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Discussione: America, America.....

  1. #1
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    Predefinito America, America.....

    Che si prova di fronte alle rivelazioni sulla tortura praticata quasi sistematicamente dai soldati americani nei confronti di prigionieri inermi? Indignazione, ribrezzo. Forse.
    A me mette un profondo disagio, una tristezza infinita.
    Come tutti quelli di sinistra sono sempre stata ipercritica nei confronti degli USA. Ora mi accorgo che questo atteggiamento era il prodotto dell’inconfessata ammirazione per quel paese che consideravo una grande democrazia, la carta di identità di noi occidentali, la bella copia della nostra civiltà che può aspirare a grandi traguardi in ogni settore praticando l’assoluto rispetto dei valori umani, dell’uomo in quanto persona. Ogni uomo in quanto essere umano ha diritto al rispetto della sua integrità fisica e della sua dignità.

    Noi europei abbiamo sempre guardato al mito americano, quello di un paese dal breve passato che ha costruito la prima democrazia della storia coi suoi pesi e contrappesi. Per contro, noi custodiamo il peso di un passato infame di eccidi, genocidi, colonialismo da far dimenticare, dal quale riscattarci.
    Succede che ora dovremmo prendere a modello un paese di cui, importanti istituzioni , come il suo esercito, hanno subito una grave mutazione genetica.
    Ditemi , in che cosa l’esercito americano in Iraq o in Afganistan differisce da quello nazista a Varsavia o a Stalingrado?
    E’ il passato che ritorna , che si prende la sua rivincita.
    Ci dicono che i 25 morti per tortura sarebbero la punta dell’iceberg. Alcuni video ci hanno mostrato che i soldati uccidono avversari feriti, quasi come si fa con mosche fastidiose. Questa macchina da guerra è costituita anche da uomini e donne che sguazzano nel degrado con allegria, incoscienza.
    Mi ribatterete che non è la regola. E che sappiamo di quei contractor, mercenari assunti per combattere e interrogare prigionieri, pagati a cottimo e arruolati senza guardare troppo per il sottile per fornire tangibili risultati? E’ morale condurre una guerra di liberazione con mercenari ?

    Mi accorgo che tutta la vis polemica che nutrivo nei confronti dell’America sta scomparendo.
    L’America, come l’India, l’Arabia , le Filippine, il Sudan ha maturato una sua specifica civiltà, forse attraverso momenti storici di cui non sappiamo o di cui abbiamo percepito solo superficialmente il grande potere plastico di modellamento delle menti.

    Non ci rimane che incasellarli come altro da noi.
    mr

  2. #2
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    Predefinito Re: America, America.....

    In Origine Postato da mariarita
    Che si prova di fronte alle rivelazioni sulla tortura praticata quasi sistematicamente dai soldati americani nei confronti di prigionieri inermi? Indignazione, ribrezzo. Forse.
    A me mette un profondo disagio, una tristezza infinita.
    Come tutti quelli di sinistra sono sempre stata ipercritica nei confronti degli USA. Ora mi accorgo che questo atteggiamento era il prodotto dell’inconfessata ammirazione per quel paese che consideravo una grande democrazia, la carta di identità di noi occidentali, la bella copia della nostra civiltà che può aspirare a grandi traguardi in ogni settore praticando l’assoluto rispetto dei valori umani, dell’uomo in quanto persona. Ogni uomo in quanto essere umano ha diritto al rispetto della sua integrità fisica e della sua dignità.

    Noi europei abbiamo sempre guardato al mito americano, quello di un paese dal breve passato che ha costruito la prima democrazia della storia coi suoi pesi e contrappesi. Per contro, noi custodiamo il peso di un passato infame di eccidi, genocidi, colonialismo da far dimenticare, dal quale riscattarci.
    Succede che ora dovremmo prendere a modello un paese di cui, importanti istituzioni , come il suo esercito, hanno subito una grave mutazione genetica.
    Ditemi , in che cosa l’esercito americano in Iraq o in Afganistan differisce da quello nazista a Varsavia o a Stalingrado?
    E’ il passato che ritorna , che si prende la sua rivincita.
    Ci dicono che i 25 morti per tortura sarebbero la punta dell’iceberg. Alcuni video ci hanno mostrato che i soldati uccidono avversari feriti, quasi come si fa con mosche fastidiose. Questa macchina da guerra è costituita anche da uomini e donne che sguazzano nel degrado con allegria, incoscienza.
    Mi ribatterete che non è la regola. E che sappiamo di quei contractor, mercenari assunti per combattere e interrogare prigionieri, pagati a cottimo e arruolati senza guardare troppo per il sottile per fornire tangibili risultati? E’ morale condurre una guerra di liberazione con mercenari ?

    Mi accorgo che tutta la vis polemica che nutrivo nei confronti dell’America sta scomparendo.
    L’America, come l’India, l’Arabia , le Filippine, il Sudan ha maturato una sua specifica civiltà, forse attraverso momenti storici di cui non sappiamo o di cui abbiamo percepito solo superficialmente il grande potere plastico di modellamento delle menti.

    Non ci rimane che incasellarli come altro da noi.
    TU LA DEVI SMETTERE DI DROGARTI

  3. #3
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    Predefinito Re: Re: America, America.....

    In Origine Postato da Luca_liberale
    TU LA DEVI SMETTERE DI DROGARTI
    La verità fa male eh

    il tuo bel mito americano finito nella merda

  4. #4
    Israele= Paese terrorista
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    Mariarita Mariarita, ma cosa sta scrivendo, ma da dove ha preso ste ca__ate?
    Ma quando parla che Noi euoripie abbiamo sempre guardato al mito americano fa come Berlusconi quando ha portato il sostegno del popolo Italiano agli invasori Iracheni, ma parli per se, ma chi ha mai guardato all'america come un mito?
    C'erano bisogno delle torture in Iraq per scoprire chi sono gli USA, ovvero un paese di M___A che per soldi farebe qualsiasi cosa, ucciderebbe qualsiasi persona, ma si legga un po di storia di quel paese, ma quella vera invece di venire sul forum a scrivere cretinate alla Mr Hyde o alla Amati75.

  5. #5
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    Davanti Abu Ghraib file di padri, sorelle, mogli, madri imploranti

    «Restituiteci i nostri cari»

    Il racconto dal carcere dello scandalo: mosche, caldo, neppure una tettoia. Solo filo spinato

    Dal nostro inviato


    Centinaia di donne aspettano fuori dal carcere di Abu Ghraib per avere notizie dei parenti incarcerati (Ap)
    ABU GHRAIB - Mosche, caldo, neppure una tettoia contro il sole o la pioggia. Non una panca. Solo filo spinato, ordini urlati in una lingua sconosciuta da dietro le casematte irte di mitragliatrici e protette da barriere grigioverde di sacchetti di sabbia. E dietro il muro un figlio che è svanito nel nulla. Tante settimane fa.
    Alì Hussein Al Eghadi non le conta più. «E' sparito negli ultimi giorni del Ramadan, era novembre», dice. Più o meno come descrive i suoi anni. Non li conta. «Sono nato nel 1937. Mio figlio Jafar è del 1976. Fate voi il calcolo», sussurra con la lingua riarsa.
    Prigionieri torturati clicca su una foto

    Le sue paure ora sono altre. «Alla televisione fanno vedere quelle immagini vergognose. Sono terrorizzato. Al Jazira ieri annunciava che qualche prigioniero potrebbe essere morto. Ma io non so. Non so nulla. La cosa più terribile è non sapere, questa incertezza assoluta». Così da novembre, almeno cinque volte la settimana, Alì prende un taxi scalcagnato nel centro di Bagdad e percorre la ventina di chilometri per venire al carcere di Abu Ghraib.
    Attende, fa un segno ai soldati. Qualche volta gli sorridono, ma per lo più lo ignorano. Un paio di mattine sono venuti brandendo i mitra e l'hanno spinto via. «Ma io cosa facevo? Niente, cercavo solo di capire dove sta mio figlio». Anche oggi se ne tornerà a casa con un pugno di mosche.

    Ecco la porta principale del terribile carcere di Abu Ghraib. Un anno fa era il cuore della macchina repressiva di Saddam Hussein. Dietro queste mura calcinate dal sole, le torrette di guardia, i cortili, che erano campi di fango d'inverno e deserti di polvere sporca d'estate, si consumavano giorno dopo giorno i crimini della dittatura. Sembra che in un trentennio oltre 9.000 prigionieri, per lo più oppositori politici, siano stati fucilati o impiccati dopo torture indicibili. Ed è davvero un paradosso che proprio Abu Ghraib si stia trasformando nel baratro della vergogna americana a un anno dalla «liberazione». Una volta ci venivano timorose e spaventate le famiglie delle vittime della dittatura. Ieri le stesse file di gente, gli stessi occhi imploranti, padri, sorelle, mogli, madri: tutti in attesa, tutti alla mercè di un segnale, una speranza.

    «E' come prima. Anzi peggio di prima», dice Aliah Mahmud, 60 anni, di Mosul. Il 23 settembre le squadre speciali della celebre Brigata 101 americana (la stessa che ha dato la caccia a Saddam Hussein) irrompevano in casa loro alle 2 di notte e arrestavano suo marito Salah (60 anni), e i tre figli, Mohammad (19), Omar (21) e Shahin (24). Lei non cerca neppure di nascondere che suo marito era un attivista del partito Ba'ath locale. «Si occupava dell'amministrazione ed era stato poliziotto», racconta. Da allora il silenzio. «Nessuno mi ha mai dato una spiegazione, non c'è mai stato un mandato di cattura. Qualche giorno dopo alla base americana, posta nell'hotel Oberoy di Mosul, una segretaria mi disse che erano stati trasferiti all'aeroporto locale. Poi in dicembre la Croce Rossa mi fece sapere che erano finiti a Abu Ghraib». E da allora? «Non li ho mai visti. Ho cercato l'aiuto di un avvocato. Ma mi hanno detto che sono solo soldi buttati via. Se non c'è accusa non c'è processo e se non c'è processo non è possibile intraprendere alcuna azione legale», aggiunge.

    Una donna sciita vestita completamente di nero piange in silenzio. È accovacciata a terra. Stremata. Viene da Karbala, il viaggio le porta via tre ore, interrotto dai posti di blocco e dalle tensioni di un Paese sconvolto dalla guerriglia. Ogni volta che si mette in taxi è un terno al lotto. Cerca due fratelli, arrestati 9 mesi fa. E come prova della loro esistenza possiede solo un bigliettino stropicciato che tiene nelle mani come fosse la cosa più preziosa al mondo. A malapena, mezzo cancellato dal sudore e la sporcizia, si legge un nome, Leith Madhi Latif, e il numero di matricola carceraria segnalato dalla Croce Rossa: 115939, capannone numero 5. «Oggi sono arrivata alle 10 di mattina. Ma le guardie mi hanno detto, vieni domani alle 7. Mi prendono in giro?». No, non la prendono in giro, secondo Sa'ad Abdallah Sa'ad, un tizio sulla trentina che arriva da Tikrit per cercare di vedere il fratello Hussein, di 40 anni. «Lo sappiamo tutti cosa vogliono. Soldi. Il problema è che gli americani non vogliono trattare con noi direttamente. E ai posti di controllo davanti alla prigione ci mettono i collaborazionisti iracheni. Criminali. Gente senza vergogna. Collaborazionisti che si fanno pagare sino a 300 dollari per aiutarti a incontrare i tuoi cari. E se non paghi, niente da fare», spiega rassegnato. Delle notizie delle torture e delle umiliazioni sessuali quasi non vuole parlare. «Non lo voglio credere. Non ci voglio pensare. Spero non abbiano fatto nulla a mio fratello». E tra un capannello di donne velate si sussurra l'ennesima storia tra quelle che fioriscono ogni giorno su questo piazzale di attesa. «Una ragazza di Beji ha fatto giungere una lettera ai gruppi della guerriglia», raccontano. «Vi prego sparate con i mortai sui padiglioni delle prigioniere. Gli americani le mettono incinte. Meglio morire che la vergogna per le famiglie!».

    Lorenzo Cremonesi

    5 maggio 2004
    uomini siate, e non pecore matte,
    sì che 'l Giudeo di voi tra voi non rida!

  6. #6
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    In Origine Postato da FLenzi
    Mariarita Mariarita, ma cosa sta scrivendo, ma da dove ha preso ste ca__ate?
    Ma quando parla che Noi euoripie abbiamo sempre guardato al mito americano fa come Berlusconi quando ha portato il sostegno del popolo Italiano agli invasori Iracheni, ma parli per se, ma chi ha mai guardato all'america come un mito?
    C'erano bisogno delle torture in Iraq per scoprire chi sono gli USA, ovvero un paese di M___A che per soldi farebe qualsiasi cosa, ucciderebbe qualsiasi persona, ma si legga un po di storia di quel paese, ma quella vera invece di venire sul forum a scrivere cretinate alla Mr Hyde o alla Amati75.
    so di non avere un grande stile letterario, ma in fondo esprimo un sentire comune. Tutti, anche chi la denigrava, includevano l'America tra i paesi occidentali o per lo meno ll percepivano come una nostra costola.
    Oggi a me succede di sentirla come estranea. Ai miei valori, alla mia storia, alla mia civiltà. I cinesi, ad esempio, anche se li rispetto per ciò che sono, non li sento apparentati a noi nella storia, nelle usanze, nei modi in cui esprimono emozioni artistiche. Sono altro da noi europei.
    Ora lo stesso sentimento di estraneità lo avverto anche per l'America.
    mr

  7. #7
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    E ai posti di controllo davanti alla prigione ci mettono i collaborazionisti iracheni. Criminali. Gente senza vergogna. Collaborazionisti che si fanno pagare sino a 300 dollari per aiutarti a incontrare i tuoi cari. E se non paghi, niente da fare
    Piccola imprenditoria locale.
    La famosa artista idolo delle folle :" si figuri che uno ha addirittura scritto che avrei dovuto investire i MIEI soldi comprando un bar! Io!!!! La barista!!!!"

  8. #8
    con decision la patria vencera
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    In Origine Postato da mariarita
    so di non avere un grande stile letterario, ma in fondo esprimo un sentire comune. Tutti, anche chi la denigrava, includevano l'America tra i paesi occidentali o per lo meno ll percepivano come una nostra costola.
    Oggi a me succede di sentirla come estranea. Ai miei valori, alla mia storia, alla mia civiltà. I cinesi, ad esempio, anche se li rispetto per ciò che sono, non li sento apparentati a noi nella storia, nelle usanze, nei modi in cui esprimono emozioni artistiche. Sono altro da noi europei.
    Ora lo stesso sentimento di estraneità lo avverto anche per l'America.
    io l'america non l'ho mai percepita come una mia costola, l'ho sempre sentita estranea. che poi possano esserci anche delle cose buone è un conto, ma sentirla come una costola, proprio no!
    http://img281.imageshack.us/img281/6194/image0063yw.jpg

  9. #9
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    Predefinito Re: Re: Re: America, America.....

    In Origine Postato da multietnico
    te invece sei fortunato:la droga non devi neanche comprarla.
    SEI ALLUCINATO GIà DI TUO
    Ma dai anche tu, mica puoi pretendere che LUCA_LIBERALE possa in qualche forma discutere di un qualsivoglia argomento?
    Non esce dagli slogan e dai jingle perchè la politica così l'ha sempre vissuta.

    Modello Curva Sud.

    Ai plapperi.
    "Che l'uomo si concepisca come una creatura di Dio oppure come una scimmia che ha fatto carriera comporta una netta differenza nell'atteggiamento da tenere verso la realtà; nei due casi si obbedirà a imperativi interiori diversissimi."

    Arnold Gehlen

  10. #10
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    Predefinito Re: Re: Re: America, America.....

    In Origine Postato da multietnico
    te invece sei fortunato:la droga non devi neanche comprarla.
    SEI ALLUCINATO GIà DI TUO
    Ma dai anche tu, mica puoi pretendere che LUCA_LIBERALE possa in qualche forma discutere di un qualsivoglia argomento?
    Non esce dagli slogan e dai jingle perchè la politica così l'ha sempre vissuta.

    Modello Curva Sud.

    Ai plapperi.
    "Che l'uomo si concepisca come una creatura di Dio oppure come una scimmia che ha fatto carriera comporta una netta differenza nell'atteggiamento da tenere verso la realtà; nei due casi si obbedirà a imperativi interiori diversissimi."

    Arnold Gehlen

 

 
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