PACIFISTI O NO, MA TUTTI FIERI DI ESSERE ITALIANI (CORSERA)
Sondaggio del quotidiano: Pacifismo non cancella senso di Patria

Cresce l'italianità, aumenta la fiducia nelle forze armate ma molti cittadini continuano a definirsi 'pacifisti'. E, seppure con percentuali più ridotte rispetto a qualche mese fa, gli oppositori del conflitto iracheno e della presenza delle truppe italiane, sono ancora numerosi. Sono i dati che emergono da un sondaggio che appare oggi sul 'Corriere della Sera' e dedicato ai temi dell'italianità e del pacifismo.

Secondo la rilevazione del quotidiano milanese, non c'è incompatibilità tra le due condizioni. Anzi: l''indice' di italianità tra i 501 interpellati è "alto" per il 30%, è "medio" per il 39% ed è "nullo" per il 31%. Quanto, invece, al sentirsi 'pacifisti', il 36% degli intervistati dice di avere un grado "medio" di pacifismo, il 23% "alto"; il 21 "nullo".

"Il pacifismo non cancella l'italianità", osserva il Corsera, che poi dà conto delle Istituzioni di cui ci si fida di più. Tra tutte si attestano le forze dell'ordine, apprezzate dall' 81% del campione; segue il presidente della Repubblica con il 77% e l'Esercito con il 75%.

Quanto invece alla presenza militare italiana a Bagdad, resta alto, seppure il leggera contrazione, il dato di chi dice 'via dall'Iraq'. Nell'ottobre del 2003 i contrari alla presenza delle truppe italiane erano il 53%, mentre oggi sono il 47%; nello steso periodo chi era favorevole si attestava sul 40% oggi è il 43%.

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