di lavoro sicuro è in qualche modo un qualcosa “da comunisti”. Ma, detto fra noi, da quando in qua si crede all’equazione liberismo=meritocrazia? Pensavo che concordassimo tutti nel dire che il capitalismo è da biasimare non perché produce disuguaglianze, ma perché favorisce l'ascesa di tipi umani inferiori.
    Sostanzialmente sono d'accordo con te.
    Il concetto moderna di 'meritocrazia', che è una meritocrazia mercantile ed affaristica, è un concetto spurio ed incompleto.
    Ma credo che anche tu sarai d'accordo con me quando dico che l'idea che un titolo di studio dia diritto ad un posto di lavoro non ha proprio nulla a che vedere con una retta meritocrazia.

    Non capisco perché bisogna dividersi tra social-statalisti che “i privati evadono”, e liberal-liberisti che “l’impiego pubblico è parassitario”, dato che sono ambedue affermazioni abbastanza fondate. Ha ragione Brunetta a bacchettare il pubblico e i sindacati, e ha ragione Tremonti a dire che la mobilità cotanto elogiata dai global (mondialisti, o no?) non permette di programmare un futuro, e quindi di costruire una famiglia, colonna portante della società. Mi si potrebbe obbiettare che quella della famiglia non è solo una mera questione economica, ma di mentalità, e risponderei: "anche".
    Cogliere le contraddizioni e le sfumature dell’occidente progressista, liberal-democratico, e mondialista, ed essere bilanciati nei giudizi, è importante (non parlo cosi per fare il rivoluzzzionario da due soldi, ma fatemi chiamare per una buona volta le cose con il loro nome).
    D'accordo con te.

    All'origine del caos in cui si trova la scuola e il mondo del lavoro (ma ora mi soffermo sulla scuola) ci sono sempre loro, i comunisti, ex-comunisti e mai-stati-comunisti(a braccetto con la mentalità consumista materialista dei loro dubbi 'nemici' liberal-borghesi).

    La riforma Berlinguer e il '68 in particolare hanno trasformato la scuola, il tempio del sapere:

    - In una marcia roccaforte postcomunista, consegnando l'egemonia culturale italiana definitivamente e saldamente nelle mani della più viscida sinistra.
    - In una fabbrica di generosi stipendi per sporchi parassiti statali, che costruiscono ad hoc un indefinito numero di corsi utili solo ad assicurargli gli stipendi.
    - In una fabbrica di titoli di laurea inutili e di laureati inutili; e poi ci sono "lavori che noi italiani non vogliamo più fare" (ma questa è un'altra storia), e pluri-laureati che fanno i commessi.
    - In un mercato che vende un prodotto di consumo di massa, l'obbiettivo non è elevare l'uomo, l'obbiettivo è vendere a più consumatori possibili una conoscenza che spesso non serve realmente alla società, all'individuo, a nessuno, se non agli schifosi baronetti che la vendono.

    La selezione, la gerarchia e il merito delle scuole della gloriosa riforma Gentile, volte realmente ad elevare l'uomo e a formare una efficiente classe dirigente sono stati affossati dall'odierna scuola di massa.
    Gli stessi uomini che scelsero l'antifascismo, e quelli che ricostruirono l'Italia dopo la guerra, con tutti i loro difetti, erano cresciuti nelle scuole fasciste ed erano persone competenti. Chi si trova a gestire compiti importanti oggi invece, si è formato nelle scuole post-sessantottine del sei politico.

    Ma che ci volete fare, la scuola è un "diritto di tutti". Come il sogno americano è alla portata di tutti. Il risultato: ancora sovversione, pioggia sul bagnato, la plebe al potere, e i migliori... dove sono?

    Anche qui, mi trovo pienamente d'accordo.
    Sottoscrivo le tue parole.
    Mi permetto di aggiungere a corollario l'esempio che faccio sempre (tu hai parlato principalmente di università, ma il discorso vale anche per le scuole), quello del professore di liceo, che fino agli anni sessanta era una figura rispettata, dotata di un suo prestigio sociale, e soprattutto culturalmente solida, per quanto non priva di tratti rigidi, mentre oggi è solo un impiegato statale, tutt'al più con qualche velleità da intellettuale di sinistra (salvo rare e preziose eccezioni, ne ho conosciute varie nei miei anni di scuola).
    L'arte di essere P.A.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Riflessioni sulla scuola e sul lavoro.

    Citazione Originariamente Scritto da JnanaTapas Visualizza Messaggio
    Complimenti per l'articolo, è bello e lo condivido.
    Forse un po' di fissazione con il comunismo, se proprio bisogna essere critici, ma coglie esattamente il punto.
    Fissazione col comunismo?
    Stiamo parlando di scuola, università, sessantotto.
    Non mi pare proprio una 'fissazione'.
    L'arte di essere P.A.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Riflessioni sulla scuola e sul lavoro.

    Citazione Originariamente Scritto da Pieralvise Visualizza Messaggio
    Fissazione col comunismo?
    Stiamo parlando di scuola, università, sessantotto.
    Non mi pare proprio una 'fissazione'.
    Sì, ma se fosse quello il male, vista la situazione attuale dell'estrema sinistra lo avremmo già risolto. Poi diciamo che la mentalità sessantottina non è solo dei comunisti, anzi spesso non gli appartiene per niente. Giuliano Ferrara è un sessantottino ad esempio. :-)

  8. #8
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    Predefinito Rif: Riflessioni sulla scuola e sul lavoro.

    Citazione Originariamente Scritto da Angelus Mortis Visualizza Messaggio
    il capitalismo è da biasimare non perché produce disuguaglianze, ma perché favorisce l'ascesa di tipi umani inferiori.
    ecco, in virtù di questo allora mi dovreste spiegare perchè simpatizzate per soggetti politici come berlusconi e la lega nord.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Riflessioni sulla scuola e sul lavoro.

    Citazione Originariamente Scritto da Bonnot Visualizza Messaggio
    ecco, in virtù di questo allora mi dovreste spiegare perchè simpatizzate per soggetti politici come berlusconi e la lega nord.
    Perchè fanno un pò meno schifo di tutti quanti gli altri. Qualcosa di positivo e di efficiente si comincia a intravvedere ( ricostruzione in Abruzzo; prime marce indietro nella scuola, sulle tracce gentiliane; diminuzione degli sbarchi e rimpatri conseguenti, al punto di provocare proteste di ONU e UE; prolungamento dell'indennità di disoccupazione e incremento della cassa integrazione. Tutto ciò in una fase di crisi mondiale che non penso sia da attribuirsi a Berlusconi o alla Lega.
    Significa stare con i piedi per terra, così come ci insegnò il Duce che, partito repubblicano si accordò con la monarchia; partito mangiapreti generò il concordato : dal disprezzo delle "dottrine d'oltralpe" passò all'alleanza col baffetto quando questi aveva occupato tutta Europa ed era al massimo della potenza.
    Ammenocchè non vogliate bollare il Duce come traditore
    Ultima modifica di globulonero; 20-10-09 alle 10:17
    Non ti curar di lor, ma passa e sputa

  10. #10
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    Predefinito Rif: Riflessioni sulla scuola e sul lavoro.

    Citazione Originariamente Scritto da globulonero Visualizza Messaggio
    Perchè fanno un pò meno schifo di tutti quanti gli altri. Qualcosa di positivo e di efficiente si comincia a intravvedere ( ricostruzione in Abruzzo; prime marce indietro nella scuola, sulle tracce gentiliane; diminuzione degli sbarchi e rimpatri conseguenti, al punto di provocare proteste di ONU e UE; prolungamento dell'indennità di disoccupazione e incremento della cassa integrazione. Tutto ciò in una fase di crisi mondiale che non penso sia da attribuirsi a Berlusconi o alla Lega.
    Significa stare con i piedi per terra, così come ci insegnò il Duce che, partito repubblicano si accordò con la monarchia; partito mangiapreti generò il concordato : dal disprezzo delle "dottrine d'oltralpe" passò all'alleanza col baffetto quando questi aveva occupato tutta Europa ed era al massimo della potenza.
    Ammenocchè non vogliate bollare il Duce come traditore
    si, ma il duscie un sistema l'aveva creato, i partiti per cui voi simpatizzate continuano ad essere referenti di un sistema socio-economico che non ha nulla da spartire con la destra radicale e i suoi pensatori.

 

 
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