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Tutta la Filistin, che da oltre cinque lustri subisce il terribile tallone militare dell’autoproclamata entità sionista, ha vissuto oggi un giorno di atroce dolore.
Un dolore composto ma fiero di un popolo che non ha più lacrime negli occhi, un popolo che vede i suoi figli migliori morire per il pervicace odio di una banda di sanguinari avventurieri, i quali si ritengono in diritto di rivendicare un territorio che i loro antenati, nella più parte, abbandonarono oltre diciotto secoli fa.
L’alba di Ghaza è stata scossa da un terribile delitto. Terribile perchè rivendicato con orgoglio dal suo mandante, il criminale di Sabra e Chatila, il capobanda dalle mani grondanti sangue innocente, l’infame Arik Sharo(g)n(a)!
Missili sionisti hanno colpito un uomo pio, appena uscito dalla preghiera di Fajr, un vecchio settantenne paralitico da cinquanta, un uomo di una bontà grande, che ha speso tutta la vita per il suo popolo umiliato, Sheikh Ahmed Yassin.
Lo sceicco era assieme a tre guardie del corpo quando un missile lanciato da un elicottero sionista ha colpito direttamente il fuoristrada, ove si trovava.
Altri due missili, intanto, esplodevano nell’area, la popolosa al-Sabra, uccidendo quattro uomini. Oltre a questi sono rimasti feriti diciasette persone, fra cui due figli dello sceicco, 'Abdul Hamid, 33 anni e 'Abdul Ghani, 29.
Fra i feriti si contano pure quattro bimbi. Le condizioni di 'Abdul Hamid e di altri cinque sono gravissime.
Tutti erano uomini che avevano appena terminato di pregare.
Le altre sette vittime di questa gravissima azione dei criminali sionisti contro Sheikh Yassin sono state identificate in Mo'men Ibrahim al-Yazouri, 28 anni; Rateb 'Abdul Rahman al-'Aloul, 35; Khamis Mushtaha, 32; Ameer Ahmed 'Abdul 'Aal, 25; e le tre guardiaspalle Rabi' 'Abdul Hai 'Abdul 'Aal, 18, Ayoub Ahmed 'Atallah, 26 e Khalil 'Abdul Elah Abu Jayab, 30.
Immediatamente diffusasi la notizia dell’orrendo evento, tutta la Filistin s’è fermata sgomenta per l’ardire degli occupanti sionisti e, mentre a Washington una costernata, ma non troppo, Condoleeza Rice s’affrettava a prendere le distanze dall’azione, fuoriera di disgrazie perenni per i sionisti e i loro protettori del Pentagono, la carogna sionista appariva tronfia e fiera di questa miserabile azione.
E, mentre persino sionisti avveduti s’interrogano sulle drammatiche conseguenze per gli occupanti, nel pomeriggio Yossi Belin ha provocatoriamente chiesto al capobanda Arik quanti saranno i cittadini dell’entità sionista che dovranno pagare colla vita l’infamia di al-Sabra, mentre un’Europa eunuca s’arrabbatava in distinguo assurdi fra “necessità della pace”, “diritto alla difesa” e condannava con la fermezza dell’inglese Jack Straw (!!!) e del francese Dominique de Villepin, tutta la piazza araba, d’una sola voce, si levava contro la vile azione.
L’Oummah è profondamente sgomenta per i fatti di al-Sabra, da Tanger a Fez, da Oran a Costantine, da Tunis al Cairo, dal Golfo fino a Damasco, da Baghdad occupata fino a Teheran, ci si chiede quando finirà di venire versato questo sangue innocente, quanto un popolo martire avrà quiete e pace, quando le madri finiranno di piangere i dolori del loro ventre umiliato, quando questi animali se ne andranno da al-Quds, lasceranno libera questa terra che non merita sofferenza così marcata.
“Sheikh Shaheed”, “Sheikh Shaheed”, “Lo Sceicco è Martire!”, hanno ripetuto in un ossessivo grido di sofferenza indicibile uomini e donne di ogni età in tutta la Filistin sanguinante. Con dolore, mai rassegnato, hanno giurato vendetta contro questi luridi majali che grugnano nella loro terra!
Il mondo deve svegliarsi, deve capire che l’entità sionista è guidata da scimmie immonde che lo stanno trascinando al precipizio.
L’Europa deve ascoltare il grido di dolore che sale contro i sionisti e contro i loro protettori del Pentagono.
La Filistin oggi ha vissuto il giorno più nero, dopo quello infame della Nakba, quando fu proclamata, su parte dei suoi territori, un’entità sionista, ma la Filistin non piega il ginocchio.
Il dolore che attanaglia i nostri cuori è violento, lancinante, è una spada perennemente conficcata in petto, ma i fratelli non si arrendono, non ci arrendono proprio ora, dopo migliaja di morti, dopo distruzioni immense, dopo violenze indicibili, i sionisti saranno sconfitti, se ne andranno tutti, nessuno escluso!
La Filistin sarà libera, dal mare al fiume!
ALLAH AKBAR! ALLAH AKBAR! ALLAH AKBAR!
ALLAH AKBAR! ALLAH AKBAR!
Inna LilaH Wa Ina IlaiHi Rajiroune,
Wa la Hawla Wa La Kaouta Illa Billah!
© cariddeo per La Voix des Opprimés, Paris, France




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