BERLUSCONI: DOLORE PER TORTURE MA MISSIONE VA AVANTI
''Siamo addolorati e impressionati per quello che e' emerso, non crediamo tuttavia che questo non cambi il senso della nostra missione umanitaria in Iraq'': lo ha affermato Silvio Berlusconi rispondendo ad una domanda sulle torture inflitte ai prigionieri iracheni. Silvio Berlusconi ribadisce che la ''missione umanitaria in Iraq'' andra' avanti, e ha sottolineato come ''anche questa azione avviene in ambito Onu''. Come stabilito, poi, il 30 giugno avverra' ''il passaggio di sovranita' alla compagine governativa scelta dall'Onu''. ''Se dovessimo decidere un giorno, e non sara' cosi', di lasciare l'Iraq ritirandoci in un isolamento tutto italiano - ha affermato Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa con il premier Raffarin - allora dovremmo fare la stessa cosa con l'Afghanistan, il Kosovo, la Bosnia e le altre parti del mondo''. ''L'Italia - ha ribadito Berlusconi - ha l'onore e l'orgoglio di essere il terzo paese impegnato in azioni di peace keeping''. ''Anche questa azione - ha sottolineato il presidente del Consiglio - avviene in ambito Onu, in base alla Risoluzione 1511 che invita tutti i paesi a dare il loro contributo per il periodo di passaggio alla democrazia''. Berlusconi ha quindi rilanciato l'idea di una conferenza internazionale ''per far succedere in Iraq cio' che gia' e' successo in Afghanistan''. Il premier ha detto di averne parlato anche oggi con Raffarin. ''Mi sembra che Raffarin - ha detto - abbia risposto con una apertura''.




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