Per poter disporre di tutte quelle armi che hanno? me lo sono chiesta poco fa vedendo il carrarmato israeliano saltato per aria al tiggì tre...bah...sta roba non me la spiego, son morti di fame però le armi se le comprano![]()
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Per poter disporre di tutte quelle armi che hanno? me lo sono chiesta poco fa vedendo il carrarmato israeliano saltato per aria al tiggì tre...bah...sta roba non me la spiego, son morti di fame però le armi se le comprano![]()
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LE MINE LE COMPRANO ANCHE DALL'ITALIA..
COSTANO 25 EURO L'UNA... HO LETTO .....COME FAREBBE IL NORD SENZA LE FABBRICHE DI ARMI..????
PENSI DI POTER CONVINCERE I TUOI CONTERRANEI A VENDERLE SOLO AD ISRAELE??![]()
su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)


Il problema non è chi vende armi ma chi le compra... Anche qui come in altri campi si affaccia la concorrenza cinese, a quanto ne so ioIn origine postato da cciappas
LE MINE LE COMPRANO ANCHE DALL'ITALIA..
COSTANO 25 EURO L'UNA... HO LETTO .....COME FAREBBE IL NORD SENZA LE FABBRICHE DI ARMI..????
PENSI DI POTER CONVINCERE I TUOI CONTERRANEI A VENDERLE SOLO AD ISRAELE??![]()
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Comunque io sapevo che, per esempio, uno dei grandi sostenitori del terrorismo palestinese era Saddam Hussein, che addirittura forniva casa, vitto e alloggio ai parenti diretti di ogni kamikaze che si immolava contro obbiettivi israeliani.


In origine postato da pensiero
Per poter disporre di tutte quelle armi che hanno? me lo sono chiesta poco fa vedendo il carrarmato israeliano saltato per aria al tiggì tre...bah...sta roba non me la spiego, son morti di fame però le armi se le comprano![]()
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Chiedere all'Unione Europea, pare che ne sappia parecchio....
Shalom


In origine postato da Pieffebi
Chiedere all'Unione Europea, pare che ne sappia parecchio....
Shalom
Come l'Unione Europea dà soldi alla Palestina e questa si compera armi? ma sono matti?![]()
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Possibilissimo!
La maggior parte dell'armamento che c'è in giro nel Mondo,comunque,proviene dall'ex CCCP...
Un altro "gentile omaggio" che il Comunismo ci ha lasciato...
Il bello è che anche nei TG si vede benissimo che in tutto il Mondo le armi usate sono,ad esempio, AK47(Kalashnikov),come in Irak o in Palestina.
Ma a nessuno viene in mente di ricordare questo particolare.


In origine postato da peppe
Ma a nessuno viene in mente di ricordare questo particolare.
qualcuno sostiene che le armi sono le nostre![]()
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i paesi occidentali finanziano guerre in tutto il mondo, non vedo cosa c'è da stupirsi, sono cose risapute, cmq anche gli Usa finanziano i palestinesi


Sarebbe bello che questa materia (le armi...) non fosse materia da ultras; strano infatti che tu ti ponga il quesito a proposito dei Palestinesi, ma non a proposito di n-mila altre situazioni in cui dei 'morti di fame' (che brutta definizione...) acquistano ed usano armi da Paesi ricchi (ed anche in questo caso fare distinzioni di parte mi pare quanto meno ridicolo...).In origine postato da pensiero
Per poter disporre di tutte quelle armi che hanno? me lo sono chiesta poco fa vedendo il carrarmato israeliano saltato per aria al tiggì tre...bah...sta roba non me la spiego, son morti di fame però le armi se le comprano![]()
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Comunque non mi permetto di fare dei processi alle intenzioni nè mi metto a fare polemica partendo dal presupposto che la tua domanda sia piuttosto faziosa: mi limito ad osservare che in quanto italiani sarebbe quanto meno auspicabile che ci informassimo su cosa fa il nostro Paese a riguardo dell'export di armi e magari fare pressione per cambiare certe politiche folli che aihmè sembra non abbiano a che fare con il colore politico dei governi in carica. L'ignoranza è una gran brutta cosa...e gli ultras spesso ne sono dotati in abbondanza, spero concorderai.
Riporto sotto un articolo recentissimo uscito su Vita giusto per farsi un'idea un pò più precisa della situazione italiana e delle sue chiamiamole 'storture'. Comunque per trovare molta altra roba puoi andare su http://www.vita.it/sotto/index.php3?SOTTOCATID=464 ed utilizzarlo come punto di partenza sulla delicatissima ed assai complessa situazione armi nel mondo. Se hai voglia di perderci un pò di tempo, penso che alla fine ti renderai conto del perchè mi sono permesso (e me ne scuso) di aver parlato di faziosità a proposito della tua lecita domanda (ma il termine 'morti di fame' te lo potevi sinceramente evitare...).
Cordialmente,
Etrusco
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Le armi scoppiano di salute
di Benedetta Verrini (b.verrini@vita.it)
06/04/2004
Un boom da oltre un miliardo di euro: è l'ammontare del portafoglio ordini 2003 delle aziende belliche italiane. Lo rivela la nuova relazione del governo sul commercio di armi.
Il made in Italy che non conosce crisi. Che non risente dell'euro. Che guarda all'incertezza politica mondiale come a un'ottima opportunità di crescita. Il settore degli armamenti, dai primi dati della Relazione sull'export delle armi relativa al 2003, sta vivendo una stagione boom: il valore delle autorizzazioni all'esportazione è incrementato del 39,36% rispetto al 2002, con un valore complessivo di commesse pari a circa un miliardo e 282 milioni di euro (contro i 920 milioni dell'anno precedente).
Un picco simile, negli ultimi anni, c'era stato solo nel 1999, con esportazioni per oltre 1 miliardo e 300 milioni di euro, imputabili in gran parte a una maxi-commessa, di apparati elettronici per l'aeronautica, da 644 milioni di euro verso gli Emirati Arabi, effettuata da Elettronica spa in joint venture con la francese Thomson. L'export autorizzato dal governo, peraltro, negli ultimi anni si era mantenuto su una media di 8-900 milioni di euro all'anno, mantenendo il nostro Paese tra i primi sette Paesi esportatori mondiali. Chissà quale posto prenderà adesso, con questa performance.
Ma a chi abbiamo esportato, nel 2003? Il primo acquirente in assoluto è stata la Grecia, con autorizzazioni per 248 milioni di euro.
A seguire, nell'anno della guerra in Iraq e del terrorismo globalizzato, l'industria bellica italiana i migliori affari li ha fatti con la Malaysia, che risulta al secondo posto con il 12,95% del totale delle autorizzazioni (pari a circa 166 milioni di euro); con la Cina, al terzo posto con il 9,91% delle autorizzazioni (pari a circa 127 milioni) e con l'Arabia Saudita, con l'8,52% delle autorizzazioni (pari a circa 109 milioni). E si prosegue, più oltre, con il Pakistan (con il 5,43%, circa 69 milioni di euro), la Siria (in questo caso, 55 milioni di euro di armi non solo autorizzate, ma già consegnate), e Paesi africani come Ghana, Kenya e Zambia.
Dopo un elenco di acquirenti così ingombranti, è curioso notare come la relazione ribadisca con solennità che fra le autorizzazioni rilasciate nel 2003 non vi sia "alcun Paese rientrante nelle categorie indicate nell'articolo 1 della legge 185". Eppure, quell'articolo stabilisce il divieto di esportare a Paesi in guerra, che si macchiano di “gravi” violazioni dei diritti umani, che sono sotto embargo internazionale o altamente indebitati.
Come sia possibile aver autorizzato, dunque, esportazioni d'armi alla Malaysia, oggetto di una risoluzione del Parlamento europeo nel 2002 per la sua legge sulla sicurezza interna (Internal Security Act - Isa), in base alla quale è permessa la detenzione senza processo fino a due anni, rinnovabile in modo indefinito, per qualsiasi persona ritenuta una minaccia alla sicurezza nazionale o all'ordine pubblico, non è dato sapere. Per non parlare della Cina, sotto embargo Ue nel 1999, a seguito della repressione degli studenti di piazza Tienanmen e tuttora protagonista di gravi violazioni dei diritti umani.
La battaglia promossa l'anno scorso dalla società civile per difendere la legge 185 può apparire ben vana se si passano in rassegna le altre transazioni autorizzate: verso la Siria, già messa all'indice dagli Usa e probabile “cancello” per l'approvvigionamento di armi al regime di Saddam; il Pakistan, in stato di conflitto perenne con l'India; lo Zambia e il Ghana, Paesi nel programma Hipc, che certamente non dovrebbero spendere per la propria difesa più che per lo sviluppo.
Ma tant'è. La seconda domanda che sorge, scorrendo la relazione, è "chi esporta cosa". Nel 2003, i migliori affari sono stati conclusi dalla Galileo Avionica (già alla ribalta per la discussa fornitura di puntatori ottici alla Siria), con oltre il 22% delle esportazioni, pari a circa 285 milioni di euro. Società del colosso Finmeccanica, la Galileo è tra i leader mondiali per i radar avionici e radiobersagli. Sviluppa e produce velivoli tattici senza pilota (Uav) e simulatori di volo e partecipa ai principali programmi aeronautici europei (Eurofighter, NH-90, EH-101).
La seguono altre aziende della galassia Finmeccanica: la Alenia Aeronautica (con il 20,19%, pari a circa 258 milioni di euro), che è la maggiore industria aeronautica italiana con velivoli da combattimento e da trasporto militare come l'Eurofighter/Typhoon, l'Amx, il Tornado. La Oto Melara (con il 9,85%, pari a circa 126 milioni di euro), leader mondiale nel campo delle artiglierie navali di piccolo e medio calibro. Cioè obici, cannoni, lanciatori di missili. Anche se non è possibile incrociare venditori con acquirenti, perché la Relazione su questo preferisce rispettare la "riservatezza commerciale delle aziende", una cosa è certa. Chi si è aggiudicato questi armamenti, prima o poi li userà.


In origine postato da Oasis
i paesi occidentali finanziano guerre in tutto il mondo, non vedo cosa c'è da stupirsi, sono cose risapute, cmq anche gli Usa finanziano i palestinesi
Cribbio, informatene subito l'estrema sinistra, così la smette di bruciare le bandiere di Israele!
Shalom