22.45 - TORTURE, PENTAGONO VIETA ALCUNI METODI DI INTERROGATORIO. Sulla scia dello scandalo di Abu Ghraib, il Pentagono ha deciso di vietare d'ora in poi alcuni metodi di interrogatorio dei prigionieri. Non saranno più permessi la privazione del sonno, la riduzione delle percezioni sensoriali (come per esempio il ricorso a cappucci per impedire di vedere) e l'obbligo di mantenere posizioni che provocano sofferenza.

22.30 - FRANCIA, RUSSIA E CANADA NON MANDERANNO TRUPPE. Francia, Russia e Canada, in un comunicato congiunto diffuso a margine dellla riunione dei ministri degli esteri del G8 a Washington, hanno ribadito che parteciperanno alla ricostruzione in Iraq ma che non intendono inviare truppe nel Paese neanche dopo il 30 giugno, data prevista per il passaggio dei poteri ad un esecutivo iracheno.

22.15 - POWELL: "SE CE LO CHIEDERANNO CE NE ANDREMO". Il segretario di Stato
americano Colin Powell ha confermato che se il nuovo governo provvisorio iracheno, dopo il 30 giugno, chiederà alle forze della coalizione di andarsene, le truppe americane non resteranno. D'accordo con Powell gli altri ministri degli Esteri dei Paesi del G8 che hanno truppe in Iraq, ovvero Italia, Gran Bretagna e Giappone. Paul Bremer, il capo della Cpa, "se ne andrà, e il nuovo ambasciatore degli Stati Uniti in Iraq John Negroponte non sarà il suo successore", ha precisato Powell.

21.08 - IRAQ: CPA, IN TUTTO 20 COLPI MORTAIO E 2 FILIPPINI FERITI. Solo nell'ultima mezz'ora sono stati esplosi contro la Cpa 5 colpi di mortaio e di Rpg: in tutto sono una ventina i proiettili o i razzi tirati contro l'edificio.

20.37 - IRAQ: NASSIRIYA; CPA, 4 COLPI MORTAIO, NESSUN FERITO. Ancora quattro colpi di mortaio all'interno del perimetro della Cpa di Nassiriya, da alcune ore sotto attacco da parte di miliziani. Lo riferiscono fonti militari italiane in Iraq.
Nessun ferito, secondo le stesse fonti.

19.42 - IRAQ: TORTURE, SI DIMETTE DIRETTORE DEL "MIRROR". Si è dimesso Piers Morgan, il direttore del quotidiano 'Daily Mirror' finito sotto accusa per avere pubblicato fotografie di presunte torture di soldati britannici a detenuti iracheni ritenute false dal governo di Londra.

19.34 - SADR DENUNCIA L'ODIO DELLA FRANCIA PER L'ISLAM. Il leader radicale sciita iracheno Moqtada Sadr punta adesso il dito contro la Francia denunciando il suo "odio per l'Islam" in seguito ai recenti arresti di imam radicali effettuati appunto in Francia. "C'è una guerra che infuria tra il governo francese ostile all'Islam e i loro musulmani e gli ulema", ha dichiarato Sadr la sua preghiera oggi a Kufa, nell'Iraq centrale.

19.33 - DANNEGGIATO SANTUARIO PIU' SACRO A SCIITI A NAJAF. Collaboratori del leader ribelle sciita Moqtada al Sadr hanno accusato gli americani di aver colpito oggi in tre punti la cupola dorata del mausoleo dell'Imam Ali, a Najaf, il santuario più sacro agli sciiti. Qais al Khazali, portavoce di Sadr, ha mostrato ai giornalisti i danni alla moschea, dopo sei ore di violenti combattimenti, durante i quali blindati americani sono arrivati per la prima volta fino al luogo sacro nella città a 160 chilometri a sud di Baghdad.

19.30 - IRAQ: SCONTRI CPA NASSIRIYA, FERITO UN CIVILE FILIPPINO. Un civile filippino è stato ferito da un colpo d'arma da fuoco in conseguenza della sparatoria tra miliziani di Al Sadr e militari italiani presso la sede del governo provvisorio.

19.27 - IRAQ: NASSIRIYA; NESSUN FERITO TRA ITALIANI IN ATTACCO CPA. Nessun militare italiano risulta ferito nell'attacco, ancora in corso, alla sede di Nassiriya della Cpa, l'autorità provvisoria della coalizione.

19.11 - IRAQ: UN NUOVO MESSAGGIO DI AL QAIDA. Nuovo messaggio dei terroristi su un sito internet islamico, con cui conferma l' "appoggio e la collaborazione con i combattenti iracheni". E' stato attribuito ad Abdel Aziz al-Mouqrin, indicato come il leader del gruppo di Osama bin Laden per la penisola arabica, che dichiara di partecipare con gli iracheni "alla cacciata dei militari Usa dall'Iraq" e rivendica l'uccisione di cinque occidentali nell'attacco del primo maggio a Yanbu, in Arabia Saudita.

19.01 - IRAQ: TORTURE; UNGHERIA, IN DISCUSSIONE PERMANENZA MILITARI. Le notizie sulle torture di prigionieri iracheni hanno messo in difficoltà il governo dell'Ungheria che ha inviato un contingente militare in Iraq.

18.36 - NASSIRIYA, I GIORNALISTI NELLA SEDE DEL CPA. Nella sede della Cpa, oltre ai
funzionari addetti, ci sono anche numerosi giornalisti italiani: tra questi, la troupe del Tg3 con la giornalista Maria Cuffaro, l'inviato del Corriere della Sera, Andrea Nicastro e quello di Repubblica, Meo Ponte.

18.26 - NASSIRIYA; CPA, ALTRE 5 FORTI ESPLOSIONI. Altre 5 violentissime esplosioni ravvicinate hanno scosso la sede della Cpa, intorno alle 18:15.
Lo ha detto all'Ansa Andrea Angeli, il portavoce dell' Autorità provvisoria della Coalizione. "Si è trattato di colpi di mortaio o Rpg", ha affermato Angeli. "Non so bene dove siano caduti, ma certo molto vicino alla struttura".
Le forze di sicurezza della Cpa, anche in questo caso, hanno risposto al fuoco dalle loro postazioni. "Non sono in grado di dire se ci sono feriti", ha aggiunto Angeli. "L'edificio è oscurato e, per precauzione, ognuno è bloccato nel proprio ufficio. La sparatoria è ancora in corso".

18.11 - IRAQ: OSTAGGI, LAHOUD ASSICURA A BERLUSCONI AIUTO DEL LIBANO. Il colloquio tra il premier Berlusconi e il presidente della repubblica libanese, Emile Lahoud, svoltosi a Palazzo Chigi, è stato centrato sulla situazione internazionale con "particolare riguardo al Medio oriente e all'Iraq". "Il presidente della Repubblica libanese - informa la nota di Palazzo Chigi - ha espresso al presidente del Consiglio la solidarietà del suo paese per gli italiani detenuti come ostaggi in Iraq, assicurando tutto l'appoggio delle autorità di Beirut per una soluzione positiva della vicenda".

18.00 - IRAQ:FINI,SITUAZIONE NASSIRIYA PREOCCUPA MA ORA NON ALLARMA. La situazione che si è creata a Nassiriya "desta qualche preoccupazione" anche se per il momento "non ci sono segnali concreti di allarme": lo ha detto il vicepremier, Gianfranco Fini, a margine del premio Bellisario all'Auditorium di Confindustria.

17.48 - IRAQ: NASSIRIYA; SEDE CPA SOTTO ATTACCO. La sede di Nassiriya della Cpa, l'Autorità provvisoria della Coalizione, è sotto attacco. Forti esplosioni sono state avvertite nei pressi della struttura. Gli uomini della sicurezza hanno risposto al fuoco. Nell'edificio, ha dettO Angeli, ci sono tra gli altri 5 funzionari italiani dell'Autorità provvisoria della Coalizione e alcuni giornalisti italiani.

17.33 - IRAQ: BERLUSCONI, NECESSARIO MAGGIOR COINVOLGIMENTO ONU. Silvio Berlusconi ritiene necessario un "maggior coinvolgimento delel Nazioni Unite" per il futuro dell'Iraq. E' quanto si legge in un comunicato diffuso da palazzo Chigi.


17.20 - IRAQ:TORTURE;GOVERNO LE CONDANNA,NESSUNA RESPONSABILITA'. Il Consiglio dei ministri condanna "duramente" le torture e gli abusi nei confronti dei prigionieri iracheni ma respinge "con indignazione le accuse di corresponsabilità o di reticenze in ordine a condotte vergognose ed abiette, solo e comunque ascrivibili a taluni appartenenti a forze armate di altri paesi della coalizione".E' quanto viene sottolineato nel comunicato finale della riunione nel quale si ribadisce il "pieno sostegno" ai militari italiani impegnati in Iraq, si respingono i tentativi di "delegittimazione" degli sforzi per consolidare la pace in quell'area e si conferma la richiesta di una "giusta punizione" dei colpevoli delle torture.

17.16 - IRAQ: GOVERNO,TORTURE NON SIANO PRETESTO PER DELEGITTIMARE. Il governo respinge "con indignazione le accuse di corresponsabilità o reticenze in ordine a condotte vergognose ed abiette, solo e comunque ascrivibili a taluni appartenenti a forze armate di altri paesi della coalizione; comportamenti che ha condannato duramente e per i quali si chiede una giusta punizione dei colpevoli". E', questa, la posizione ufficiale ed unanime dell'esecutivo, messa nero su bianco nel comunicato finale del consiglio dei ministri

17.00 - FRATTINI: "RESTEREMO SOLO CON INVITO IRACHENI". "La presenza delle truppe della coalizione, soprattutto italiane, sarà una presenza che gli iracheni chiederanno. Nel caso che gli iracheni non ci volessero, noi non staremo certamente più lì": lo ha detto il ministro egli esteri italiano Franco Frattini dopo l'incontro del presidente americano George W. Bush con i ministri degli esteri del G8 riuniti a Washington.

16,50 - TORTURE, FIDANZATO DELLA ENGLAND A CORTE MARZIALE. Il fidanzato di Lynndie England sarà il quarto soldato americano ad affrontare la corte marziale per gli abusi sui detenuti iracheni. Il caporale Charles Graner dovrà rispondere di sette accuse tra cui maltrattamento, crudeltà e adulterio per la sua relazione con la soldatessa ora incinta di quattro mesi. Ne ha dato notizia il generale Mark Kimmitt, portavoce del contingente statunitense. Graner sarà rinviato a giudizio il 20 maggio, lo stesso giorno in cui saranno formalizzate le accuse nei confronti di due sergenti. La data del processo invece non è stata ancora fissata. In tutto, i soldati americani incriminati sono sette.

16,35 - SADR: "SCIRI NON PARTEGGI PER USA". Il leader radicale sciita Moqtada al Sadr ha ammonito il Supremo consiglio per la rivoluzione islamica in Iraq (Sciri) di non prendere la parti degli americani. In particolare, Sadr ha denunciato la totale mancanza di collaborazione della Brigata Badr, la milizia dello Sciri, nella rivolta contro l'occupazione straniera. "Mi chiedo cosa sia accaduto alla Brigata Badr", ha detto durante il sermone del venerdì alla moschea di Kufa. "Sostenevano molto di più il mio povero padre e la sua battaglia contro Saddam" Hussein, ha proseguito, "ma devono stare attenti a non farsi risucchiare nel complotto americano per incitare alla battaglia tra gli sciiti".

16,20 - CASINI: "ISLAM SI VERGONI PER DECAPITAZIONE OSTAGGIO". "Come noi, mondo occidentale, ci vergogniamo delle torture sui detenuti iracheni, spero che il mondo islamico si vergogni allo stesso modo di quello che è capitato in queste ore e che troppi mass media hanno colpevolmente sottovalutato, e che è stato uno degli episodi più bui di questi mesi, cioè la decapitazione di un americano da parte di un gruppo di estremisti islamici". Lo ha detto il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini. "La forza di ogni democrazia - ha aggiunto Casini - è quella di sapere dire che si prova vergogna di questi episodi".

14,30 - NAJAF, MILIZIANI: "MORTI DIECI DEI NOSTRI". I miliziani di Al Sadr a Najaf annunciano la morte di diedi loro uomini durante scontri con le forze della coalizione.

13,49 - NASSIRIYA, UOMINI ARMATI SU PONTE. "Ci sono uomini armati a Nassiriya, all'altezza di uno dei tre ponti della città. Non è ancora chiaro che intenzioni abbiano. I militari italiani stanno controllando la situazione". Solo queste, al momento, le informazioni che arrivano dal comando del contingente italiano in Iraq. Nessuna conferma, ancora, alla notizia dell'occupazione di uffici della polizia locale da parte di uomini di al Sadr.

13,39 - CONSIGLIERE SISTANI: "VIA USA E SADR DA NAJAF". Un consigliere del grande ayatollah sciita Sistani ha chiesto alle forze americane e alle milizie di Moqtada Sadr di lasciare la città santa di Najaf.

13,31 - NASSIRIYA; MOVIMENTO EL SADR DECRETA JIHAD. Il capo della sezione di Nassiriya del movimento di Moqtada el Sadr ha decretato la Jihad, la guerra santa.
In un'informazione data come urgente dalla rete satellitare al Jazira, il militante del movimento ha annunciato che la città è una zona interdetta alle forze di occupazione. La città è sotto il controllo dei militari italiani.

13,30 - SPAGNA, ARRESTATI 5 PRESUNTI MEMBRI DI AL QAEDA. La polizia spagnola ha arrestato cinque presunti estremisti islamici, quattro arabi e uno spagnolo, che avrebbero fatto parte di una cellula legata a Al Qaeda. Nessuno di essi sarebe implicato negli attentati dell'11 marzo a Madrid. Gli arresti sono stati eseguiti a Madrid, Barcellona, Bilbao e nella Cantabria, nell'ambito dell'inchiesta condotta dal giudice Baltasar Garzon sulle cellule di al Qaeda operanti in Spagna. Gli arrestati avrebbero avuto il compito di reclutare attivisti da inviare in Iraq.

13,27 - NASSIRIYA, UOMINI SADR OCCUPANO STAZIONI POLIZIA. Militanti sciiti seguaci del leader radicale Moqtada Al Sadr hanno occupato diversi posti di polizia e la sede del governatore iracheno di Nassiriya. Lo ha riferito la tv rete satellitare Al Jazeera con una scritta in sovrimpressione sullo schermo.

12.55 - BAGDAD, LUOGOTENENTE SADR FA APPELLO A DIFENDERE NAJAF. Un luogotenente di Moqtada Sadr ha chiesto ai fedeli riuniti per la preghiera del venerdì di andare a Najaf per sostenere le milizie contro le forze della coalizione. "Vi chiedo di andare a Najaf la santa dopo la fine della preghiera per sostenere i nostri fratelli", ha detto lo sceicco Abdel Hadi Darraji nel suo sermone alla moschea di Hikma, nella periferia sciita ad est di Bagdad. "Se le forze di occupazione entreranno a Najaf annunceremo la mobilitazione generale per proteggere i luoghi santi e il nostro capo Moqtada Sadr", ha aggiunto.

12.50 - CONSENSI ANCORA IN CALO PER BUSH. Calo di consensi tra gli americani sulla politica irachena del presidente George Bush, crescente pessimismo sulla direzione imboccata dal paese, e insoddisfazione sempre più forte nei confronti della presidenza. Così il quotidiano americano 'Newsday' riassume oggi l'umore della popolazione statunitense, interpretando i dati dagli ultimi sondaggi. Una nuova inchiesta realizzata dal 'Pew Research Center' di Washington rivela ad esempio che appena il 33 per cento del campione interpellato è soddisfatto delle condizioni nel paese ed il 44 per cento approva il lavoro di Bush, due percentuali che rappresentano minimi storici per la sua presidenza.

12.30 - BREMER EVOCA UN RITIRO DELLE TRUPPE USA. L'amministratore Usa Paul Bremer ha chiaramente evocato la possibilità di un disimpegno americano in Iraq dichiarando che "non è evidentemente possibile restare in un Paesedove non siamo i benvenuti". "Se il futuro governo iracheno ci chiederà di andarcene noi ce ne andremo ma non credo che ciò accadrà".

10.50 - BLAIR A INDEPENDENT, NON VOLTERO' LE SPALLE A BUSH. Il primo ministro britannico Tony Blair, in un'intervista pubblicata oggi da The Independent, ribadisce che resterà "spalla a spalla" con George Bush, malgrado le crescenti pressioni, anche dall'interno del partito laburista, per convincerlo a prendere le distanze dal presidente Usa. "Non è nel momento di maggiore difficoltà che si cominciano a creare complicazioni al principale alleato", ha affermato Blair nella prima intervista rilasciata dopo l'esplosione dello scandalo delle torture inflitte ai detenuti iracheni.

10.30 - COMUNICATO AL QAEDA, AIUTIAMO I COMBATTENTI IRACHENI. Il leader di al Qaeda in Arabia Saudita ha detto oggi che la rete terroristica aiuta i militanti musulmani in Iraq a combattere contro l'occupazione guidata dagli Usa. E' quanto si legge in un comunicato attribuito a Abdulaziz al Muqrin pubblicato oggi da diversi siti internet islamici. "Nella nostra jihad (guerra santa) nella penisola arabica - si legge nel comunicato - stiamo servendo la causa irachena e aiutando i combattenti sul posto con i quali siamo in costante contatto e che appoggiamo. Cerchiamo di confondere il nemico, mantenendo occupate le sue retrovie e sventando i suoi futuri piani con i suoi alleati arabi e despoti".

9.45 - VIOLENTE ESPLOSIONI A SUD DI NAJAF. Una serie di violente esplosioni hanno fatto tremare la periferia meridionale della città santa scita di Najaf. Le deflagrazioni sono risuonate dopo che, nel vasto cimitero alle porte della città, vanno avanti da ore gli scontri tra le truppe americane e i miliziani dell'Esercito Mehdi.

9.30 - KERBALA, COMBATTIMENTI NELLA NOTTE, 4 IRACHENI MORTI. Almeno quattro iracheni morti e 13 feriti rappresentano il bilancio di combattimenti avvenuti durante la notte nella citta sciita di Kerbala. Lo riferiscono fonti mediche. I combattimenti secondo testimoni sul posto sono cessati poco prima dell'alba.
Elicotteri americani sorvolano la città lanciando volantini in cui si invita il leader radicale sciita Moqtada Sadr a consegnarsi alle autorità. I militari posizionati a circa un chilometro dagli edifici sacri della città con gli altoparlanti invitano gli abitanti a tenersi lontani dal centro. Le strade, di venerdì normalmente affollate di fedeli che si recano nelle moschee, appaiono questa mattina quasi deserte.

8.20 - NUOVI SCONTRI A NAJAF. Si torna a combattere a Najaf, la città santa sciita nell'Iraq centro-meridionale. Esplosioni e colpi di arma da fuoco sono tornati a risuonare nella città, dove fonti giornalistiche hanno assistito a scontri tra militari americani e miliziani fedeli al mullah ribelle, Moqtada al Sadr. Gli spari provenivano dalla periferia meridionale e occidentale della città dove è asserragliato il leader sciita con centinaia di suoi miliziani. Secondo un primo bilancio dello scontro a fuoco stilato da fonti dell'ospedale della città Hakim, due persone sono rimaste ferite. I blindati americani si sono spinti fino all'interno dell'antico cimitero cittadino, dove sono da giorni asserragliati molti uomini dell'esercito Mehdi. Nell'area è infuriata un'aspra battaglia: almeno tre carri armati hanno distrutto a colpi di cannone le postazioni dei guerriglieri nascoste tra le tombe. Il vasto cimitero ai margini della città, uno dei più grandi al mondo, ospita anche numerosi luoghi sacri ai musulmani sciiti.

7.45 - ABU GHRAIB, INZIA LIBERAZIONE GRUPPO 315 DETENUTI. E' da poco iniziata la liberazione di un gruppo di 315 prigionieri del carcere di Abu Ghraib. Il rilascio di questo prigionieri era stato annunciato il 12 maggio da un responsabile della coalizione. Un primo autobus, con bordo decine di reclusi che facevano gesti di esultanza, è uscito dal perimetro della prigione alle 9:20 ora locale ed è passato davanti a un centinaio di persone che aspettavano davanti al portone, dirigendosi verso il centro della località vicina.

7.30 - MARINE UCCISO DURANTE SCONTRO A FUOCO NELL'OVEST. Un marine americano è stato ucciso ieri durante uno scontro a fuoco nell'ovest dell'Iraq mentre partecipava a un'operazione per la sicurezza. Lo ha riferito oggi un laconico comunicato della coalizione.