L'Europa a 25 si affranchi dagli Usa



di Massimo Fini
Si è detto che l’allargamento a venticinque dell’Europa, che riunifica il Vecchio Continente dal Baltico a Cipro segna una data storica. Un’Europa unita è davvero così importante e gravia di significati e conseguenze? A parer mio sì. A patto però che non si limiti a essere l’Europa quasi esclusivamente commerciale di oggi — e invece in questi giorni non si è sentito parlar d’altro che delle opportunità economiche, peraltro dubbie, che l’allargamento apre a imprese e lavoratori — ma si vada verso un’Europa unita politicamente e militarmente.

Da quando è crollata l’Unione Sovietica la mia formula è: un’Europa unita, neutrale, armata, nucleare e autarchica (ma dell’autarchia non ho lo spazio per parlarne qui). Unita politicamente e militarmente, e nucleare, per non dover più dipendere da nessuno per la propria difesa. E quindi con la possibilità di essere neutrale. Perchè l’alleanza con gli Stati Uniti, indispensabile fino a quando è esistito l’«orso russo», dato che solo gli americani avevano il deterrente necessario per impedire avventure continentali a una potenza atomica come l’Urss, sta diventando sempre più ingombrante e inquietante.
La guerra alla Jugoslavia (che è stata una guerra ‘contro’ l’Europa) e all’Iraq ne sono esempi evidenti. Noi europei non abbiamo interesse alcuno a seguire gli americani nel loro delirio di egemonia planetaria. E per quel che riguarda il mondo arabo-musulmano; mentre per gli Stati Uniti c’è di mezzo un’oceano, noi l’abbiamo sull’uscio di casa e addirittura causa dell’immigrazione, dentro casa e quindi dobbiamo avere verso questo mondo un atteggiamento diverso, meno arrogante e da «civiltà superiore», degli americani.

Inoltre la realtà oggettiva, se si esce dalla storica sentimentale degli americani che sono venuti a liberarci dal nazifascismo, è che gli Stati Uniti sono oggi se non i nostri principali avversari, sicuramente i principali competitori. E proprio gli americani sono i primi a saperlo, tanto che han sempre cercato di biocottare l’unità europea — e ora che è, almeno economicamente, cosa fatta affettano un’indifferenza che nasconde il timore — e hanno sabotato ogni tentativo di costituire un esercito europeo, disancorato dalla Nato, cioè fu quello franco-tedesco a metà degli anni Ottanta.

Molti in Europa non si sono invece ancora resi conto che la scomaprsa dell’Unione Sovietica ha completamente cambiato le carte in tavola e che latradizionale sudditanza psicologica nei confronti degli americani rischia a questo punto di tradursi in un servilismo sciocco quanto pericoloso.

Massimo Fini
Fonte:Quotidiano.net 4.05.04