Dal sito di Repubblica:



La commissione di Vigilanza: "Nssuna manipolazione"

Anche il Polo d'accordo: "Parole riportate correttamente"

Torture, il Tg3 assolto
per l'intervista alla vedova
di ALDO FONTANAROSA


ROMA - Antonio Di Bella, assolto. Il direttore del Tg3 non ha manipolato - prima di mandarla in onda, martedì - l'intervista a Pina Bruno, vedova del maresciallo dei carabinieri assassinato a Nassiriya. Anche il centrodestra deve rassegnarsi a questa evidenza: non c'è alcuna prova di tagli arbitrari o di pressioni psicologiche sulla giovane vedova. E così, in commissione di Vigilanza sulla Rai, il solo Mario Landolfi (An) insiste nel chiedere le dimissioni di Di Bella, ma per una colpa diversa dalla falsificazione.

Secondo Landolfi, il direttore del Tg3 avrebbe preso parte ad una congiura politica. Lo dimostrerebbe il fatto che, una volta trasmessa una parte dell'intervista (martedì alle 19), l'Ulivo avrebbe subito lanciato un'offensiva parlamentare contro il governo. "C'era un accordo", attacca Landolfi.

Ma gli argomenti del Polo si sono ormai inariditi. E l'Ulivo riesce in un'agile controffensiva. Prima Giorgio Merlo e poi Paolo Gentiloni (della Margherita) chiamano in causa altri programmi della Rai, a partire dal radiogiornale. Sott'accusa è soprattutto l'edizione delle 8 del Gr, che ieri avrebbe dato una lettura - quella sì, parziale - del caso Tg3. In sostanza il radiogiornale avrebbe riferito di tutte le critiche poliste a Di Bella (quelle sulla presunta falsificazione della intervista), guardandosi bene dal trasmettere anche la difesa del direttore e della redazione del Tg3.

La rappresentanza sindacale del Gr ammette che scorrettezza c'è stata, mentre nega sgambetti il direttore del radiogiornale Socillo (area An): "Di Bella è un amico, da anni. La sua opinione è stata data il giorno prima, lungamente".
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Il problema è che anche il "Porta a Porta" di Bruno Vespa si sarebbe impegnato in una specie di processo al Tg3. Ne è convinto Giuseppe Giulietti dei Ds che, dai microfoni di Radio Radicale, invita la politica ad occuparsi del caso (invito sottoscritto da Falomi, lui pure Ds).

La seduta della commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai è anche l'occasione per un chiarimento nel centrosinistra. Ieri mattina, il quotidiano della Margherita Europa ha preso di mira Petruccioli, presidente diessino della Vigilanza Rai. Petruccioli - ironizza Europa - è "così prudente e riflessivo quando la Rai caccia Biagi e Santoro" e anche così rapido nel convocare Di Bella in commissione di Vigilanza, appena il Polo lo chiede. Petruccioli risponde a suo modo. Intanto difende Di Bella con energia.

Poi rievoca addirittura il suo addio all'Unità. Era l'82 e il giornale del Pci aveva pubblicato, sotto la sua direzione, un documento falso. Furono dimissioni giustificate, dice ora Petruccioli; non lo sarebbero quelle di Di Bella "che non ha manipolato l'intervista alla vedova Bruno".

Alla fine il polista più scatenato della giornata si conferma il ministro Gasparri che continua ad invitare il direttore del Tg3 a lasciare la tv di Stato e perfino l'Ordine professionale. Il sindacato dei giornalisti della Rai non ci sta e invita la categoria a mobilitarsi contro "il collega Gasparri" (un passato al Secolo d'Italia). E lui, di nuovo: "Siete un sindacato di parte".

E Prodi, in tutto questo? Neanche una parola su caso Tg3. Solo una speranza. Che la Rai rinunci a definire "triciclo" la lista Ds-Margherita-Sdi. "Ci chiamino - dice ai suoi - con il nostro nome: uniti nell'Ulivo".
(14 maggio 2004)





Io sono proprio schifato..... Ma siamo sicuri di essere cosi' lontani dalla dittatura?


Come si diventa rappresentante di lista nei seggi? Come si puo' controllare? Io comincio a non fidarmi piu'......