ROMA - Sarà un consiglio di amministrazione di transizione quello che oggi Giancarlo Cimoli presiederà per la prima volta in Alitalia. E non solo perché al suo fianco siederanno ancora i membri dimissionari, ma anche perché il board dovrebbe limitarsi «a prospettare i criteri di redazione del progetto di bilancio 2003» che verrà approvato solo nella riunione del 20 maggio. A meno che i vecchi consiglieri non ne rimettano il varo all’assemblea del 17 giugno. Il bilancio 2003 sarebbe ancora al vaglio del ministero dell’Economia che, nel rispetto dell’accordo firmato con i sindacati, dovrà farlo quadrare e garantire la «continuità aziendale». Intanto il cda oggi esaminerà la prima trimestrale dell’anno e le linee guida del nuovo piano che, per non scoprire molto le carte, saranno molto vaghe. Nell’immediato c’è un problema di liquidità: nelle casse a aprile c’erano poco più di 200 milioni di euro. E’ vero che i prossimi mesi sono tradizionalmente i più ricchi per il trasporto aereo, ma una boccata d’ossigeno, sottoforma di un «prestito ponte» da parte delle banche, potrebbe forse garantire una maggiore serenità.
Tra i fornitori ce ne sono di importanti che minacciano rappresaglie. In assenza di precise garanzie, sarebbe a rischio la consegna del decimo B777. Mentre il carburante verrebbe già pagato a una settimana, anziché a un mese. I concorrenti sono agguerriti: ieri Lufthansa ha annunciato il ritorno all’utile nel primo trimestre 2004 e un aumento di due punti del coefficiente di riempimento.
Intanto i sindacati si attrezzano per affrontare la trattativa sul nuovo piano industriale. Oggi pomeriggio si riuniranno per definire una strategia comune. Lunedì prossimo resta confermato lo sciopero del personale di terra proclamato dalla Cub.
Corriere della Sera




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