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  1. #1
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    Predefinito Torture Anglo-Americane

    Dopo la visione delle foto sono rimasto scioccato e penso che siamo tutti d'accordo sull'atrocità di tali atti.

    Mi farebbe piacere sentire il vostro parere su tali avvenimenti, sulle ripercussioni politiche internazionali e soprattutto sul teatrino della politica Italiana.

    Un saluto Albano

  2. #2
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    Predefinito il discorso sarebbe lungo....

    mi limito a dire che :
    1 il segretario alla difesa dovrebbe dimettersi
    2 la stampa ci sguazza fin troppo sopra e questo mi infastidisce
    3 la stampa dovrebbe nello stesso modo indignarsi per le torture
    che ci sono in tantissimi luoghi del mondo ( specie nei paesi
    musulmani e comunisti )
    4 gli Italiani non hanno prigionieri in Iraq
    5 in Somalia lo abbiamo fatto anche noi purtroppo
    6 tutto viene bene per alimentare l'antiamericanismo
    7 chi è senza peccato scagli la prima pietra!

    Non aggiungo altro : devo correggere dei compiti!
    Vale

  3. #3
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    Predefinito Re: il discorso sarebbe lungo....

    Cerco di analizzare il fatto oggettivamente e senza pregiudizi. Le persone che vengono mandate in zone di guerra ricevono un addestramento particolare, rivolto a de-civilizzarle per far loro riscoprire il lato più selvatico della personalità umana. Inoltre sono spesso contraddistinte da un forte spirito di corpo, tipico dei reparti scelti, che per certi aspetti le fa assomigliare a piccole cellule mafiose dove vige omertà e sudditanza ai "costumi", nella fattispecie ovviamente militari. Questo avviene in ogni paese, democratico o meno. La vita militare è una vita a sé, in cui si cresce con la testa cotta nell'esaltazione e nella ricerca della superiorità, fisica e morale. Per questo non credo alle storielle sui bravi ragazzi mandati in Irak. Chi sceglie di impugnare un'arma senza che ve ne sia stretta necessità non è un bravo ragazzo, e con questo non vorrei fare il pacifista. Dico solo che certe vocazioni sono sospette, e che, se è vero che viviamo in una società che sbaglia a emarginare il lato "selvatico" dell'essere umano, facendo si che questo venga represso quotidianamente per poi esplodere nelle forme che constatiamo, altresì non confondiamo il gusto per la guerra con una nobile virtù. E non ditemi che i marines americani, o tutti i reparti di un certo calibro, non hanno il gusto per la guerra.

  4. #4
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    Predefinito ciao ZENA bentornato!

    per quanto riguarda il tuo intervento condivido!

  5. #5
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    Predefinito

    Da molti rapporti di ONG risultà che il sistema di tortura è oramai diventato uso comune nei conflitti e nelle repressioni interne.
    Non è un caso che molte aziende costruiscono utensili altemente sofisticati e tecnologicamente avanzati il cui scopo è quello di torturare.
    In Afghanistan casi di tortura e stupro da parte delle forze occupanti o dall'alleanza del nord sono state più volte denunciate, senza che le stesse siano state riportade dai media.
    In molte parti del mondo (Africa, Cuba, Cina, Thailandia, molti paesi arabi ed anche in paesi molto vicini a noi sia geograficamente che politicamente) ogni giorno i diritti umani vengono calpestati in nome di interessi nazionali o in nome delle sicurezza.
    Ora per informazione riporto il seguente comunicato che si trova nel sito di Amnesty International Sezione Italiana, data la attendibilità e imparzialità della suddetta ONG, questo deve farci riflettere.
    -------------------------
    AMNESTY INTERNATIONAL: SULLE TORTURE IN IRAQ IL GOVERNO ERA INFORMATO

    La Sezione Italiana di Amnesty International, in relazione alle
    dichiarazioni rilasciate da esponenti del governo italiano sull'assenza di informazioni riguardanti le torture in Iraq, precisa che questo argomento fu oggetto, il 3 luglio 2003, di una comunicazione del Sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver alla Commissione Affari Esteri della Camera.

    Rispondendo a una interrogazione dell'on. Piscitello, il Sottosegretario Boniver affermava che "in relazione alle denunce da parte di Amnesty International sulle condizioni riservate agli internati iracheni nella base americana di Camp Cropper a Baghdad ed in altri centri di detenzione nel Paese riferite dall'Onorevole interrogante, appare opportuno evidenziare come la stessa ONG [Amnesty International] abbia preso diretto
    contatto con le Autorità americane in Iraq ed abbia accolto positivamente le dichiarazioni rese dai consulenti giuridici dell'esercito statunitense e dell'Autorità Provvisoria di Occupazione di voler migliorare rapidamente le condizioni detentive in tali strutture".
    L'interrogazione dell'on. Piscitello faceva riferimento a un memorandum inviato il 26 giugno 2003 da Amnesty International a Paul Bremer, capo dell'ufficio dell'Autorità Provvisoria di Occupazione e reso pubblico in Italia con un comunicato stampa il 30 giugno. "Le condizioni in cui gli iracheni sono detenuti presso Camp Cropper e nella prigione di Abu Ghraib possono costituire pena o trattamento di natura crudele, inumana o degradante, vietata dal diritto internazionale" si leggeva nel comunicato.
    FINE DEL COMUNICATO Roma, 11 maggio 2004

    da sito www.amnesty.it

  6. #6
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    Predefinito ne sono convinta !!!

    così va il mondo, ma non solo oggi purtroppo , così andava ieri
    l'altro ier ecc.. ecc..

    Mi stupisco che noi nati dopo la guerra possiamo aver vissuto tutti questi anni nella pace e nel benessere.

    Ci sarà pure chi ha avuto dei meriti in tutto questo!

  7. #7
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    Predefinito Re: Re: il discorso sarebbe lungo....

    Originally posted by ZENA
    Cerco di analizzare il fatto oggettivamente e senza pregiudizi. Le persone che vengono mandate in zone di guerra ricevono un addestramento particolare, rivolto a de-civilizzarle per far loro riscoprire il lato più selvatico della personalità umana. Inoltre sono spesso contraddistinte da un forte spirito di corpo, tipico dei reparti scelti, che per certi aspetti le fa assomigliare a piccole cellule mafiose dove vige omertà e sudditanza ai "costumi", nella fattispecie ovviamente militari. Questo avviene in ogni paese, democratico o meno. La vita militare è una vita a sé, in cui si cresce con la testa cotta nell'esaltazione e nella ricerca della superiorità, fisica e morale. Per questo non credo alle storielle sui bravi ragazzi mandati in Irak. Chi sceglie di impugnare un'arma senza che ve ne sia stretta necessità non è un bravo ragazzo, e con questo non vorrei fare il pacifista. Dico solo che certe vocazioni sono sospette, e che, se è vero che viviamo in una società che sbaglia a emarginare il lato "selvatico" dell'essere umano, facendo si che questo venga represso quotidianamente per poi esplodere nelle forme che constatiamo, altresì non confondiamo il gusto per la guerra con una nobile virtù. E non ditemi che i marines americani, o tutti i reparti di un certo calibro, non hanno il gusto per la guerra.
    chi tortura o picchia un' indifeso è un sadico criminale .
    e tutto questo non c' entra con il fatto che sia militare o civile.
    va punito e basta.

    i militari, in genere, sono duri ma geneticamente idealisti e leali, hanno i loro codici comportamentali dei quali valori come onore, fedeltà, lealtà sono i pilastri fondativi.

    attenzione però, perché tra duro e cattivo c'è differenza.

    sicuramente ci sono, all' interno di ogni esercito, frange di esaltati.
    come se ne trovano tra gli ultrà, tra le persone che manifestano in piazza, nei centri sociali.

    questo non vuol dire che quelli che vanno allo stadio, alle maniifestazioni o in un centro sociale siano tutti esaltati pronti a sfasciare tutto quello che trovano.

    una democrazia sana è quella che riesce a rendersi conto delle devianze al suo interno ed ha il coraggio di estirparle.

    mi sembra che il dibattito che si sviluppa in USA in questi giorni, soprattutto all' interno dell' ala neocon, sia significativo di un concetto di democrazia ben diverso da quello di chi taglia una testa o ammazza un' ostaggio davanti ad una telecamera.

    lo scandalo nasce da una segnalazione interna all' esercito, e viene amplificato da media americani, questo va notato.

    a meno che non si voglia usare un fatto assolutamente abominevole per giustificare un' avversione preconcetta.

  8. #8
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    Predefinito ben detto BITRE!!!

    esecrabili sono le tortune da qualunque parti arrivino ed esecrabile è la cruda vendetta del mozzare la testa in televisione ad un americano civile e pacifista.

    Qualcuno dirà che se l'è cercata. io non lo dico
    e condanno anche la cosiddetta " civiltà millenaria araba"

  9. #9
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    Predefinito Re: ben detto BITRE!!!

    [QUOTE]Originally posted by Penelope
    [B]esecrabili sono le tortune da qualunque parti arrivino ed esecrabile è la cruda vendetta del mozzare la testa in televisione ad un americano civile e pacifista.........

    penelope
    se invece che civile e pacifista fosse stato militare e combattente, il tagliargli la testa sarebbe stato meno esecrabile?

  10. #10
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    Predefinito assolutamente NO..

    lo dicevo nel senso di .... " perfino lui !" cioè che non si risparmia nessuno! purtroppo

 

 
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