... ma per voi la tregua è finita, ricomincio a infliggervi articoli sulla nostra povera compagnia di bandiera


Alitalia, tregua per Cimoli

ROMA - La strategia dei nove sindacati firmatari dell’accordo con il governo su Alitalia è chiara: niente assemblee in azienda fino a quando il supercommissario Giancarlo Cimoli non avrà rivelato il nuovo piano. A spiegare l’intesa ai lavoratori ci proverà invece oggi alle 17 la Cub, l’unica confederazione esclusa dal tavolo di Palazzo Chigi. «All’accordo - ha detto ieri il segretario nazionale Filt-Cgil, Roberto Scotti - non può essere data alcuna enfasi, in quanto risolve soltanto una parte dei problemi e ne rinvia altri ad una successiva definizione seppure in una cornice condivisa». Insomma, meglio aspettare andando oltre quelle «linee guida» che già domani Cimoli illustrerà al consiglio d’amministrazione.

DUE TEMPI - I sindacati sembrano convinti che il bisturi dell’amministratore interverrà in due tempi. Prima delle elezioni verrebbe illustrato un piano di massima basato sullo schema meno sgradito al sindacato: la holding con le due partecipate, una per il volo, l’altra per i servizi. Un disegno tranquillizzante perché preserva l’unicità aziendale. Dopo le elezioni, partirebbe la vera trattativa su come ridurre l’area dei servizi, «piombo nelle ali» della compagnia. «Bisogna affrontare i problemi inesorabili, come le esternalizzazioni e gli esuberi» ha chiarito il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi. Il sindacato lo sa, ma vorrebbe poter discutere modi e tempi, per diluire l’operazione.


PROCURA - Intanto la Procura di Roma sta acquisendo informazioni circa i bilanci Alitalia su denuncia di un’azionista che ipotizza i reati di «falso in bilancio» e «false comunicazioni sociali». L’iniziativa, alla vigilia del consiglio d’amministrazione che dovrebbe decidere come chiudere il bilancio 2003 e se sussiste il requisito della «continuità aziendale», non mancherà di interessare chi nel collegio sindacale e tra i revisori dei conti ha già espresso i propri dubbi alla Consob (organo di vigilanza sulla Borsa).


BOND - Intanto è proseguita per la seconda giornata la discesa dei bond Alitalia, arretrati ieri a 69,8. Il calo è superiore a quello dei titoli azionari (-0,66%): un segnale di attesa. La crisi Alitalia non preoccupa l’amministratore delegato di Banca Intesa, Corrado Passera, per il quale i crediti vantati dal suo istituto non sono a rischio essendo l’azienda «operativa».

Antonella Baccaro
Corriere della Sera