In Origine Postato da ossoduro
[B]Il Governo, e Fini, alla fine ci perderanno la faccia ...................... ammesso che ci sia rimasto un pò da perdere.
Il 13 giugno 2003 Amnesty invia al Ministro Frattini e al presidente Berlusconi un memorandum in vista del semestre italkiano UE. Tra i punti evidenziati,
il problema della tortura e il rispetto dei diritti umani e del diritto umanitario in Iraq.
L' 8 giugno Amnesty aveva incontrato Scarante, vice consigliere diplomatico del nano: oggetto dell' incontro lo stesso argomento del memorandum precedente.
Il 3 Luglio, con un' interrogazione, si chiede alla Boniver quali iniziative il Governo intendesse prendere per accertarsi delle condizioni dei prigionieri iracheni.
Ci sono poi altri incontri di AI con la stessa Boniver (16 luglio) e con l'ambasciatore Castellaneta (5 agosto) per discutere della questione.
E', ora , questi vorrerebbero farci credere di essere caduti dalle nuvole.
SENZA VEERGONA ALCUNA.
===GEN. SPAGNUOLO: IRAQ, TUTTE LE NOTIZIE TRASMESSE A ROMA
(ANSA) - ROMA, 13 MAG - ''Ne sono certo: su quanto accadeva
nel carcere vicino a Nassiriya esistono delle comunicazioni che
abbiamo trasmesso a Roma. Il nostro contingente non sapeva nulla
delle torture e delle violenze cui erano sottoposti i
prigionieri iracheni nei carceri di competenza delle forze di
coalizione.
Ma quanto accadeva nel piccolo penitenziario a 40
chilometri da Nassiriya era noto'', afferma nell'intervista a
REPUBBLICA il maggior generale Francesco Paolo Spagnuolo,
comandante del contingente italiano in Iraq.
Queste comunicazioni venivano trasmesse ''per via gerarchica
al Coi, che e' la struttura di comando competente - spiega
l'alto ufficiale - ma sullo stato di detenzione delle persone
che abbiamo arrestato non esiste un rapporto specifico. [B]Il
colonnello Carmelo Burgio, comandante dei Carabinieri Tuscania,
mi parlo' dell'orrore del carcere di Nassiriya. Fu la prima cosa
che mi riferi' appena giunsi in Iraq.
Mi disse che
l'atteggiamento dei poliziotti iracheni violava le piu'
elementari norme sui diritti dei detenuti. Che il carcere di
Nassiriya andava chiuso. Cosa che e' avvenuta pochi mesi dopo la
sua partenza. Un rapporto fu trasmesso alla magistratura
irachena. Si trattava di violazioni commesse da poliziotti
iracheni nei confronti di detenuti iracheni. (...) A Roma
comunicavamo quanto avveniva giornalmente. Dagli arresti, ai
contrasti, agli interventi, alle iniziative''.
I nostri carabinieri ebbero uno scontro a fuoco con la
polizia irachena quando andarono a liberare alcuni detenuti
sottoposti a terribili torture, scrive Repubblica. ''Esatto -
dice il generale - Pochi giorni dopo quel conflitto a fuoco,
Burgio mi spiego' quali erano stati i motivi e le difficolta'
che aveva nei rapporti con la polizia locale. So che aveva
scritto un rapporto. Ma io non l'ho mai visto''.(ANSA).
LAV
13/05/2004 09:07
Per inciso, il comandante della caserma irachena di nassiriya ......... si chiama MALIK............... un nome , un programma.