La corsa alla Casa Bianca sarà decisa dall'evangelismo fondamentalista. Ecco la buona notizia per la doppia paternità di Bush.
di John Sutherland

La parola "fundagelism" non è mai apparsa sulle colonne di questo giornale. Tale termine è comunque comune nella blogosfera – quel ciberforum che attualmente contiene le più interessanti discussioni politiche. Si tratta di un incrocio del composto "fundamentalist evangelism", ancor più difficile da pronunciare.
George W Bush è un fondagelico. Suo padre no. George H Bush (non celebre per le sue doti intellettuali) pronunciò la sua più memorabile battuta mentre camminava in una stanza piena di fondagelici: "Caspita! Qui sono l'unico che è stato generato una volta sola".
Suo figlio invece è realmente nato due volte, da due padri. E i due genitori non sono affatto uguali agli occhi del figlio. Il giornalista Bob Woodward chiese all'attuale presidente se si fosse mai rivolto all'ex-presidente per un aiuto. "Veramente, no" rispose Bush Jr: "Lui è il padre sbagliato per chiedergli aiuto. Il padre sbagliato da cui andare, a cui chiedere in termini di forza. C'è un padre più alto al quale mi appello".



Si stima che vi siano 90 milioni di cristiani evangelici negli Stati Uniti. Se riuscissero a mobilizzarli, rappresenterebbero una fondazione solida come la pietra per la vittoria repubblicana di novembre.

Naturalmente, non tutti gli evangelici americani sono fondagelici, così come non tutti i musulmani sono estremisti islamici. Ma anche gli evangelici più freddini (così come gli islamici) voteranno con più probabilità per chi li rappresenta – anche se è un estremista – più che votare per l'opposizione.

A che cosa si oppongono istintivamente i fondagelici? Matrimonio tra gay, aborto, controllo delle armi, tasse, ONU (e all'attuale candidato alla nomina di anti-Cristo, Kofi Annan), ritiro dall'Iraq, Michael Moore, seno di sinistra di Janet Jackson.

In che cosa credono? Ai valori cristiani e ad un futuro come predetto nel Libro della Rivelazione. Secondo un sondaggio del Time Magazine (che a fatica può essere creduto ma che sembra corretto) il 59% degli americani crede all'avverarsi delle profezie di San Giovanni – e probabilmente durante la loro vita. Novembre potrebbe dunque essere un'opportunità finale per votare il candidato preferito da Dio. L'Iraq (l'antica Babilonia) acquista un valore centrale nella visione fondagelica delle cose, così come l'Estasi, e l'imminente conversione in massa degli Ebrei (che diventerebbero fondagelici-sionisti).

La Casa Bianca è stata recentemente accusata di inveire (via Nasa) contro il film The Day After Tomorrow (nelle sale dal 28 maggio) in quanto racconta un'apolicasse sbagliata. Quella, cioè, causata dal riscaldamento globale fatto dall'uomo, invece che dalla collera incandescente di Dio contro i peccatori. L'apocalisse descritta nei libri Left Behind di Tim LaHaye è, crediamo, la versione corretta approvata dal governo americano.

Il Fondagelismo rappresenta una serie di problemi per il partito democratico che si accinge alla prossima campagna elettorale. John Kerry è un cattolico. Ex-chierichetto, Kerry è (con irritazione dei vescovi cattolici) a favore dei diritti sulla riproduzione delle donne. La scorsa settimana, la Naral Pro-Choice America, la lobby più importante nel paese per l'aborto legale, ha abbracciato la candidatura di Kerry.

Il cosiddetto Kerry. Fino ad un paio d'anni fa, il candidato di testa dei democratici si assumeva che fosse un irlandese di Boston come la contea omonima. Un giornalista detective scoprì che suo nonno era, invece, un cecoslovacco di nome Fritz Kohn, che cambiò in seguito il nome. Kerry perse i parenti nell'olocausto. Tutti sanno che Kerry fu un eroe decorato di guerra che, come Siegfried Sassoon, gettò le sue medaglie in disprezzo a quella che vedeva in quel momento come una futile guerra coloniale.

Si è mai visto un candidato alle presidenza più triangolato? Cattolico per scelta, ebreo-irlandese, guerriero-pacifista? In qualunque contesto razionale, sono tutte cose che potrebbero rappresentare un vantaggio per l'elettorato. Ma con il fondagelismo che fa progetti grandiosi, Kerry farà flop al 110%.

Lo scorso giovedì, la rete PBS americana ha trasmesso un programma dal titolo "Il Fattore Gesù". Esso ha fornito (ai Democratici, ma, lasciatemi dire, a tutti i democratici) una visone delle cose deprimente. L'America, suggeriva il programma, desidera ardentemente una cosa sola: la certezza. Qualunque certezza. Lo chiede supplicando il fondagelismo.

Dio salvi l'America è tutto quello che posso dire.
Monday May 3, 2004

Fonte: The Guardian