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  1. #1
    Araldo
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    Predefinito Personalmente non credo ad una vita dopo la morte,

    >"...la morte di un Essere umano è identica a ciò che accade quando la farfalla esce dal bozzolo.
    >Il bozzolo può essere paragonato al corpo umano.
    >Quest'ultimo non è il nostro vero Io, è solo una dimora in cui vivere per un po' di tempo.
    >Morire è solo trasferirsi da una casa.. in un'altra più bella...
    >...E' un passaggio ad un altro stato di coscienza, in cui si continua a crescere psichicamente e spiritualmente.."
    >"...Si deve umilmente accettare il fatto che vi sono milioni di cose che ancora non siamo in grado di capire.
    >Ciò non significa che quello che non siamo in grado di capire, non esista o non sia reale."
    >Elisabeth Kübler-Ross
    >Psichiatra e scienziata,
    >pioniera nella ricerca sulla morte
    >e sulla vita dopo la morte.
    >

    Personalmente non credo ad una vita dopo la morte,
    >dal nulla siamo venuti e nel nulla torniamo.

    Rispondo:
    Dal nulla non nasce che nulla…Il mio Filosofare non porta a nessun paradiso, inferno o reincarnazione…
    Da Madre Terra si nasce, e si ritorna nel suo grembo, però, lasciando un segno pur piccolo del nostro passaggio, dato dall’Evoluzionismo del Primo Input (DIO) all’Eterno Presente; se sì vive, lo dobbiamo ai nostri genitori (continuità della specie) così i futuri figli ci saranno anche merito del Nostro contributo…

    >Dottrine sull’anima immortale, reincarnazione, ecc…
    >possono dare un certo sollievo dal timore del nulla
    >oltre la vita e per coloro che rimangono la possibilità
    >di continuare a relazionarsi con persone care scomparse.
    >Nessuno è tornato dall’aldilà e racconti di persone uscite
    >dal coma, su tunnel e viaggi nella luce o visioni del proprio corpo
    >e delle persone intorno non sarebbero che allucinazioni
    >mentali dovute alla mancanza d’ossigeno.
    >Potrebbe sembrare, la mia, una visione troppo materiale
    >dell’essere umano … ricordo la frase…..ritornerai alla terra
    >perché da questa sei stato tratto…nessun’altra menzione di
    >premio o castigo o vita che sopravvive alla morte corporea.
    >Solo chi ha fatto l’essere umano può dirci cosa accade dopo
    >la morte ma le molteplici interpretazioni delle sue parole
    >( la stessa cosa succede anche in politica) ha portato
    >ad avere una visione personale su molte cose.
    >La vera vita è quella di ogni giorno, se vogliamo e possiamo,
    >viviamola il più pienamente possibile; se poi vogliamo provare
    >sollievo dalla dura e dolorosa realtà quotidiana avendo
    >una speranza di vita ultraterrena…..siamo liberi di farlo.
    >Ciao. Gianni

    L’Umanità, tesa al consumismo, edonismo, a bruciare le ricchezze di Madre Natura, corre il rischio che sparisca nel tempo che non ha tempo (solo spazio di vita) dal pianeta Terra, se continuiamo nell’egoismo e alle guerre tra Noi…
    Tendere a migliorarci è vivere il “paradiso” terreno…
    Il Poeta

    >

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  2. #2
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    Predefinito

    In Origine Postato da antonio
    io invece credo alla vita dopo la morte...
    credo che la coscienza sopravviva al decesso del corpo.
    sopravviva nella stessa persona che vive in una dimensione altra.
    mah, magari! qualsisi cosa ci fosse, fosse pur l'inferno e fossi dannato, ma purtroppo ho paura che non ci sia nulla.

  3. #3
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    io non credo ma spero nella reincarnazione.

  4. #4
    Araldo
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    Predefinito amica mia la verità non fa male...è solo Speranza!

    abbiamo bisogno di crederci, ognuno a modo suo. lo troppo amata per credere che sia finito tutto così.
    >>>
    >
    >

    La mia "teoria" è la miglior speranza...
    le ultime parole di mia moglie: < ho voglia di dormire un lungo lungo sonno...>
    hanno avvalorato l'ETERNO PRESENTE...
    Ciao il Poeta

  5. #5
    Araldo
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    Predefinito

    In principio la morte non esisteva...poi Eva (di cui hai parlato in un precedente post)portò Adamo a peccare mangiando il frutto proibito...come si fà con i bambini lasciando il vasetto di Nutella a portata di mano.
    >Ma...loro erano grandi...davvero????
    >Se ancora non conoscevano il male ed erano innocenti come bambini???
    >Allora si accorsero di essere nudi....perchè Dio aveva messo in loro il concetto che essere nudi era peccato?
    >Beh devo ammettere che non tutto quadra e che può anche capitare che 2+2 faccia 5...la cosa non mi sembra nè matematica nè razionale...ma erano altri tempi.
    >Ciao. Gianni

    come vedi il credere in una vita oltre la morte non fa parte di una dottrina o rivelazione divina ma di una esigenza umana...di continuità di qualche forma di vita, di paura dell'annientamento totale, del desiderio di mantenere un contatto con chi si è amato.
    >Sono "bisogni del cuore", desideri, ma per credere ci vorrebbero le famose "PROVE" e chi le può fornire?
    >Ciao. Gianni

    Ciao,
    la Genesi nella sua creazione si serve di metafore per dare una consistenza al vivere della cellula che s'evolve...
    Il mio discorso non è una metafora è basato sulla logica riflessiva...
    E' ovvio che non obbligo nessuno a crederci, ognuno deve arrivarci per riflessione...
    Il Poeta

  6. #6
    Araldo
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    Predefinito

    secondo me non è corretto applicare il racconto di Genesi sulla creazione alla teoria dell'evoluzione...non ci vedo nessun collegamento.
    In quanto alla metafora o lo prendiamo come è scritto o ognuno se lo inventa a modo suo.
    Ciao. Gianni

    Caro Gianni, sei in buona compagnia a non voler capire e, soprattutto a non accettare ciò che esprimo…
    Essendo “nessuno” passo per arrogante… (gioco di potere), il “cogitate”, riflessione ponderata… (intuizione carismatica…) mi fa affermare che il Mistero, si può sintetizzare nel Principio dell’Evoluzionismo…
    Il tutto, non è invenzione ma logica Riflessiva che nasce da una Vita vissuta, nell’essere se stesso e, teso alla Donazione nel Principio gratuito del Mistero…
    Ciao il Poeta

  7. #7
    Araldo
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    Predefinito

    Caro Lorenzo,
    grazie per i tuoi messaggi.
    E' un tema interessante, ma insolubile. Vedo la morte come momento di trapasso in uno stato di incoscienza, di sonno eterno, di non-esistenza che ci libera dal nostro fragile e temporaneo involucro corporeo.

    Rispondo:
    D’accordo sul “sonno Eterno” ed esistenza nell’Eterno Presente…

    Il nostro timore dell' ignoto alimenta la nostra speranza in una continuità della vita dopo la morte, spingendoci ad immaginare un aldilà idilliaco e di pace (Paradiso), forse anche per lenire i nostri affanni terreni. Non è forse la paura della morte (e dell' inconoscibile) la forza che porta
    l' uomo a darsi delle regoli morali?

    Rispondo:
    Il “DNA” e la Riflessione dei “Saggi” o chi comanda…crea delle “regole”…

    Penso che i tunnel di luce che persone in stato di coma dicono di aver visto siano dovuti a reazioni particolari delle cellule nervose.

    Rispondo:
    A priori son d’accordo…

    Esistono teorie che vedono nella morte la causa prima del male e della sete di potere. L' uomo, essendo mortale, tende a voler sopravvivere "a tutti i costi"
    Il suo istinto di sopravvivenza può esprimersi in modo violento o invece molto razionale (inganni, raggiri; esiste purtroppo anche l' avidità specifica di persone che pensano sempre all' eredità dell' a l t r o).

    Rispondo:
    Nella Riflessione dell’Eterno Presente c’è il Dono gratuito del Mistero, di cui tutti sono partecipi in rapporto a ciò che hanno Donato nello spazio di tempo che son “vissuti” nel tendere all’Evolversi…


    P.S. Riguardo al tuo messaggio di prima: la globalizzazione mi sembra essere una forma occulta (e moderna) di schiavitù e di sfruttamento senza scrupoli. Ma come è possibile frenarla?
    Ciao Lorenzo e grazie.
    Cristina

    Rispondo:
    È la continua furbata del potere occulto a danno di chi viene sfruttato…(Globalizzazione: è solo una moderna parola (demagogica) che parla di potere al popolo (al contagocce…).Tutto questo avviene per mancanza di Cultura dell’Amore…
    Ciao …Lorenzo
    .

  8. #8
    Araldo
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    …Dopo la Morte

    Caro Lorenzo, secondo me la morte ha le sue buone ragioni per toglierci dal mondo.
    Non si può evitare di morire. Anzi, c'è qualcosa di etico nella morte, c'è qualcosa che dà valore alla vita.

    Rispondo:
    la Morte è il rinnovamento di cellule di Vita (spazio).


    Se fossimo immortali in mezzo ad esseri destinati a perire saremmo come gli dei dell'Olimpo, vani e capricciosi, egoisti e incontentabili. Invece siamo mortali.

    Rispondo:
    è nella mortalità che la Nostra gratuità si rinnova all’infinito…

    C'è qualche cosa di essenziale nel fatto che noi - gli esseri umani - si sia consapevoli di dover morire.

    Rispondo:
    ritengo che le cellule che vivono, nel loro DNA, sono consapevoli del ciclo…

    La morte è la fine di tutte le possibilità.

    Rispondo:
    la Morte da spazio ad altre cellule di vivere il loro ciclo per la continuità dell’Eterno Presente…

    Ma la sorella nostra corporale non ci priva solo della possibilità di vivere felici, ma anche da ogni possibile miseria di cui il corpo è erede.

    Rispondo:
    all’origine della vita c’è la catena alimentare…< nulla sì disperde…tutto sì “ricrea”…>

    Molte religioni, fra cui l'islam e la cristiana cattolica, credono nella resurrezione dei corpi.

    Rispondo:
    se nulla si disperde e tutto è ricreato con l’aggiunta dell’Eterno Presente…la metafora ci sta in cavallo…

    Tu che ne pensi, Lorenzo? L'anima vuole davvero ritornare al corpo, una volta che la farfalla si è librata in volo liberandosi di questo angusto involucro?

    Rispondo:
    il Dono del Mistero, oltre la Vita è la Riflessione che ci distingue da tutto ciò che vive nei tre Regni…
    La Riflessione se ottiene l’Armonia ha in se l’Anima…

    E come dobbiamo immaginarci il corpo di resurrezione?
    Sarà un corpo fisico o un corpo spirituale?

    Rispondo:
    sarà polvere… (celeste)

    C'è un bel libro di Henry Corbin edito dall'Adelphi, "Corpo spirituale e terra celeste", che sono certo ti piacerebbe leggere (se non lo hai già fatto).
    Il libro spiega come questa dottrina esoterica sia un retaggio mazdeo che i nostri tre monoteismi semitici ereditarono dalla cultura indo-iranica.
    Pensa inoltre ai tre corpi del Buddha...
    Il corpo è l'intermediario fra l'anima e le percezioni, fra la coscienza dell'esserci e quella del con-esserci.
    La morte è la fine della percezione, del corpo come interfaccia percettivo.
    L'anima davvero vola in cielo?
    O non piuttosto precipita su se stessa nel non-dove, balzando dalla percezione della res extensa a quella del mondo adimensionale dell'invisibile?

    Rispondo:
    caro amico ho sempre piacere a rispondere e risponderti, possedendo la Maieutica Socratica in me trovo istantaneamente (essendo allenato alla Riflessione riflessiva = Intuizione Carismatica) la risposta ad ogni domanda del “Pensiero”…senza scomodare personaggi che scrivono per lo più per “soldi”…

    E allora forse il cielo è proprio dentro di noi. Il cielo spirituale è davvero quel non-localizzabile che ci attende, in un futuro privo di incertezze e possibilità frustrate, nell'aldilà della morte, dove si è liberi da ogni possibilità e confermati nell'attualità dell'eterno presente.
    Medita Lorenzo!
    e fammi sapere che hai meditato
    Tobia

    Rispondo:
    dici bene il cielo è in Noi…ed è azzurro per chi ha Fede nell’Eterno Presente!
    Ciao Tobia e grazie…

  9. #9
    Araldo
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    Predefinito

    >…Dopo la Morte
    >
    > Caro Lorenzo, secondo me la morte ha le sue buone ragioni per toglierci dal mondo.
    > Non si può evitare di morire. Anzi, c'è qualcosa di etico nella morte, c'è qualcosa che dà valore alla vita.
    >
    > Rispondo:
    > la Morte è il rinnovamento di cellule di Vita (spazio).
    >
    >
    > Se fossimo immortali in mezzo ad esseri destinati a perire saremmo come gli dei dell'Olimpo, vani e capricciosi, egoisti e incontentabili. Invece siamo mortali.
    >
    > Rispondo:
    > è nella mortalità che la Nostra gratuità si rinnova all’infinito…
    >
    > C'è qualche cosa di essenziale nel fatto che noi - gli esseri umani - si sia consapevoli di dover morire.
    >
    > Rispondo:
    > ritengo che le cellule che vivono, nel loro DNA, sono consapevoli del ciclo…
    >
    > La morte è la fine di tutte le possibilità.
    >
    > Rispondo:
    > la Morte da spazio ad altre cellule di vivere il loro ciclo per la continuità dell’Eterno Presente…
    >
    > Ma la sorella nostra corporale non ci priva solo della possibilità di vivere felici, ma anche da ogni possibile miseria di cui il corpo è erede.
    >
    > Rispondo:
    > all’origine della vita c’è la catena alimentare…< nulla sì disperde…tutto sì “ricrea”…>
    >
    > Molte religioni, fra cui l'islam e la cristiana cattolica, credono nella resurrezione dei corpi.
    >
    > Rispondo:
    > se nulla si disperde e tutto è ricreato con l’aggiunta dell’Eterno Presente…la metafora ci sta in cavallo…
    >
    > Tu che ne pensi, Lorenzo? L'anima vuole davvero ritornare al corpo, una volta che la farfalla si è librata in volo liberandosi di questo angusto involucro?
    >
    > Rispondo:
    > il Dono del Mistero, oltre la Vita è la Riflessione che ci distingue da tutto ciò che vive nei tre Regni…
    > La Riflessione se ottiene l’Armonia ha in se l’Anima…
    >
    > E come dobbiamo immaginarci il corpo di resurrezione?
    > Sarà un corpo fisico o un corpo spirituale?
    >
    > Rispondo:
    > sarà polvere… (celeste)
    >
    > C'è un bel libro di Henry Corbin edito dall'Adelphi, "Corpo spirituale e terra celeste", che sono certo ti piacerebbe leggere (se non lo hai già fatto).
    > Il libro spiega come questa dottrina esoterica sia un retaggio mazdeo che i nostri tre monoteismi semitici ereditarono dalla cultura indo-iranica.
    > Pensa inoltre ai tre corpi del Buddha...
    > Il corpo è l'intermediario fra l'anima e le percezioni, fra la coscienza dell'esserci e quella del con-esserci.
    > La morte è la fine della percezione, del corpo come interfaccia percettivo.
    > L'anima davvero vola in cielo?
    > O non piuttosto precipita su se stessa nel non-dove, balzando dalla percezione della res extensa a quella del mondo adimensionale dell'invisibile?
    >
    > Rispondo:
    > caro amico ho sempre piacere a rispondere e risponderti, possedendo la Maieutica Socratica in me trovo istantaneamente (essendo allenato alla Riflessione riflessiva = Intuizione Carismatica) la risposta ad ogni domanda del “Pensiero”…senza scomodare personaggi che scrivono per lo più per “soldi”…
    >
    > E allora forse il cielo è proprio dentro di noi. Il cielo spirituale è davvero quel non-localizzabile che ci attende, in un futuro privo di incertezze e possibilità frustrate, nell'aldilà della morte, dove si è liberi da ogni possibilità e confermati nell'attualità dell'eterno presente.
    > Medita Lrenzo!
    > e fammi sapere che hai meditato
    > Tobia
    >
    > Rispondo:
    > dici bene il cielo è in Noi…ed è azzurro per chi ha Fede nell’Eterno Presente!
    > Ciao Tobia e grazie…
    > il tuo amico Lorenzo
    Caro Lorenzo,
    la tua teoria riguardante l' esistenza nell' Eterno Presente mi ricorda un po' il buddismo. Nella morte gli elementi materiali e spirituali dell' uomo si sciolgono e periscono, ma il flusso della vita cosciente e dell' incessante divenire continuano, alimentati dal Karman, al di là della morte dell' io individuale, costituendo così la base per la formazione di un nuovo essere che è diverso dal morto ma è insieme la sua continuazione ...
    Ho forse interpretato male il tuo pensiero?

    Rispondo:
    Direi di sì, anche se la morte del io individuale da spazio di vita ad altre "cellule"… per questo tutti in rapporto al Nostro realizzarsi si vive l'Eterno Presente… (vedi la Storia, non quella scritta dal pennivendolo-…).
    Noti la differenza?

    Ma se fosse così come riesci a conciliare l' idea di questo processo universale, che si svolge secondo leggi cosmiche eterne, con il tuo credo cristiano, legato perciò ad una finalità ben precisa (fine del mondo/Giudizio Universale) ?

    Rispondo:
    la Genesi nella sua creazione si serve di metafore per dare una consistenza
    al vivere della cellula che s'evolve
    Il mio discorso non è una metafora è basato sulla logica riflessiva
    E' ovvio che non obbligo nessuno a crederci, ognuno deve arrivarci per riflessione
    Il Poeta
    Aggiungo: il Cristiano è l'essenza dell'essere disponibile a qualsiasi sacrificio nell'aprire strade nuovo a vantaggio di Tutti…Avendo Gesù Maestro, Luce e Fede da sorridere a coloro che canzonano…

    Tu parli di metafore e di significati traslati...Che cosa intendi di preciso? Nel caso dell' episodio di Adamo ed Eva quali sarebbero? La punizione della disobbedienza e
    dell' arroganza umane con la cacciata dall' Eden?

    Rispondo:
    in greco, l'arroganza da fastidio al potere e a chi crede d'essere…da essere guardato come usurpatore di Verità (per fortuna in Italia l'apparente Democrazia bolla ma sorvola…).

    E nel caso di Giacobbe, al quale venne chiesto il sacrificio del figlio, ovvero della persona a lui più cara? Giacobbe fu fermato dall' angelo... Ma è sempre così?

    Rispondo:
    Nell'Angelo, è sintetizzato il potere… (quando è in crisi d'identità, accoglie le novità per cercare di superare il momento "d'apatia", da chiedere, a coloro che propongono scelte per risolvere i problemi…la prova del saggio Salomone…

    Cosa intendi dire quando colleghi la Genesi con
    l' evoluzionismo?
    Ciao Lorenzo.
    Grazie.
    Cristina

    Rispondo:
    La Genesi in sintesi è l'inizio della Storia Umana…
    Ciao Criss…
    Il Poeta

  10. #10
    Araldo
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    Predefinito

    Caro Lorenzo, secondo la tua teoria con la morte si viene a creare un nuovo spazio per altri viventi...
    Rispondo:
    Se non si è poveri di spirito, sorella Morte, è parte importantissima della Vita… cui nessuno sfugge… e nel suo Amore, ci si perpetua nell’Eterno Presente…
    Riporto uno scritto di Festania:

    Io credo in una cosa che ho capito una notte di qualche mese fa, è stata come una folgorazione, un lampo a ciel sereno ma che mi ha aperto gli occhi sul senso della nostra esistenza e su come tutto il resto siano cavolate: noi siamo su questa terra ora, ma potremmo non esserlo più anche domani. Questo non ci deve far diventare tristi ma solo renderci coscienti che la dfferenza tra la vita è la morte siamo noi.
    Ripeto noi.
    E non per come vestiamo, o come mangiamo o altro, la differenza sta nel come abbiamo trattato gli altri e nel come abbiamo parlato, sta nella lealtà dei nostri sentimenti e delle nostre azioni; tutto il resto è superfluo. Ciò che lasciamo agli altri di noi è l'amore, sono le parole e i consigli e i gesti di amore. Tutto questo è ciò che rimarrà e che potrà essere utile a chi rimane, il resto è solo una nostra ricerca personale di vita o di curare il nostro corpo che è la dimora che non ci appartiene ma ci è stata donata e perciò dovremmo essere tutti capaci di mantenerla pulita come una stanza in cui abitare, ma so benissimo che non è cosi' semplice perciò sapendo benissimo le difficoltà che si incontrano in questa vita ragazzi fate la differenza con il vostro amore e bene e sincerità perchè quando non ci saremo più di noi resteranno solo i ricordi e le parole gettate nelle teste altrui e non il vostro peso forma o la fama o i soldi accumulati o i ragazzi acchiappati o i bei voti raccolti noi saremo ciò che abbiamo seminato negli altri che rimangono e sperate che sia del bene e non del male altrimenti avremo lasciato odio o tristezza anche nei loro cuori e avremo reso difficile la loro vita. 19/05/04
    Ciao Festania…

    Rispondo:
    complimenti nella tua semplicità regali un messaggio di Vita…
    Ciao...Lorenzo 19/05/04


    Interpreti però la morte come momento di passaggio in uno stato di incoscienza indolore (sonno eterno) oppure come una circostanza di trapasso in una forma di esistenza diversa (parli di esistenza nel siderale), per esempio come una continuazione di vita solo spirituale (e non più corporea)?

    Rispondo:
    se la Morte (il miglior amplesso) non ci fa paura per aver dato il tutto gratuitamente di quel che abbiamo ricevuto dalla Vita…è un addormentarsi nel lungo sonno dell’Eterno Presente felice di Viverlo… (come s’addormentò la mia Stella).
    Il (celeste) tra le parentesi è di riflesso alla domanda/risposta…ed è ovvio solo di “Vita Spirituale” o Storia dell’Umanità (un granello tanti fanno la Storia).

    Se fosse così pensi che questo proseguimento (di vita spirituale dopo la morte) sussisterà in eterno ed in modo invariabile o ritieni invece (dato che sei credente) che si sarà solo dormienti in attesa del giudizio universale (glorificazione dei giusti e condanna dei cattivi)?
    Ciao Lorenzo
    Cristina

    Rispondo:
    l’Umanità finché vivrà dovrebbe riconoscere il contributo che ogni essere più o meno ha dato nel suo spazio di Vita…
    Se invece l’incoscienza umana “brucerà” la stirpe con le sue stesse mani, la colpa non sarà di chi ha amato il Prossimo…
    Ciao Criss
    Lorenzo

 

 
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