BAGHDAD - L'Iraq ha dovuto interrompere le esportazioni di petrolio dallo snodo nevralgico del sud del Paese, dopo che sabotatori hanno fatto saltare in aria l'oleodotto che rifornisce di greggio i principali terminali iracheni. Lo ha riferito Steve Wright, capo del corpo degli ingegneri dell'Esercito Statunitense.
Il sabotaggio all'oleodotto del sud dell'Iraq e' avvenuto sabato 8 maggio, anche se la notizia e' stata diffusa solo oggi. La penisola di Faw, da cui passa l'oleodotto prima di raggiungere i terminali di Bassora e' ancora in fiamme. L'attacco ha colpito i flussi del terminale di Bassora, lo snodo nevralgico del traffico della maggior parte del milione e 800 mila barili di petrolio al giorno che vengono esportati dal Paese.
Fino a quando non verra' domato l'incendio e valutati i danni - hanno riferito fonti britanniche - non potranno essere riprese le esportazioni di greggio, che costituiscono l'unica fonte per il Paese di introiti in valuta straniera.
L'attacco segue di due settimane l'attentato suicida contro una delle piattaforme petrolifere del terminal di Bassora.




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