Nunzio D'Erme, un disobbediente a Strasburgo
Correrà come indipendente di Rifondazione nel collegio «Italia centrale»: «Darò visibilità ai senza diritti»
ANDREA COLOMBO
Nunzio D'Erme, già consigliere comunale a Roma è uno degli indipendenti che si presentano nelle liste di Rifondazione comunista per le elezioni europee nella circoscrizione dell'Italia centrale. A differenza degli altri candidati indipendenti del Prc, quella di D'Erme non è solo una candidatura «a titolo personale». La mia, spiega, «non è una candidatura individuale: sono un candidato indipendente come espressione dei Disobbedienti. La mia è dunque una candidatura al servizio del movimento, e ti assicuro che io la affronto proprio così: con spirito di servizio».
Non crea problemi a te o ai disobbedienti candidarti con un partito che, di fatto, ha già annunciato l'accordo con il centrosinistra per le elezioni del 2006?
Questa candidatura mira a garantire visibilità e rappresentanza dei nostri contenuti. Non siamo e non pretendiamo di essere un partito. Rifondazione farà i suoi accordi. Noi riteniamo che ci possa essere una dialettica con il centrosinistra, che comunque garantisce una maggiore agibilità politica rispetto al governo Berlusconi. Ma non possiamo dimenticare che è stato il governo di centrosinistra a creare i «centri d'accoglienza» per gli extracomunitari, non possiamo dimenticare la terribile politica carceraria di quei governi, e certo neppure che è stato il centrosinistra a far proprio l'ossimoro «guerra umanitaria».
Cosa pensi del partito della sinistra europea nato la settimana scorsa a Roma e di cui è parte integrante Rifondazione?
Mi avevano chiesto di aderire, ma io, a differenza di altri disobbedienti ho risposto di no. Sia chiaro: guardo con interesse a tutto quello che si muove contro il neoliberismo. Però la presenza di alcuni partiti, come il Pcf ad esempio, puzza un po' di vecchio. Insomma, penso che ci sarà un rapporto di collaborazione e interesse reciproco, ma il partito della sinistra europea, per ora, mi sembra culturalmente lontano da noi.
Qual è per voi, come espressione del movimento, la priorità nella politica europea?
Abbiamo contatti in tutta Europa, come è ovvio dal momento che il movimento è sovranazionale. E la priorità oggi, è rivendicare l'agibilità politica per i movimenti, in una fase in cui questa è messa pesantemente in discussione a livello europeo. Quando in tutto il continente lotte come quella per il diritto alla casa o per il diritto allo sciopero con i picchetti vengono assimilati ad atti sovversivi, quando non delinquenziali tout court.
A quali fasce sociali europee una candidatura come la tua mira a dare rappresentanza?
A quelli che noi definiamo «gli ultimi». I precari, i senza diritti, quelli che lavorano senza alcun contratto e che per affermare i propri diritti di cittadinanza devono per forza, in qualche misura, violare la legalità.
Il reddito di cittadinanza fa parte delle proposte che volete sostenere a livello europeo?
Appoggiamo tutto quello che va verso il reddito di cittadinanza, proprio perché risponde alle esigenze di quegli «ultimi» di cui stavamo parlando. Ed è anche un modo di alludere subito a «un altro mondo possibile».
Pensi che sulla tua candidatura possa convergere un'area di movimento più vasta dei soli disobbedienti?
Penso e spero che possa esserci un voto trasversale, espresso da tutti colo che hanno portato avanti le lotte e le rivendicqzioni di questi ultimi anni. In ogni caso, si tratta di una campagna elettorale piuttosto dura. Personalmente sono stato minacciato dai militanti di Forza nuova, ultimamente ci sono stati scontri con i fascisti, e allo stadio di Torino i tifosi della Lazio inalberavano un cartello con scritto: «Forza Nuova - D'Erme verme». Te lo racconto solo per farti capire in quali condizioni si sta svolgendo questa campagna elettorale.
Cosa farete il 4 giugno, quando Bush sarà a Roma?
Bush è uno dei peggiori criminali che ci siano oggi al mondo. La sua politica sciagurata sta portando al disastro. Non è un ospite gradito. Dunque cercheremo di ostacolare il suo arrivo.
http://www.ilmanifesto.it/oggi/art51.html




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