da www.ilfoglio.it
" Lo scontro sul video di Berg
Mentana non accetta lezioni da Colombo: “Chi l’ha fatto arbitro?”
Il direttore dell’Unità “manca di cultura democratica, dà di terrorista a chi non la pensa come lui”. Il falso di Ballarò
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Le attenuanti della Hamaui-Roma. “Chi ha ingannato Furio Colombo? Qualcuno l’ha forse obbligato a rispondere a delle domande?”chiede Enrico Mentana, cui l’Unità ha dedicato ieri un titolo fragoroso: “Il Tg5 accoglie le richieste degli assassini”, e un fondo del direttore, che afferma di aver subito un “inganno giornalistico”, la partecipazione a tradimento a un “indegno spot”. Colombo è stato intervistato per “Terra”, rubrica di approfondimento del Tg5, che nell’ambito della trasmissione ha mostrato, solarizzato, all’una di notte, il video (e l’audio) dell’ammazzamento di Nick Berg. Colombo era contrario alla diffusione e ne ha spiegate le ragioni, che sono state, semplicemente, messe in onda. “Non essendo Colombo un arbitro ma un giocatore, non era necessario obbedire alle sue parole, e purtroppo quel che scrive adesso è pateticamente insensato – dice Mentana – sono disposto a discutere con chi la pensa diversamente da me, ma non con chi afferma che, siccome ho mandato in onda il video di un’esecuzione, ho soddisfatto le richieste dei terroristi. Questa è assenza di cultura democratica: chi non la pensa come lui è al soldo dei terroristi”. Mentana ha usato, domenica, parole diverse: ha detto “o con un terrorista o con un arteriosclerotico”. “Ho cercato la condizione a lui più favorevole, quella che almeno lo deresponsabilizza: pensare che il successore di grandi direttori, in un giornale importante per la storia del nostro paese dica simili fesserie, francamente mi fa trasecolare. Così non è più un quotidiano pagato dai gruppi parlamentari dei Ds, ma diventa un blog personale di Furio Colombo, basato su fatti personali”. “Quel che mi dà più fastidio – dice Mentana – è che il 99 per cento delle persone parla di una trasmissione che non ha visto, senza sapere quindi che avrebbe potuto assistervi anche un bambino; e nessuno ha notato, invece, lo smascheramento di una cosa clamorosa: un video mostrato da ‘Ballarò’ con i soldati americani che ammazzavano degli iracheni, privo però della parte iniziale, in cui quegli stessi iracheni stavano portando armi per fare un attentato. Certo la verità è una cosa difficile da fissare, varia a seconda dell’ampiezza dell’inquadratura”. La verità è così difficile da fissare che la settimana scorsa è stata completamente stravolta dall’Espresso, con la pubblicazione delle foto false del Mirror. “Hanno preso un granchio, fatto una figuraccia, ma seguendo il filo di una scelta giornalistica, come quella di chi, come il Foglio, ha pubblicato la foto della decapitazione. L’Espresso ha usato foto che avevano suscitato grande polemica in un altro paese, quelle foto erano false, se sul prossimo numero ci saranno le scuse del direttore, allora la partita è chiusa”. Però intanto si accusa chi ha pubblicato foto vere, o mandato in onda un video vero. “Mi fa accapponare la pelle chi apre delle istruttorie paragiudiziali nei confronti di chi ha deciso di diffondere un video, vero, o pubblicare foto, vere, ma non capisco nemmeno chi chiede delle sanzioni per chi ha pubblicato le foto credendo che fossero vere”. Anche se un conto sono le polemiche su una scelta, un conto le richieste di scuse per la pubblicazione di un falso su cui gravava pesantemente da giorni il sospetto di “patacca”. “Ma se noi scoprissimo adesso che il video era falso? Il fatto è che questo è un clima da Montecchi e Capuleti: si riconduce sempre tutto alla logica binaria per cui conta la parte in cui si è schierati. C’è stato il girone d’andata, con le polemiche sul Foglio, su Libero, su TgCom, ora c’è il girone di ritorno con le polemiche su Daniela Hamaui, le richieste di scuse o di sanzioni, ma non si può rivendicare per sé un diritto e non accettarlo per gli altri”. L’uso politico di una foto o di una non foto Dice Mentana che “i confini della nostra professione sono ben chiari, come lo sono le cose che si possono, non si possono e si debbono fare, solo che ogni tanto qualcuno si stacca dal suo ruolo di giocatore e si impanca ad arbitro, senza che si capisca chi l’abbia investito della missione”. Così succede che il video di un vero ammazzamento diventi “un indegno spot”. “Poi capita anche che la trattazione della questione Nick Berg vada dalla foto a tutta pagina della testa mozzata alla non presenza in prima pagina della notizia, in mezzo c’è tutta la gradazione dell’opportunità o meno, e in buona parte ai fini della politica italiana: questo sì, è scandaloso”. “La libertà informativa ci deve essere per tutti – dice Mentana – senza che nessuno possa censurare qualcun altro. Serve più lucidità, perché i momenti più difficili devono ancora arrivare”.
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Saluti liberali




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