da "Libero"
In esclusiva il dossier: nuovi abusi e violenze anche sulle detenute. Accuse al Pentagono LO SCOOP NON È DEI GIORNALI: L'INDAGINE È STATA CONDOTTA DA UN GENERALE DELL'ESERCITO USA di di ANTONIO M. TAGUBA
Il 19 gennaio 2004, il Tenente Generale Ricardo S. Sanchez, Comandante della CJTF-7, ha richiesto che il Comando Centrale nominasse un Ufficiale Investigativo (IO), con il grado di Maggiore Generale o superiore, per investigare sulla condotta tenuta dalla 800a Brigata di Polizia Militare (MP). Il Generale Sanchez ha chiesto un'indagine sulle attività di detenzione e sorveglianza condotte dalla Brigata a partire dal 1 novembre 2003 e fino a quel momento. Il Generale Sanchez ha citato recenti notizie secondo cui si sarebbero verifi cati abusi su prigionieri, tentativi di fuga ed errori amministrativi tali da prefigurare sia carenze strutturali all'interno della Brigata, che la mancanza di adeguati standard operativi, di professionalità e di leadership.

Il Generale Sanchez ha chiesto un'indagine ampia e circostanziata, che formulasse conclusioni e raccomandazioni relative all'efficienza e alle prestazioni della 800a Brigata M P. Il 24 gennaio 2003 (sic!), il Capo di Stato Maggiore del Comando Centrale (CENTCOM), Generale R. Steven Whitcomb, a nome del Comandante CENTCOM, ha disposto che il capo del Coalition Force Land Component Command, David McKiernan, conducesse un'indagine sulle attività di detenzione e sorveglianza condotte dalla 800a Brigata MP, dal 1 novembre 2003 fino a quel momento.

Il CENTCOM ha dato istruzioni affinché l'indagine chiarisse tutti i fatti e le circostanze relativi alle notizie di presunti abusi contro i detenuti in Iraq.

Inoltre, l'indagine avrebbe dovuto fare chiarezza sui tentativi di fuga e gli illeciti amministrativi riportati dalla CJTF-7, e investigare in maniera approfondita e circostanziata sull'efficienza e le performance della 800a Brigata MP. L'ordine d'indagine Il 31 gennaio 2004, il Comandante del CFLCC ha inca- ricato il Generale Antonio Taguba (Vice Comandante Generale di Supporto del CFLCC) di condurre la presente inchiesta.

Il Generale Taguba ha ricevuto l'ordine di realizzare un'indagine informale, sulla base dell'Articolo 15-6, sulle attività di detenzione e sorveglianza della 800a Brigata MP. Nello specifico, i compiti del generale Taguba erano: a. Indagare su tutti i fatti e le circostanze riguardanti le accuse di abusi ai danni di detenuti, con particolare riferimento ai maltrattamenti che sarebbero avvenuti nella prigione di Abu Ghraib. b. Indagare sulla fuga di alcuni detenuti e sugli illeciti amministrativi riportati dalla CJTF-7, con particolare riferimento a quanto avvenuto nella prigione c. Indagare sull ' a d d e s t r a m e n t o, gli standard opera- tivi, i criteri di comando, le procedure interne e la situazione del comando della 800a Brigata M P. d. Scoprire fatti specifici relativi a tutti gli aspetti dell'indagine, e formulare raccomandazioni per un'azione correttiva, se ritenuta necessar ia.

La richiesta del Generale Sanchez di indagare sulla menzionata Brigata MP ha fatto seguito all'indagine penale, condotta dal Comando Indagini Criminali dell'Esercito, relativa a specifiche accuse di abusi su detenuti commessi, in Iraq, da elementi della 372a Compagnia MP e del 320° Battaglione MP. Entrambe queste unità fanno parte della 800a Brigata MP. Inoltre, la CJTF-7 ha ricevuto numerosi rapporti che denunciavano l'evasione, avvenuta nei mesi precedenti, di vari detenuti dalle strutture di detenzione americane e della Coalizione, tra cui Camp Bucca, Camp Ashraf, Abu Ghraib e il complesso speciale (HVD, High Value Detainee) di Camp Cropper. Tutte queste strutture sono gestite dalla 800a Brigata MP. Inoltre, quattro soldati del 320° Battaglione MP erano stati formalmente incriminati in base al Codice Unico di Giustizia Militare, nel maggio 2003, con l'accusa di abusi contro detenuti nel TIF (Theater Internement Facili- ty) di Camp Bucca. La squadra Ho iniziato a comporre la mia squadra investigativa prima di ricevere formalmente l'incarico da parte del Comando CFLCC. Ho selezionato elementi esperti nella materia provenienti dal Prevost Marshal Office e dallo Staff Judge Advocate del CFLCC. Ho scelto il Colonnello Kinard J. La Fate, del PMO, come mio vice. Ho anche contattato il Generale del PMO Donald J. Ryder, per avere una lista degli esperti del PMO presenti nell'area interessata dall'indagine.

La Squadra Investigativa ha anche rivisto l'Assessment del Dipartimento della Difesa per le Operazioni di Detenzione e Interrogatorio Anti-Terrorismo in Iraq, realizzato dal Generale Geoffrey D. Miller, Comandante della Joint Task Force Guantanamo. Dal 31 agosto al 9 settembre 2003, il Generale Miller ha guidato un team di personale esperto negli interrogatori strategici, che si è recato nel Quartier Generale della CJTF-7 e dell'Iraq Survey Group per dare indicazioni sulla possibilitàdi sfruttare le notizie raccolte per un'immediata e adeguata azione di intelligence. Il team del Generale Miller si è concentrato su tre aree: l'integrazione, sincronizzazione e fusione delle informazioni d'intelligence; gli interrogatori; le attività legate di detenzione.

Il team in questione ha utilizzato come punto di partenza le procedure degli interrogatori della JTF-GTMO. Sul report del 2003 La Squadra Investigativa ha iniziato la sua inchiesta con un'analisi approfondita del "Report on Detention and Corrections in Iraq" del 5 novembre 2003, realizzato dal generale Ryder con la collaborazione di una squadra composta da esperti in polizia militare, aspetti legali, medicina e automazione. Il Comandante del CJTF-7, Generale Sanchez, aveva richiesto l'invio di un tale team di esperti, affinché formulasse precise raccomandazioni sulla detenzione e sulle attività correzionali. Il generale Ryder ha personalmente guidato questo team di valutazione e assistenza durante la sua permanenza in Iraq (13 ottobre-6 novembre 2003). Indagini preliminari Dopo aver preso visione dei rapporti dei Generali Ryder e Miller, il mio team d'indagine ha immediatamente intrapreso uno studio approfondito di tutti i documenti a disposizione riguardanti la 800a Brigata MP. Abbiamo visionato con grande attenzione l'imponente indagine CID (Criminal Investigation Command ) sui presunti abusi commessi nelle strutture carcerarie dell'Iraq, in particolare quella di Abu G h r a i b.

Abbiamo analizzato le testimonianze di circa 50 testimoni tra appartenenti alla polizia militare e al personale dell'intelligence militare, potenziali sospetti e detenuti. Abbiamo preso visione di numerose fotografie e filmati, raffiguranti abusi su detenuti, realizzati dal personale del carcere; questo materiale è attualmente custodito dal Comando Investigazioni Criminali dell'esercito e dal team d'accusa della CJYF-7. Fotografie e filmati non sono inclusi in questo rapporto. Accertamento dei fatti (parte prima) L'indagine ha il dovere di in vestigare su tutti i fatti e le circostanze riguardanti le accuse di abusi ai danni di detenuti, con particolare riferimento ai maltrattamenti che sarebbero avvenuti nella prigione di Abu G h r a i b. Il Criminal Investigation Command (CID), guidato dal Colonnello Jerry Mocello, ed un team di agenti altamente addestrati hanno effettuato un superbo lavoro di investigazione su numerosi casi, estremamente complessi e sgradevoli, di abusi su detenuti avvenuti nella prigione di Abu Ghraib. Hanno intervistato circa 50 tra testimoni, potenziali sospettati dei crimini contestati e detenuti. Hanno anche scoperto numerose fotografie e filmati che testimoniano in modo dettagliato gli abusi commessi in numerose occasioni, tra l'ottobre e il dicembre 2003, dal personale della Polizia Militare.

Alcuni potenziali sospettati hanno apertamente confessato il proprio coinvolgimento (e quello dei loro commilitoni) negli abusi. Altri hanno invocato, in loro difesa, i diritti previsti dall'Articolo 31 del UCMJ e dal 51° emendamento della Costituzione Usa. Oltre a prendere visione in modo completo ed esaustivo di tutte queste deposizioni e prove documentarie, abbiamo anche interrogato molti ufficiali, NCO, e soldati della 800a Brigata MP, nonché elementi della 205a Brigata dell'Intelligence Miliare (MI), in servizio alla prigione. Non abbiamo ritenuto necessario sentire di nuovo tutti i numerosi soggetti che avevano già reso una piena testimonianza davanti al CID; ho preso atto di tali testimonianze anche ai fini della presente indagine.

Ho appuratoi seguenti fatti: 1. Il FOB (Forward Operating Base) di Abu Ghraib ha il dovere di assicurare la sicurezza dei detenuti (sia per reati comuni che per motivi di sicurezza) reclusi nella prigione; ha inoltre il compito di semplificare gli interrogatori condotti dalla CJTF-7, di supportare le altre operazioni della CPA nella prigione, e di assicurare la protezione e il benessere dei soldati ad essa assegnati, contribuendo in questo modo al successo delle operazioni volte alla libertà e alla sicurezza dell'Iraq. 2. Il Comandante della 205a Brigata MI è stato nominato Comandante della FOB di Abu Ghraib, dalla CJTF-7, il 19 novembre 2003. Da questa dato fino al Trasferimento d'Autorità (TOA) del 6 febbraio 2004, il Colonnello Thomas M. Pappas è stato a capo sia della 205a Brigata MI che del carcere di Abu Ghraib. 3. Il 320° Battaglione MP della 800a Brigata è responsa- bile della vigilanza di Camp Ganci, di Camp Vigilante del gruppo di celle n.1 del FOB di Abu Ghraib. A partire dal febbraio 2003 e fino alla sospensione dell'incarico avvenuta il 17 gennaio 2004, il Tenente Colonnello Jerry Phillabaum è stato Comandante della 320° Battaglione MP. Dal dicembre 2002 e fino alla sospensione dall'incarico avvenuta il 17 gennaio 2004, il Capitano Donald Reese è stato Comandante della 372a Compagnia MP, che aveva l'incarico di sorvegliare i detenuti nella FOB di Abu Ghraib. Entrambe le unità citate risiedevano all'interno della citata FOB. 4. A partire dal luglio 2003 e fino al momento attuale, il generale Janis L. Karpinski è stata il comandante della 800a Brigata MP. 5. Tra l'ottobre e il dicembre 2003, numerosi detenuti del carcere di Abu Ghraib hanno subito abusi indiscutibili, criminali, sadici e umilianti.

Tali abusi sistematici e illegali sono stati intenzionalmente commessi da vari membri della polizia militare (372a Compagnia, 320° Battaglione, 800a Brigata), nella sezione 1-A del carcere di Abu Ghraib. Le accuse sono avvalorate da dettagliate testimonianze e dalla scoperta di prove fotografiche estremamente eloquenti. Detenuti umiliati Tenuto conto del contenuto altamente sensibile di queste immagini, del fatto che è in corso un'inchiesta dal parte del CID e della possibilità che alcuni dei sospettati subiscano un processo penale, le prove fotografiche non sono state inserite nel presente lavoro; le immagini ed i video sono a disposizione presso il team d'accusa della CJTF-7. Oltre ai menzionati crimini, si sono registrati abusi da parte di ele- menti del 325° Battaglione MI, della 205° Brigata MI, e del Joint Interrogation and Debriefing Center (JIDC). Nello specifico, il 24 novembre 2003, l'SPC Luciana Spencer, della 205a Brigata MI, ha umiliato un detenuto spogliandolo e facendolo tornare nudo nella cella. 6. Ho scoperto che gli abusi intenzionali commessi dal personale della polizia militare ai danni dei detenuti comprendono i seguenti atti:

a. I detenuti sono stati picchiati con pugni, schiaffi e calci; sono stati messi a piedi nudi e (le guardie, ndr) vi sono saltati sopra. b. I detenuti sono stati fotografati nudi, sia gli uomini che le donne. c. I detenuti sono stati costretti ad assumere posizioni che simulano atti esplicitamente sessuali e poi fotografati. d. I detenuti sono stati costretti a spogliarsi e a rimanere nudi per giorni. e. I detenuti maschi sono stati costretti ad indossare biancheria intima femminile. f. Dei gruppi di detenuti maschi sono stati costretti a masturbarsi mentre venivano ripresi o fotografati. g. Dei gruppi di detenuti maschi sono stati denudati e disposti a piramide, e (le guardie, ndr) hanno saltato sopra di essi. h. Un detenuto nudo è stato fatto salire sopra una scatola, incappucciato, e gli sono stati collegati dei fili alle dita delle mani, dei piedi e al pene, simulando la tortura dell'elettroshoc k. i. Sulla gamba di un detenuto, accusato di averne violentato un altro di soli 15 anni, è stato scritto "I'm a rapest" (sic) [sono uno stupratore, ndr], e poi è stato fotografato nu d o. j. Al collo di un detenuto è stato messo un collare e poi una soldatessa si è fatta fotografare insieme a lui. k. Un membro della Polizia Militare ha avuto un rapporto sessuale con una detenuta. l. I detenuti sono stati minacciati e terrorizzati con i cani da guardia (senza museruola) e almeno un prigioniero è stato morso riportando una ferita di una certa gravità. m. Sono stati fotografati i corpi di prigionieri deceduti. 7. I fatti riportati sono ampiamente avvalorati dalle confessioni scritte di alcuni degli indagati, dalle dichiarazioni scritte dei detenuti e dalle rivelazioni di testimoni. Inoltre, ho attentamente considerato le precedenti dichiarazioni dei seguenti testimoni e sospettati: a. SPC Jeremy Sivits, 372a Compagnia MP - Sospettato b. SPC Sabrina Harman, 372a Compagnia MP - Sos p e t t at a c. SGT Javal S. Davis, 372a Compagnia MP - Sospettato d. PFC Lynndie R. England, 372a Compagnia MP - Sos p e t t at a e. Adel Nakhla, traduttore civile, Titan Corp., Assegnato alla 205a Brigata MI - Sospettato (Seguono altri nomi) 8. Inoltre, vari detenuti hanno raccontato i seguenti abusi che, date le circostanze reputo assai verosimili, vista anche la chiarezza delle loro affermazioni e le conferme incrociate ottenute da altri testimoni. a. Delle lampade chimiche sono state rotte, e il liquido al fosforo è stato gettato sui detenu t i . b. I detenuti sono stati minacciati con una pistola calibro 9 carica. c. I detenuti sono stati investiti da spruzzi d'acqua gelida. d. I detenuti sono stati picchiati con sedie e manici di scopa. e. I detenuti maschi sono stati minacciati di stupro. f. Un membro della polizia militare ha dovuto medicare la ferita subita da un detenuto che era stato scagliato con forza contro la parete della sua cella. g. Un detenuto è stato sodomizzato con una luce chimica e forse con un manico di scopa. h. I detenuti sono stati minacciati e terrorizzati con cani da guardia, ed in un caso si è registrato un morso. 9. Ho considerato con molta attenzione le deposizioni dei seguenti detenuti, e, date le circostanza, le reputo assai verosimili, vista anche la chiarezza delle loro affermazioni e le conferme incrociate ottenute da altri testimoni. (segue l'elenco dei nomi dei detenuti, con relativo numero di matricola, ndr) Interrogatori deviati 10. Contrariamente a quanto affermato nell'AR 190-8 e nelle conclusione del rapporto Generale Ryder, ho appurato che i responsabili degli interrogatori appartenenti all'intelligence Militare (MI) e alle altre agenzie del governo (OGA, sigla che spesso allude alla CIA, ndr) hanno attivamente invitato il personale della polizia militare a deter- minare le condizioni fisiche e mentali per un efficace interrogatorio dei testimoni. Contrariamente a quanto dichiarato nel rapporto del generale Ryder, ho verificato che il personale della 372a Compagnia, della 800a Brigata MP veniva istruito a modificare le procedure di detenzione al fine di "creare le condizioni" per gli interrogatori da parte dell'Intelligence Militare.

Non ho trovato prove della partecipazione diretta di elementi della polizia militare a tali interrogator i. 11. Ho scoperto questi fatti anche attraverso le seguenti deposizioni. (segue un elenco di testimonianze) 12. Ho inoltre constatato che prima del loro impiego nel contesto dell'O- perazione Iraqi Freedom, il 320° battaglione MP e la 372a Compagnia MP non hanno ricevuto alcun addestramento relativo alla detenzione e alla custodia di detenuti. Inoltre, ho assodato che il personale della Polizia Militare non ha ricevuto alcuna informazione sulla Convenzione di Ginevra sul Trattamento dei Prigionieri. Forse nemmeno una copia delle Convenzioni di Ginevra è stata consegnata al personale della MP e ai detenuti.

SECONDA PARTE (11.05.4)

La generalessa ha disobbedito e i secondini vanno puniti di ANTONIO M. TAGUBA GENERALE DELL'ESERCITO Secondo il rapporto Taguba, la responsabile del carcere, il generale Karpinski, non ha saputo ovviare alle carenze di Abu Ghraib Pubblichiamo la seconda parte del rapporto stilato dal generale dell'esercito Usa, Antonio M. Taguba, incaricato di indagare sulle violenze nel carcere di Abu Ghraib. Il rapporto, commissionato dal generale Ricardo Sanchez lo scorso 19 gennaio, ha rilevato e condannato le torture compiute da alcuni responsabili degli interrogatori nella prigione irachena. L'inchiesta si è concentrata sulle evasioni e gli errori di conteggio riferiti dalla CJTF-7, ed in particolare sulle accuse riguardanti la prigione di Abu Ghraib: Sesonda parte dell' inchiesta Ho appurato i seguenti fatti: La 800a Brigata MP era responsabile delle operazioni Internment e Resettlement (I/R) su tutto il teatro delle operazioni.

Nell'800a Brigata MP e nelle sue unità subordinate si registra una diffusa carenza nella conoscenza e nell'applicazione dei regolamenti e delle norme legali di base. Il trattamento dei detenuti varia da carcere a carcere, da compound a compound, da accampamento ad accampamento, e cambia anche a seconda della AOR della 800a Brigata M P. Ci sono stati gravi errori nel conteggio dei detenuti ad Abu Ghraib. Il 320° Battaglione ha utilizzato un autoprodotto "foglio di cambio" per documentare il trasferimento dei detenuti da un luogo all'altro. Per un conteggio appropriato, è obbligatorio che questi fogli e l'elenco dei detenuti siano aggiornati entro 24 ore dal trasferimento. Ad Abu Ghraib, invece, tale procedura può richiedere 4 giorni. Questi ritardi causano inesattezze nell'assegnazione di numeri seriali ai detenuti, gravi imprecisioni nell'elenco dei detenuti e degli occupanti di una struttura, nonché una notevole confusione tra i soldati della MP. Il Capitano Theresa Delbalso, S-1 del 320° Battaglione MP e il Maggiore David Di Nenna, S-3 della stessa unità, hanno dichiarato che queste carenze sono dovute al fatto che mancano gli uomini necessari ad aggiornare i documenti in modo sollecito. I soldati non sono preparati e addestrati a condurre operazioni di I/R né prima del loro invio nella zona, né al loro arrivo, né nel corso della loro missione.

La documentazione fornita ai fini di questa indagine ha evidenziato 27 evasioni o tentativi di fuga dalle strutture gestite dalla 800a Brigata MP. Sulla base delle mie osservazioni e dell'analisi delle procedure di conteggio adottate dall'unità in questione, è altamente probabile che si siano verificati molti altri casi di fuga non riportati, che probabilmente sono stati confusi con "errori amministrativi" e sono stati cancellati. L'Ufficiale (1LT) Lewis Reader, capo plotone della 372a compagnia MP, ha riferito di almeno altri due casi di fuga da Abu Ghraib, non documentati. L'LTC Dennis McGlone Comandante del 744° Battaglione MP, ha raccontato di un detenuto evaso dalla struttura speciale (HVD) dopo essersi recato alla latrina e aver sopraffatto la guardia.

Inoltre il Comandate della 800a Brigata, Generale Karpinski, ha dichiarato che si sono verificata altre 32 evasioni, non comprese tra quelle citate nell'inchiesta, dalle strutture gestite dalla sua unità. Le strutture detentive di Abu Ghraib e Camp Bucca sono notevolmente sovraffollate, mentre il personale di guardia è scarso e male equipaggiato. Questo squilibrio ha contribuito a determinare il peggioramento delle condizioni di detenzione, le evasioni e gli errori di conteggio.

Il sovraffollamento, inoltre, limita la capacità di individuare ed isolare quei detenuti che intendono organizzare tentativi di fuga o capeggiare eventuali rivolte. Sovraffollamento Le operazioni di accertamento e di rilascio dei detenuti, che non devono rimanere nel carcere, vengono effettuate troppo lentamente, e ciò determina il sovraffollamento e il peggioramento delle condizioni di vita nelle strutture. Attualmente, il rilascio può avvenire secondo le tre procedure seguenti: 1) L'unità che ha catturato il detenuto lo rilascia dopo aver verificato che non è stato disposto il prolungamento della sua detenzione 2) Un detenuto per reati comuni può essere rilasciato se viene appurato che egli non riveste alcuna importanza dal punto di vista dell'intelligence, e che non è pericoloso per la società. Il Generale Karpinski ha la facoltà di rilasciare i detenuti che rientrano in questa categoria 3) I detenuti accusati di "crimini contro la coalizione", che vengono incarcerati in strutture separate della AOR della CJTF-7, possono essere rilasciati se non rivestono alcun interesse ai fini dell'intelligence, e non rappresentano un rischio per la coalizione. Il rilascio dei detenuti appartenenti a questa categoria può essere proposto dal locale Cell Magistrate dell'Esercito e approvato dalla Detainee Release Authority composta dal Generale Karpinski, dal COL Marc Warren, SJA della CJTF- 7 e dal MG Barbara Fast, C-2 della CJTF-7. Il MG Fast è la Detainee Release Authority per i detenuti che hanno commesso crimini contro la coalizione. Operazioni lente Il Generale Karpinski afferma che a questa categoria appartiene il 60% del totale dei detenuti, e che questa percentuale sta aumentando rapidamente. Secondo il Generale Karpinski, il MG Fast ha spesso dato parere negativo al rilascio dei detenuti, anche se non costituivano una minaccia per la coalizione e avevano tutti i requisiti per essere rilasciati. Secondo il parere del Generale Karpinski, l'estrema lentezza delle operazioni di rilascio ha contribuito in maniera determinante al sovraffollamento delle strutture. Dopo un'evasione o un grave incidente, non sono state condotte le After Action Reviews. Le unità subordinate non hanno ricevuto alcuna indicazione formulata in base ai precedenti, e non sono state messe in grado di adottare le misure correttive di base. Il Team Investigativo ha chiesto copie delle ARs, ma non ne ha rice- vuta nessuna.

Il Generale Karpinski ha formalmente approvato le conclusioni delle investigazioni condotte in passato, e ha emesso ordini in concordanza con tali conclusioni. Tuttavia, risulta che gran parte di questi ordini, che disponevano significative modifiche (delle procedure e dei comportamenti adottati all'interno delle carceri, ndr), non sono mai stati eseguiti. Inoltre, il Comando non ha fatto nulla per verificare che le azioni correttive fossero state effettivamente intraprese. Se il Generale Karpinski avesse studiato e messo in pratica le conclusioni e le raccomandazioni contenute in tali indagini, avrebbero potuto essere evitati molti degli abusi, delle evasioni e degli errori avvenuti in seguito. In nessuna delle strutture gestite dalla 800a Brigata MP sono affisse le regole del carcere o le norme delle Convenzioni di Ginevra, sebbene altre indagini avessero già rilevato questa grave mancanza. Le guardie irachene in servizio ad Abu Ghraib non danno garanzia né dal punto di vista dell'etica né da quello della lealtà, e la loro presenza rappresenta un potenziale pericolo. Tali guardie hanno fornito ai detenuti merce di contrabbando, armi e informazioni. Inoltre, hanno favorito la fuga di almeno un detenuto. In via generale, il personale civile statunitense (contractors della Titan Corporation, della CACI, ecc.), iracheno e di altre nazionalità non risulta opportunamente controllato all'interno della struttura detentiva di Abu Ghraib.

Durante la nostra ispezione sul posto, ci siamo meravigliati per la grande quantità di persone non controllate che si trovavano nell'area abitata dai detenuti. I civili che entrano ed escono da questa zona generano una gran confusione, e possono aver contribuito a determinare difficoltà nel conteggio e nella scoperta delle evasioni. Alcuni testimoni hanno riferito che i soldati della MP e dell'Intelligence Militare in servizio ad Abu Ghraib avrebbero ricevuto un addestramento regolare sulle principali operazioni di gestione dei detenuti.

Tuttavia, non sono stati in grado di produrre alcun documento o foglio di firme; nessun soldato si ricorda di aver ricevuto questo addestramento. Le strutture detentive gestite dalla 800a Brigata MP hanno abitualmente accolto prigionieri arrestati da altre agenzie (CIA, ndr) senza contarli, accertare la loro identità e le ragioni dell'arresto. Il Joint Interrogation and Debriefing Center (JIDC) di Abu Ghraib chiamava questi reclusi "detenuti fantasma". In una occasione, il 320° Battaglione ha spostato un gruppo di "detenuti fantasma" (6-8 persone) da un punto all'altro del carcere, affinché non fossero visti dal team della Croce Rossa Internazionale (ICRC) in visita alla struttura. Tale pratica è disonesta, contraria al regolamento e viola il diritto internazionale. Tentativi di evasione Il Team Investigativo ha rilevato e riferito i seguenti disordini, tentativi di evasione e casi in cui il personale ha aperto il fuoco. Sebbene non esistano dati precedenti con cui raffrontare quelli raccolti, è possibile rilevare due fattori principali. 1) Le indagini e le SIRs non hanno potuto accedere alle informazioni necessarie per valutare i dettagli di ogni incidente. 2) Le indagini hanno evidenziato le stesse carenze in tutti i casi esaminati; inoltre non è stato fatto praticamente nulla per correggere i problemi e per mettere in pratica gli ordini del Generale Karpinski.

Il Comando non si è in alcun modo impegnato affinché tali carenze venissero superate. Come ho già indicato, questa indagine dimostra che in tutte le strutture detentive si rileva una mancanza pressoché totale di procedure dettagliate. Inoltre, nonostante il gran numero di evasioni riportate (oltre 35 in tutto l'Iraq), le indagini ex articolo 15-6 riguardanti tali evasioni sono state dimenticate o ignorate dal Comando di Brigata, che non ha provveduto a far circolare le informazioni tra le varie strutture.

Rapporti ed Osservazioni, quando sono stati realizzati, sono rimasti confinati alla struttura di riferimento, e non sono stati condivisi da altri ufficiali e soldati della Brigata. Il Comando non ha mai emesso dei TTPs per il contrasto ai tentativi di fuga. Conclusioni Numerosi militari dell'Esercito Statunitense hanno compiuto atti ingiustificabili e si sono macchiati di gravi violazioni del diritto internazionale nelle strutture carcerarie di Abu Ghraib/BCCF e di Camp Bucca, in Iraq.

Inoltre, i massimi responsabili della 800a Brigata di Polizia Militare e della 205a Brigata di Intelligence Militare, nel periodo agosto 2003 - febbraio 2004, non hanno rispettato i regolamenti, le linee guida e le direttive dei comandi volte a prevenire gli abusi sui detenuti di Abu Ghraib e Camp Bucca. L'approvazione e l'implementazione delle raccomandazioni contenute nella presente inchiesta, così come di quelle formulate negli assessment precedenti, sono indispensabili per stabilire quali siano le condizioni necessarie (in relazione alle risorse e al personale) affinché in futuro sia evitato qualsiasi abuso sui detenuti.

Fonte:quotidiano "Libero" 9 e 11.05.04