Che si prova di fronte alle rivelazioni sulla tortura praticata quasi sistematicamente dai soldati americani nei confronti di prigionieri inermi? Indignazione, ribrezzo. Forse.
A me mette un profondo disagio, una tristezza infinita.
Come tutti quelli di sinistra sono sempre stata ipercritica nei confronti degli USA. Ora mi accorgo che questo atteggiamento era il prodotto dell’inconfessata ammirazione per quel paese che consideravo una grande democrazia, la carta di identità di noi occidentali, la bella copia della nostra civiltà che può aspirare a grandi traguardi in ogni settore praticando l’assoluto rispetto dei valori umani, dell’uomo in quanto persona. Ogni uomo in quanto essere umano ha diritto al rispetto della sua integrità fisica e della sua dignità.
Noi europei abbiamo sempre guardato al mito americano, quello di un paese dal breve passato che ha costruito la prima democrazia della storia coi suoi pesi e contrappesi. Per contro, noi custodiamo il peso di un passato infame di eccidi, genocidi, colonialismo da far dimenticare, dal quale riscattarci.
Succede che ora dovremmo prendere a modello un paese di cui, importanti istituzioni , come il suo esercito, hanno subito una grave mutazione genetica.
Ditemi , in che cosa l’esercito americano in Iraq o in Afganistan differisce da quello nazista a Varsavia o a Stalingrado?
E’ il passato che ritorna , che si prende la sua rivincita.
Ci dicono che i 25 morti per tortura sarebbero la punta dell’iceberg. Alcuni video ci hanno mostrato che i soldati uccidono avversari feriti, quasi come si fa con mosche fastidiose. Questa macchina da guerra è costituita anche da uomini e donne che sguazzano nel degrado con allegria, incoscienza.
Mi ribatterete che non è la regola. E che sappiamo di quei contractor, mercenari assunti per combattere e interrogare prigionieri, pagati a cottimo e arruolati senza guardare troppo per il sottile per fornire tangibili risultati? E’ morale condurre una guerra di liberazione con mercenari ?
Mi accorgo che tutta la vis polemica che nutrivo nei confronti dell’America sta scomparendo.
L’America, come l’India, l’Arabia , le Filippine, il Sudan ha maturato una sua specifica civiltà, forse attraverso momenti storici di cui non sappiamo o di cui abbiamo percepito solo superficialmente il grande potere plastico di modellamento delle menti.
Non ci rimane che incasellarli come altro da noi.




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