BNL, socio dell'ex gestore mobile Blu, era pronta a versare 740 miliardi di lire per permettere alla società telefonica di aggiudicarsi una licenza UMTS. Lo ha detto Massimo Tanzani, all'epoca responsabile amministrativo delle partecipazioni di BNL, durante il processo per turbativa d'asta in corso a Roma.

Gli ex consiglieri di amministrazione del fallito gestore mobile sono sotto processo con l'accusa di aver partecipato all'asta - pur sapendo già in partenza di non potersi aggiudicare una licenza per mancanza di soldi - con il solo obiettivo di non perdere il denaro versato per partecipare alla gara.

Secondo quanto affermato da Tanzani, alcuni soci erano disponibili a versare denaro nelle casse di Blu per tentare di aggiudicarsi una licenza, ma il parere contrario di altri soci mandò tutto a monte.

Sul banco dei testimoni anche il giornalista Beppe Severgnini, che ha confermato di aver appreso dall'allora ministro delle Comunicazioni Salvatore Cardinale che i partecipanti alla gara UMTS sarebbero stati sei.

Il processo riprenderà il 9 luglio prossimo, quando a testimoniare sarà chiamato proprio l'ex ministro cardinale.