Bombe allo stadio di Grozny, almeno vittime
Attentato in Cecenia, colpito il presidente
Giallo sulla morte di Kadyrov e del capo delle truppe russe: Interfax: sono morti. L'amministrazione cecena: sono feriti
Il presidente filo-russo della Repubblica caucasica, Akhmad Kadyrov (Reuters)
MOSCA - Attentato questa mattina a Grozny, capitale della Cecenia, in uno stadio affollatissimo di spettatori. Il bilancio è di almeno 14 vittime e centinaia di feriti.
GIALLO SUL PRESIDENTE - Nella tragedia c'è anche un vero e proprio giallo: tra i morti vi sarebbero infatti pure il presidente filo-russo della Repubblica caucasica, Akhmad Kadyrov, e il comandante dellle truppe russe Valery Baranov, massima autorità militare centralistica in Cecenia. La notizia, riferita dall'agenzia di stampa indipendente russa Interfax e attribuita a non meglio precisate fonti del ministero dell'Interno a Mosca, è stata tuttavia smentita sia dal capo dell'amministrazione cecena lealista, Ziad Sabsabi, sia dallo stesso comando regionale russo; a detta di tali fonti, i due sarebbero rimasti sì feriti, ma sarebbero comunque sopravvissuti. In ogni caso, a fronte di quello che si profila indubitabilmente come l'ennesimo attacco dei guerriglieri separatisti islamici, il leader del Cremlino, Vladimir Putin, ha subito avvertito che «una ritorsione è inevitabile».
Subito dopo l'esplosione, scene di panico e brevi colpi d'arma da fuoco nello stadio gremito di persone che assistevano alle celebrazioni per la vittoria del 1945 sul nazismo.
PUTIN: PUNIREMO I RESPONSABILI - Il ministero della difesa russo ha accusato la guerriglia cecena di coinvolgimento nell'episodio, che avviene quando in tutta la Russia si svolgono manifestazioni in ricordo della seconda guerra mondiale. In particolare il 9 maggio è tradizionalmente il giorno in cui in Russia si festeggia la sconfitta del nazismo. Il presidente russo Vladimir Putin ha affermato, incontrando i veterani, che «i terroristi riceveranno senza alcun dubbio l'inevitabile punizione».




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