E' una storia che voglio raccontarvi e che mi ha reso felice.
In questo nostro Paese, dove lo straniero è considerato, da una certa politica e da certa gente, un elemento "destabilizzante" ci sono vere perle di amore per il prossimo che non possono essere sottaciute ( per ovvi motivi non vi dirò nè nomi nè località ), anzi devono essere narrate perchè si comprenda che il valore del rispetto per l'Uomo trova la possibilità di essere messo in risalto dinanzi a comportamenti poco solidali se non intolleranti.
Voglio narrarvela come una favola.
" In mezzo ai palazzoni di cemento di una ridente cittadina del nord dell'Italia c'è un prato verde, incolto, una vera e propria "terra di nessuno" e, da qualche giorno, c'è un furgone con una famiglia di immigrati clandestini ( si, proprio loro ), due uomini, due donne ed un nugulo di bambini. Non vanno a chiedere l'elemosiana, non sono ai semafori ma, gli adulti, all'alba escono in cerca di lavoro per ritornare a sera già fatta.
Lo trovano, quasi ogni giorno il sospirato lavoro, in nero, robba da clandestini.
Nel tempo i furgoni divengono due, poi tre ed ancora, ancora, fino ad essere casa e tutto per un gruppo di circa quaranta persone.
Loro continuano a vivere nascosti, trepidanti per ogni macchina che si avvicina, consci che in quella macchina potrebbe arrivare qualcuno che può rimandarli indietro, nella miseria da cui provengono.
Un giorno, un bel giorno, arriva una macchina, c'è a bordo "l'autorità costituita" ed inizia il dialogo.
Guardandosi intorno "l'autorità costituita" si accorge che il piazzale, una volta sporco ed incolto è ora pulito e curato. Ma cosa fare, come fare qualcosa avendo le mani legate dalla asetticità della norma o da una sua possibile "crudeltà" ?
Come rimandare indietro quelle persone che altro non cercano se non una vita tranquilla e dell'onesto lavoro per lasciarsi dietro le spalle un mondo fatto di tristezza e di stenti ?
"L'autorità costituita" ricorda che c' è della brava gente che "non ha la puzza al naso" e decide di servirsi di loro per aiutare quelle persone.
Inizia così una nuova avventura, un nuovo momento nel quale a vincere è, ancora una volta la SOLIDARIETA', per i laici, LA MISERICORDIA E L'AMORE DI DIO, per me povero prete."
Mano mano che l'avventura andrà avanti ve la racconterò.
p. Nicola
P. S. dimenticavo, ma sarà poi una vicenda vera o è stato soltanto un sogno.




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