L’Unione europea è un impero costruito a tavolino in funzione del potere di coloro che governano a Strasburgo e Bruxelles. Non c’è ottimismo nelle parole dell’antropologa Ida Magli. Che denuncia l’illegittimità democratica della Ue

’Unione europea è una catastrofe. Un dogma teologico indiscutibile. Un impero costruito a tavolino soltanto in funzione del potere di coloro che governano. E quanti governano a Strasburgo e Bruxelles, a partire dal primo maggio, hanno sottomesso 400 milioni di sudditi in luogo dei 150 milioni di prima.
Non ci può essere traccia di ottimismo nelle parole dell’antropologa Ida Magli, tra le personalità di cultura e di scienza da sempre la pi ù decisa a denunciare le profonde contraddizioni e l’assoluta carenza di legittimazione democratica della Ue.
«Tutti i governanti e i banchieri di Bruxelles - attacca Ida Magli - sanno benissimo che, anche solo dal punto di vista economico, la Ue del dopo Maastricht è stata un disastro. Tutti l’abbiamo ormai verificato anche nelle nostre tasche. La Germania, per esempio, era il famoso motore d’Europa ma la perdita del marco le ha dato il colpo di grazia. Ora i nuovi Paesi entrano con una sola motivazione, quella economica. Non si è fatto mistero, per esempio, che la Polonia ha contrattato con la Ue il proprio ingresso chiedendo in cambio favori di tipo economico. L’Unione europea viene fatta a tavolino, forzosamente e in maniera esasperata solo e soltanto in funzione del potere di coloro che governano, e che ora si trovano a guidare un impero di 400 milioni di sudditi».
Ma gli europeisti sostengono che, proprio grazie all’allargamento ed in vista della Costituzione, la Ue può diventare una vera comunità.
«Insisto: diventiamo quello che i governanti hanno deciso a tavolino. Siamo una comunità? Allora, per favore, incominci a farmi le domande in polacco. Parliamo la stessa lingua? Se anche mi proponesse di farmi le domande in inglese, mi rifiuterei. Io rifiuto qualsiasi lingua che non sia la mia, anche se sono una studiosa e ne conosco pi ù di una. Ma una cosa è impararle per scelta, per ragioni di studio. Un’altra rinunciare alla propria per far piacere ai potenti. Se poi parliamo di Costituzione europea, gliel’hanno fatta leggere, questa Costituzione? Io non l'ho mai letta su nessun giornale».
E infatti se ne è parlato molto, troppo, ma senza conoscerla.
«E il presidente di An, Gianfranco Fini, ora ha chiesto addirittura di firmarla prima delle elezioni. Ma come sarebbe a dire? Oltretutto, questa è già una campagna elettorale per le elezioni europee dove non si parla assolutamente dei problemi dell’Unione europea. C’è una terrificante volontà di potere, di dominio sui sudditi ».
E perché i ”sudditi” starebbero accettando di essere tali rinunciando ad essere cittadini? Un parere da antropologa.
«Intanto i sudditi sono sudditi. Manca ogni possibilità di comprensione, prima ancora che di azione. Ed essere un suddito in una democrazia che è tale solo dal punto di vista formale è persino peggio che esserlo sotto una tirannia esplicita. In una tirannia tutti hanno chiaro il fatto che chi governa è un nemico, e allora si sta in guardia. Nella trappola della democrazia invece è difficile pensare ai governanti come propri nemici. La democrazia addormenta lo spirito critico dei governati. Agisce da valium, da oppio sui cittadini. Per quanto riguarda l’Unione europea, i problemi sono ancora più gravi. Innanzitutto l’Unione europea è stata insegnata come ideale nella scuola di Stato. E la scuola di Stato non può prescindere dall’ideologia dei governanti».
Ma questo è un male comune a tutte le latitudini e a tutte le epoche.
«Ed è per questo che io sono contraria alla scuola di Stato. Perché non si può evitare il fatto che chiunque sia al governo immetta la propria ideologia nei programmi. E, per tornare al tema, il fatto che l’Unione sia la religione dei governanti, la porta automaticamente nei programmi scolastici».
Scusi, in che senso una religione?
«È una religione perché è un Assoluto. Parlare male dell’Unione europea è più difficile che parlare male della Madonna. È un tabù assoluto. I governanti non hanno permesso, cosa che succede sempre nelle religioni, che i cittadini sapessero il perché veniva costruita e come funziona veramente. Ai fedeli si insegna il cattolicesimo attraverso il catechismo mentre i sacerdoti conoscono la teologia, che è tutt’altra cosa. Trasferiamo questo concetto alla Ue. Noi sappiamo soltanto qual è il dovere elementare: non si può parlarne male, bisogna rinunciare alla propria moneta, alla propria lingua, alla propria indipendenza, e senza protestare. Non è stato fatto neanche un referendum, in Italia».
In altri Stati, i cui cittadini sono stati pi ù fortunati, è accaduto. E infatti si è visto che cosa è successo.
«Ma anche fosse stato fatto, in Italia, a causa di questa sudditanza sarebbero passati i sì. Perch é i sacerdoti hanno indottrinato bene».
Chi sono i sacerdoti?
«I giornalisti. Perché iniziassero ad ammettere qualche mezza verità sull’euro, hanno dovuto organizzarsi i consumatori. Che hanno chiesto a gran voce ai giornalisti di smettere di far passar lucciole per lanterne».
D’altra parte, il fatto che ci si ritrovi in tasca soltanto la metà del proprio stipendio non è facile da far passare sotto silenzio completo.
«Eppure si ricorda di quando volevano preparare gli animi all’euro? Facevano vedere in tv tutte quelle monete che brillavano. I cittadini sono stati deliberatamente truffati. Ed è difficile da immaginare anche quale meta si prefigurino i truffatori, tranne il potere immediato. È da anni che studio questo processo. Ho anche scritto, nel 1996, un libro intitolato Contro l’Europa. Ma è difficile comprendere questo disegno così demoniaco nella sua realtà. Perché mai uno vuole distruggere se stesso?»,
Provi lei a dare una risposta.
«La risposta finale è ”far vincere l’Oriente”. E nessuno la accetta. Io stessa, per anni e anni, ho continuato a pensare che ci dovesse essere un altro motivo che non riuscivo a comprendere».
E ora ne è convinta davvero?
«Quello che sta accadendo lo dimostra: c’è un’accelerazione tremenda in questo senso. È sufficiente che i terroristi prendano tre prigionieri perché vengano messe in discussioni le scelte del governo in Iraq. Quando mai anche un Paese ha avuto tutto questo potere? Prima doveva fare una guerra, vincerla e poi si poteva permettere di dettare condizioni».
Il problema è che quando si cerca di proporre all’opinione pubblica punti di vista così radicalmente opposti al dogma, si viene accusati di rispolverare le vecchie teorie dei complotti e si è estromessi dalla possibilità stessa di parlare in pubblico.
«E questo non le pare il segnale che è già stata instaurata la dittatura? Pochi giorni fa, Oriana Fallaci è stata nuovamente denunciata per vilipendio della religione dal solito Adel Smith. Nel caso in cui fosse già in vigore il mandato di cattura europeo, se non ci avesse provato lui, ci avrebbe potuto provare qualsiasi altro. Quando dico che la Ue è un Assoluto mi riferisco proprio a questo: sta imponendo che nessuno possa pensare e giudicare nulla, a cominciare dalle religioni. Se questo dovesse valere per tutte le religioni, io, come antropologa, sarei costretta a non aprire pi ù bocca. Osservando, per esempio, un rito antropofago, dovrei tacere».
Torniamo alla Ue: il punto cruciale della sua trasformazione è stato il passaggio da un’organizzazione di tipo economico a una bozza di un ordinamento giuridico politico. Come è stato possibile che avvenisse senza un dibattito? Perch é si è tollerato, anche da parte delle classi colte e intellettuali, che nessuno chiedesse almeno un parere ai cittadini?
«Ho provato anch’io a contattare personalità critiche, fra cui lo scrittore Guido Ceronetti, Claudio Magris... Ceronetti mi disse, rassegnato, “non c’è niente da fare“. Gli hanno lasciato libertà di scrivere la sua rubrica su la Stampa, ma che avesse continuato a scrivere o meno, non ha avuto alcuna importanza. Con il trattato di Maastricht, economisti e banchieri hanno fondato la futura Europa politica sull’economia, in funzione delle le loro competenze. Dentro c’è già tutto, con un linguaggio truffaldino. Gli italiani e i popoli degli altri Paesi non sanno nulla di come funziona la Ue. Si sente dire “la Commissione”. Di commissioni ce ne sono tante: come si fa a capire che quello è il Governo? E il Parlamento? Ora si va a votare per eleggere il Parlamento. Ma come si può capire che esiste un Parlamento che non fa le leggi? Questa è una truffa. E nessuno l’ha mai contestata. Se i cittadini avessero saputo qual è la meta finale, cioè perdere la propria sovranità, l’indipendenza, la cultura, la lingua, la moneta, mai e poi mai avrebbero accettato».
Voglio essere un po’ più ottimista. Lei sta parlando con un giornale davvero libero, e il fatto che questo giornale pubblicherà le sue riflessioni non le lascia qualche speranza?
«No, non ne ho. C’è stato un fiume di denaro per pagare il silenzio su quello che avveniva, e questo fiume di denaro, glielo assicuro, viene dai signori del petrolio. All’inizio pensavo che, tra le forze che avrebbero potuto contribuire ad allentare la morsa dell’Unione europea, vi sarebbe potuta essere la Chiesa. Ero convinta del fatto che l’islamismo sarebbe potuto essere il pericolo maggiore per il cristianesimo. La Chiesa ha tutti gli strumenti per poter agire. Se avesse voluto prendere una posizione, dal momento che ha sempre potere sui politici, l’avrebbe fatto. Ho parlato con vari rappresentanti della Chiesa più sensibili su questi argomenti. Da monsignor Magggiolini al cardinale Biffi, tutti mi hanno dato ragione, ma non è successo nulla. È disarmante sentirsi sempre ripetere ”non c’è niente da fare“ da persone che sicuramente non possono illudersi di non venire colpite dal mondo islamico. E l’islamismo ha come compito quello di aggregare gli altri ma non con la convinzione mentale: con l’obbligo. Lei continua a essere ottimista?».
Per il semplice fatto di essere qui a intervistarla.
«All’inizio, glielo dico sinceramente, avevo sperato nella Lega. Anni fa avevo parlato con Umberto Bossi dopo l’uscita dal primo governo Berlusconi. Mi aveva ricevuto, era stato gentilissimo. Gli avevo proposto di non accettare l’euro. Ora però la Lega è al governo».
Ma è anche l’unica forza politica fortemente critica con questo stato di cose, contraria al mandato di cattura europeo e alla Costituzione europea così come si è configurata.
«Accettare la Costituzione europea significa, di fatto, dare vita a un organismo federale simile agli Stati Uniti. Negli Usa ci sono i reati federali, la cui competenza è della magistratura federale. Per determinate fattispecie, anche in Europa, incluso il vilipendio della religione e per quei reati di opinione tipo la ”xenofobia“, per i quali saremmo tutti in buona compagnia, vogliono istituire un reato federale. Per questo non bisogna accettare la Costituzione. Di fronte all’aut-aut di Fini, o la Lega esce dal governo oppure se firma, allora, lo dico anch’io: non c’è più niente da fare».

Marco Nizzola