Rivedere dopo anni e anni com'è fatto il Mio mento M'ha suscitato un'impressione stranissima. Traumatica, addirittura. Quasi quasi non lo riconoscevo. Quasi quasi non riconoscevo neppure Me stesso. Ammesso che questo Me stesso, col quale sono solito giuocare a nascondarello, esista davvero.
Che dirvi, Miei gentili interlocutori?
Senza barba Mi sento vitangelomoscardamente in crisi di identità. Più del solito.
E pensare che è stato tutto così rapido! Rapida l'elaborazione del proposito, mentre ancora Mi trovavo a letto, e ancor più rapida la messa in opera. Un'ora. Un'ora e mezza al massimo.
Sonavan le otto di stamattina quando Io, maneggiando quel bislacco aggeggio che ha nome rasojo, disboscavo senza pietà il Mio mento e le Mie mascelle. L'orologio che ho nel disimpegno faceva cucù-cucù-cucù. Bordin era là - via radio - che Mi leggeva qualche articolo di giornale.
E Io disboscavo, brutalmente disboscavo.
Poi, finito il lavoro, Mi sono osservato allo specchio, da una parte e dall'altra, con il faretto ben puntato alla ricerca di peli solitari.
OsservarMi - l'ho detto - è stato traumatico.
Il primo istinto è stato quello di coprirMi il volto con tutte e due le mani. Come se dovessi coprire delle vergogne. Come se dovessi coprire le Mie nudità. Come quando nei sogni ci si accorge, con profondo, imbarazzo d'esser completamente ignudi in mezzo alla folla.
Che dirvi? Mi abituerò...
Se non altro adesso sono uguale spiccato al Mio avatar. Almeno quello!




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